Una ripresa graduale e fragile della crescita
L’economia del Bangladesh sta gradualmente riprendendosi dopo tre anni fiscali caratterizzati da inflazione persistente, disordini politici e sociali, oltre che da un rallentamento della crescita. Sebbene il contesto politico e sociale rimanga fragile, nel 2026 i consumi privati (70% del PIL) dovrebbero beneficiare delle misure di sostegno alle famiglie, nonché dei forti flussi di rimesse (6% del PIL nel 2024), in particolare dai paesi del Golfo (43% del totale) e dagli Stati Uniti (16%). Inoltre, l’inflazione ha subito un rallentamento nel 2025 dopo aver raggiunto livelli che non si registravano da oltre un decennio, spinta da un forte deprezzamento del taka e dall’aumento dei prezzi dell’energia. Questa tendenza all’allentamento è in gran parte dovuta a un tasso di cambio più stabile, sostenuto dall’introduzione di un regime di ancoraggio mobile nel maggio 2024. Anche gli adeguamenti delle imposte sulle importazioni hanno contribuito a contenere l’inflazione importata. Sebbene ancora elevata, l’inflazione si è attestata al 9% nei primi otto mesi del 2025, ovvero un punto percentuale in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La moderazione dei prezzi globali dell’energia, insieme al proseguimento delle misure a sostegno del potere d’acquisto, quali i sussidi per l’acquisto di fertilizzanti volti a ridurre i costi agricoli, dovrebbe contribuire ad alleviare le pressioni inflazionistiche.
Si prevede inoltre una ripresa delle esportazioni, dopo che nel 2023 e nel 2024 erano state gravemente colpite dai disordini sociali che avevano interrotto l’attività industriale del Paese. Il settore dell’abbigliamento rappresenta l’80% delle esportazioni del Paese e continua a beneficiare del vantaggio comparativo del Bangladesh in termini di costi del lavoro. Tuttavia, questa competitività, sostenuta da un ampio bacino di giovani lavoratori, è messa alla prova a seguito dell’introduzione, nell’agosto 2025, di un dazio del 20% sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. Inoltre, la prevista revoca dello status di «Paese meno sviluppato» entro novembre 2026, insieme alla graduale eliminazione dei sussidi al settore dell’abbigliamento richiesta per conformarsi alle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio, sottolinea le sfide future per mantenere la competitività delle esportazioni.
In caso di un eventuale deprezzamento del taka e di un rallentamento dell’inflazione, la banca centrale potrebbe allentare leggermente la propria politica monetaria nel 2026, dopo aver aumentato i tassi di interesse cinque volte nel corso dell’anno solare 2024. Tale decisione potrebbe favorire una ripresa degli investimenti privati. Tuttavia, l’incertezza politica e la vulnerabilità del sistema bancario rischiano di indebolire la crescita degli investimenti. Le banche del Bangladesh sono sottocapitalizzate e devono far fronte a un rapporto di crediti in sofferenza (NPL) molto più elevato rispetto ai paesi vicini. Il rapporto NPL si attestava al 24,1% a marzo 2025, rispetto a una media del 7,9% per le banche dell’Asia meridionale.
Stabilizzazione del disavanzo pubblico e pressioni limitate sulle riserve valutarie
Nel bilancio per l’anno fiscale 2026 (che si chiude a giugno 2026), il governo ha proposto un pacchetto di spesa complessivo inferiore a quello approvato l’anno precedente. Tuttavia, l’ultimo bilancio è superiore del 6,2% rispetto alle spese effettive, che si sono rivelate inferiori alle proiezioni una volta rivisto l’anno fiscale 2025. Sebbene i servizi pubblici (24% della spesa totale) e il pagamento degli interessi (15%) rappresentino le due voci di spesa più consistenti, è stata posta grande enfasi sull’istruzione (14%) e sullo sviluppo delle infrastrutture di trasporto (9%). Sul fronte delle entrate, la ripresa economica dovrebbe sostenere il gettito fiscale, che rappresenterebbe il 63% delle entrate totali. Il bilancio prevede un aumento dell’8,9% del gettito fiscale, che consentirebbe una riduzione del disavanzo di bilancio. Tuttavia, la previsione si basa su ipotesi di crescita leggermente troppo ottimistiche. Di conseguenza, appare più probabile un percorso di stabilizzazione del disavanzo (in percentuale del PIL). In linea con la composizione del proprio debito, il governo prevede di ricorrere principalmente a fonti interne per il finanziamento del deficit (57% del finanziamento totale del deficit). I rischi legati al debito pubblico estero, aumentati tra il 2022 e il 2024 a causa dell’esaurimento delle riserve valutarie sulla scia dell’aumento dei prezzi delle importazioni e del deprezzamento del taka, stanno ora diminuendo. A settembre 2025 le riserve ammontavano a 31,4 miliardi di USD, in aumento del 26% rispetto all’anno precedente, e coprivano 4,2 mesi di importazioni (sulla base dei volumi delle importazioni del primo semestre dell’anno solare 2025).
Il saldo delle partite correnti ha registrato un leggerissimo surplus (149 milioni di USD) nell’anno fiscale 2025, per la prima volta in otto anni. L’aumento dei redditi secondari, alimentato dalle rimesse degli espatriati (+26,8% in dollari USA), ha compensato il calo del disavanzo commerciale a seguito di un miglioramento dell’andamento delle esportazioni (+7,7%). Si prevede che il saldo delle partite correnti torni a registrare un leggero disavanzo nel 2026. La normalizzazione dei consumi privati, unita a un allentamento delle restrizioni alle importazioni attuate nel 2024 a causa della carenza di valuta estera, dovrebbe sostenere la crescita delle importazioni, il che amplierà il disavanzo commerciale. Quest’ultimo è di natura strutturale, poiché il Bangladesh dipende tradizionalmente dalle importazioni di beni essenziali per la propria economia, quali energia, fibre tessili e tessuti, oltre a determinati prodotti alimentari (grano, zucchero, ecc.). Inoltre, le rimesse, sebbene ancora significative, potrebbero risentire del rallentamento dell’economia statunitense, che ne costituisce un’importante fonte. Tuttavia, il disavanzo sarà finanziato dagli aiuti internazionali e dagli investimenti diretti esteri (IDE). Ciò limiterà la pressione sulle riserve valutarie, che sono limitate.
Un panorama politico e sociale teso e incerto
In risposta alle violente proteste, Sheikh Hasina, rappresentante della Lega Awami (AL), ha concluso il suo quinto mandato come Primo Ministro del Bangladesh nell’agosto 2024. Il movimento di protesta, innescato dall’annullamento di una riforma del sistema delle quote nel pubblico impiego, si è esteso fino a influenzare un panorama politico e sociale già teso. Il principale partito di opposizione, il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), aveva boicottato le elezioni del gennaio 2024. In quelle elezioni, l’AL aveva conquistato 271 dei 350 seggi parlamentari. L’affluenza alle urne è stata molto bassa – ufficialmente del 40% rispetto all’80% del 2018 – anche se la cifra effettiva potrebbe essere stata ancora più bassa. Il BNP ha denunciato le elezioni come fraudolente e ha contestato i risultati, il che ha esacerbato le tensioni.
A seguito delle dimissioni del Primo Ministro, il Presidente Mohammed Shahabuddin ha nominato Muhammad Yunus, vincitore del Premio Nobel per la Pace del 2006, a capo di un governo ad interim incaricato di ripristinare la stabilità e di preparare nuove elezioni per ricostituire il Parlamento. Quest’ultimo era stato sciolto dal presidente in seguito alle dimissioni di Sheikh Hasina. Tuttavia, questo governo deve affrontare un clima politico teso, caratterizzato da dissidi tra i partiti politici, sfiducia da parte dell’opinione pubblica e difficoltà nel mantenimento dell’ordine pubblico. Nuove proteste sono scoppiate nell’ottobre 2025, questa volta in risposta alla proposta di carta democratica. La carta è stata successivamente firmata da 25 partiti politici, ma ne è stato notoriamente escluso un partito fondato di recente da studenti che erano stati le figure di spicco del movimento di protesta del 2024. Il contesto fragile, insieme alla prospettiva di elezioni nel 2026 alle quali l’AL probabilmente non prenderà parte, sta aumentando l’incertezza. Inoltre, il contesto politico sta ostacolando l’introduzione di riforme economiche e di governance e sta pesando sulla fiducia degli investitori. Di conseguenza, sebbene i flussi netti di investimenti diretti esteri (IDE) abbiano registrato una ripresa nell’anno fiscale 2025 (+20% su base annua), rimangono al di sotto del livello registrato nell’anno fiscale 2022, ovvero prima dei disordini.
Sul fronte diplomatico, l’insediamento del governo provvisorio ha segnato l’inizio di un riequilibrio strategico delle relazioni internazionali, che fino ad allora erano state in gran parte incentrate sull’India, la seconda fonte di importazioni del Paese (12% del totale). Gli anni al potere della signora Hasina erano stati caratterizzati da un riavvicinamento con Nuova Delhi. Dalla caduta del governo, le relazioni con l’India, dove l’ex primo ministro ha trovato rifugio, si sono deteriorate. A partire da maggio 2025, l’India ha limitato le importazioni di abbigliamento, frutta e alimenti trasformati provenienti dal Bangladesh. La decisione fa seguito a una misura analoga adottata dall’amministrazione bangladese nei confronti dei prodotti indiani in lana. Nel tentativo di diversificare i propri partenariati, il governo provvisorio si è rivolto ad altri partner, in particolare alla Cina e al Pakistan, nonché all’UE e agli Stati Uniti, che rappresentano i suoi principali mercati di esportazione, con una quota rispettivamente del 47% e del 18%. Oltre ai negoziati su un accordo commerciale con gli Stati Uniti volto a ridurre l’aliquota tariffaria applicata alle esportazioni del Bangladesh (fissata al 20% al momento della stesura di questo articolo), Muhammad Yunus ha dichiarato di stare conducendo discussioni in materia di governance e diritti umani.

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