Burundi

Africa

PIL pro capite ($)
$326.8
Popolazione (nel 2021)
12,9 milioni

Valutazione

Rischio Paese
D
Contesto imprenditoriale
D
Precedentemente:
D
Precedentemente:
E
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Sommario

Punti di forza

  • Risorse sotterranee in gran parte non sfruttate (terre rare, nichel, oro, cobalto, litio) e potenziale agricolo (caffè, tè)
  • Popolazione giovane (il 60% ha meno di 25 anni)
  • Rendimento moderato del sostegno finanziario internazionale (28% delle entrate pubbliche)
  • Graduale apertura del Paese grazie ai collegamenti di trasporto che attraversano la Tanzania

Punti di debolezza

  • Istituzioni politiche e sociali fragili in un Paese segnato da colpi di Stato, autoritarismo e conflitti etnici
  • Contesto imprenditoriale estremamente sfavorevole: normative incerte, alti livelli di corruzione (punteggio di 17/100 e 165° posto su 180 nell’indice 2024 di Transparency International). Il settore informale rappresenta il 37% del PIL e impiega il 95% della popolazione
  • Mancanza di diversificazione economica, con forte dipendenza dall’agricoltura (il settore rappresentava l’80% dei posti di lavoro nel 2024 e il 36% del PIL nel 2024) e dalle importazioni
  • Elevata esposizione ai rischi meteorologici e climatici (inondazioni, frane e siccità)
  • Agricoltura di sussistenza a bassa produttività concentrata intorno al Lago Tanganica, zona soggetta a frequenti inondazioni
  • Infrastrutture carenti (energia, acqua, trasporti)
  • Gravi carenze nei sistemi sanitari e scolastici (meno del 50% dei bambini completa la scuola primaria)
  • Poverà estrema diffusa (che colpirà il 63% della popolazione nel 2024) e malnutrizione (il 56% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica)
  • Doppio deficit, scarse riserve valutarie e elevato premio di cambio sul mercato parallelo

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Repubblica Democratica del Congo
40%
Emirati Arabi Uniti
11%
Cina
6%
Tanzania (Repubblica Unita di)
6%
Svizzera
5%

Importazone di beni in % del totale

Tanzania (Repubblica Unita di) 25 %
25%
Cina 18 %
18%
Emirati Arabi Uniti 12 %
12%
Europa 8 %
8%
Uganda 7 %
7%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

L'attività economica è stata stimolata dagli investimenti pubblici, ma frenata dall'inflazione

Nel 2024 l’attività economica ha registrato un’accelerazione, trainata dall’agricoltura, dalla domanda interna – in particolare quella pubblica – e da un migliore accesso all’energia elettrica grazie alla messa in funzione di nuove centrali idroelettriche.

Nel 2025 la crescita ha subito un rallentamento a causa del calo dei consumi privati, penalizzati dall’elevata inflazione che ha colpito duramente i prezzi dei generi alimentari. L’attività è sostenuta principalmente dall’aumento della spesa pubblica legata all’organizzazione delle elezioni parlamentari, come gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici, e, soprattutto, dagli investimenti. Nel 2026, la crescita dovrebbe riprendere slancio: gli investimenti accelereranno ulteriormente, in particolare con la linea ferroviaria Tanzania-Burundi, finanziata con fondi raccolti dalla Banca africana di sviluppo presso investitori istituzionali, istituzioni finanziarie per lo sviluppo e banche commerciali. Si investirà anche nell’elettrificazione e nella costruzione di dighe idroelettriche. L’entrata in funzione della diga di Jiji-Mulembwe, a lungo rinviata, dovrebbe consentire una ripresa dell’attività mineraria, finora ostacolata da persistenti carenze energetiche. Sospesa dal 2021 per rinegoziare i contratti di gestione a condizioni più favorevoli per lo Stato, la produzione mineraria è ripresa solo nel gennaio 2025. Il settore primario potrebbe così aumentare il proprio contributo alla crescita attraverso le esportazioni, beneficiando dei prezzi più elevati di caffè, tè e oro.

L’inflazione è alimentata dal ricorso al finanziamento monetario del disavanzo pubblico, dal crescente divario tra il tasso di cambio ufficiale e quello del mercato parallelo, dalla riduzione degli aiuti esteri e dalle misure restrittive sulle importazioni. L’inflazione dovrebbe iniziare ad attenuarsi nella seconda metà del 2025 e nel 2026, grazie al calo dei prezzi dei beni importati (carburante e generi alimentari), alla continua ripresa della produzione agricola a seguito delle inondazioni del 2024 e a un deprezzamento più moderato del franco burundese rispetto al dollaro. Tuttavia, le frequenti inondazioni che hanno distrutto i raccolti, in particolare sulle rive del Lago Tanganica, il ritiro degli aiuti statunitensi e le ricorrenti carenze di beni di prima necessità dovute alla difficoltà di accesso alla valuta estera rappresentano un rischio elevato.

Bilancio espansivo ed elevato rischio di insolvenza

L’anno fiscale 2026, che va dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, vedrà un aumento della spesa pubblica. L’andamento della spesa è dovuto a un’accelerazione degli investimenti e a un aumento della spesa corrente. Ciò sarà determinato dal rimborso parziale del debito interno ed estero, che da solo rappresenterà il 21% del bilancio, e dagli aumenti del monte salari e dei bilanci di funzionamento di diverse istituzioni. Il bilancio della Presidenza della Repubblica registrerà un aumento dell’87%, mentre i Ministeri della Difesa, della Sanità e dell’Istruzione registreranno aumenti rispettivamente del 36%, del 24% e del 9%. Allo stesso tempo, si prevede un aumento delle entrate pubbliche nonostante la riduzione degli aiuti esteri, trainato dall’ampliamento della base imponibile, dal rafforzamento delle misure antifrode (in particolare nel settore minerario), dal graduale aumento della partecipazione statale nelle società estrattive dal 10% al 15% e dall’aumento dei prelievi. Tra queste figurano un aumento dell’imposta mineraria (dal 7% al 16%), l’introduzione di tasse amministrative e informatiche, una sovrattassa del 15% sulle importazioni di cemento armato e una revisione al rialzo del prezzo dei documenti di viaggio.

Le previsioni di bilancio si basano su ipotesi di crescita ambiziose, che potrebbero essere compromesse dagli effetti potenzialmente recessivi delle nuove misure fiscali, dall’inflazione persistente o dalla vulnerabilità agli shock esterni. L’efficacia della lotta contro la frode e la corruzione non è garantita. Il disavanzo pubblico è finanziato dalla banca centrale. L’onere del debito pubblico, i cui due terzi sono detenuti da creditori nazionali – principalmente la banca centrale – potrebbe diminuire leggermente, beneficiando di tassi di interesse reali negativi. Il debito estero è detenuto principalmente da creditori multilaterali, ma anche da alcuni paesi, tra cui Cina, India, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Il paese rimane esposto a un elevato rischio di sovraindebitamento.

Il disavanzo delle partite correnti si è ridotto nel 2024 e dovrebbe continuare a migliorare nel 2025, nonostante la riduzione degli aiuti esteri. L’aumento dei prezzi globali di caffè, tè e oro dovrebbe sostenere i proventi delle esportazioni. Inoltre, anche la ripresa del settore minerario e la firma di nuovi contratti a condizioni più favorevoli potrebbero contribuire a tale miglioramento. Il disavanzo delle partite correnti è finanziato principalmente da partner multilaterali (Banca Mondiale, banche di sviluppo e UE) sotto forma di sovvenzioni a favore di progetti. Gli investimenti diretti esteri, d’altra parte, rimangono molto bassi. Anche se aumentassero, le riserve valutarie rimarrebbero basse, determinando il persistere delle restrizioni alle importazioni. Il tasso di cambio parallelo è 2,5 volte superiore a quello ufficiale.

Relativo miglioramento delle relazioni internazionali e della stabilità politica

Sotto la presidenza di Evariste Ndayishimiye, al potere dal 2020, il Burundi sta lavorando per riallacciare i rapporti con i donatori internazionali che se ne erano andati nel 2015, quando la decisione dell’ex presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi per un terzo mandato – in violazione della Costituzione – aveva scatenato diffuse proteste popolari che erano state represse con violenza. Le sanzioni e la sospensione del sostegno internazionale hanno causato gravi danni economici, tra cui gravi carenze. Dal 2022 si registrano segnali di miglioramento nel rispetto dei diritti umani, sebbene molto relativi. Oltre agli aiuti umanitari, che non si erano mai interrotti, sono riprese le sovvenzioni per i progetti. Tuttavia, il sostegno di bilancio e i prestiti per i progetti menzionati dai partner internazionali (FMI, Banca Mondiale, UE, ecc.) non sono stati ripristinati.

La morsa del partito al potere sulla vita politica si è ulteriormente rafforzata nel giugno 2025, in occasione delle elezioni generali, quando ha conquistato tutti i seggi – una vittoria schiacciante che riflette il silenzio imposto all’opposizione. Nonostante questa repressione, la difficoltà di accesso a servizi pubblici inadeguati – aggravata dall’arrivo massiccio di rifugiati congolesi e di sfollati a causa delle inondazioni –, l’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto e una storia di violenza politica (guerra civile, colpi di Stato) hanno acuito il rischio di rivolte popolari.

Senza sbocco sul mare nella regione dei Grandi Laghi, l’accesso del Burundi al commercio mondiale dipende in gran parte dalla Tanzania, il suo vicino costiero. La costruzione di una nuova linea ferroviaria, affidata a società cinesi (il cui completamento è previsto per il 2030), che collegherà il Paese al porto di Dar es Salaam, attraverso il quale transita l’80% del suo commercio, faciliterà l’approvvigionamento alimentare del Paese e le esportazioni di minerali. L’estrazione del nichel, in particolare, dovrebbe rivelarsi altamente redditizia per il Burundi, il cui governo ha firmato nel 2022 un contratto decennale del valore di 15 miliardi di dollari con la società russa East African Region Project Group. Inoltre, in un contesto di instabilità regionale, le relazioni diplomatiche e commerciali con il Ruanda si sono deteriorate nel 2024 dopo che il presidente Ndayishimiye ha deciso di chiudere il confine con il paese confinante, accusandolo di ospitare e addestrare a Gitega, la nuova capitale, un gruppo ribelle ostile al governo. Le tensioni sono tanto più acute in quanto il Ruanda sostiene i gruppi ribelli nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, contro i quali il Burundi sta combattendo a fianco del governo congolese.

Ultimo aggiornamento: settembre 2025