La ripresa rimane modesta a causa della debolezza della domanda interna ed estera
Si prevede che l’economia del Regno Unito registri una crescita solo modesta per il resto del 2026 e nel 2027, frenata dalla debolezza dei consumi delle famiglie, dagli elevati costi di finanziamento e da un contesto esterno difficile. Sebbene il mercato del lavoro sembri aver superato il punto più critico, la ripresa dovrebbe essere graduale, mentre le rinnovate pressioni inflazionistiche nel 2026 stanno erodendo i benefici derivanti dalla recente crescita salariale. Anche l’aumento dei costi dei mutui e la persistente incertezza sulle prospettive economiche stanno pesando sulla fiducia dei consumatori e sull’attività nel settore immobiliare, limitando le possibilità di una ripresa più forte della domanda privata. La politica monetaria dovrebbe rimanere relativamente restrittiva, poiché l’inflazione persistente limita la capacità della Banca d’Inghilterra di abbassare significativamente i tassi di interesse. Di conseguenza, le condizioni di finanziamento rimarranno probabilmente difficili per le famiglie e le imprese per gran parte del periodo di previsione. La spesa pubblica e gli investimenti pubblici continueranno quindi a svolgere un ruolo importante nel sostenere la crescita, in particolare attraverso l’aumento della spesa per la difesa, i progetti infrastrutturali e gli investimenti nel settore immobiliare. Sebbene le riforme in materia di pianificazione dovrebbero sostenere gradualmente l’attività edilizia e gli investimenti, eventuali benefici economici sostanziali emergeranno probabilmente in modo più evidente nel corso del 2027.
Le condizioni esterne rimangono difficili. Il rallentamento della crescita globale, i dazi statunitensi e la persistente debolezza dei principali mercati di esportazione pesano sull’andamento del commercio. Sebbene le relazioni tra il Regno Unito e l’Unione europea siano gradualmente migliorate, le tensioni commerciali continuano a frenare le esportazioni di beni. Di conseguenza, si prevede che la crescita economica continui a dipendere maggiormente dalla domanda interna piuttosto che dal commercio estero.
I casi di insolvenza delle imprese rimangono elevati, nonostante una certa moderazione rispetto al picco raggiunto nel 2024. Sebbene i livelli di insolvenza si siano attenuati durante la prima metà del 2026, le pressioni si sono intensificate nei settori più esposti all’aumento dei costi energetici, alla concorrenza globale e alla domanda più debole, tra cui i fornitori del settore automobilistico, i materiali da costruzione, la produzione di metalli, i trasporti e il settore immobiliare. In prospettiva, le persistenti pressioni sui costi, la domanda contenuta e i tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo dovrebbero contribuire a un nuovo aumento dei casi di insolvenza tra la fine del 2026 e il 2027.
La posizione di bilancio migliora lentamente nonostante l’aumento del debito
Si prevede che il disavanzo di bilancio del Regno Unito si ridurrà gradualmente nel corso del 2026 e del 2027, sostenuto da un aumento del gettito fiscale derivante dall’aumento dei salari nominali e dai recenti aumenti delle imposte. Tuttavia, è previsto anche un aumento della spesa pubblica, in particolare nei settori della difesa, dei servizi pubblici e dei programmi di investimento. Di conseguenza, il debito pubblico dovrebbe continuare ad aumentare in percentuale del PIL, sebbene a un ritmo più lento rispetto agli ultimi anni. Allo stesso tempo, la Banca d’Inghilterra dovrebbe continuare a ridurre il proprio portafoglio di titoli di Stato, anche se il ritmo di inasprimento quantitativo dovrebbe rimanere graduale.
Il disavanzo delle partite correnti dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato nel periodo di previsione. Un consistente surplus nel commercio dei servizi, sostenuto dai punti di forza del Regno Unito nei servizi finanziari e professionali, continuerà a compensare in parte il persistente disavanzo nel commercio di beni. L’aumento della domanda interna e degli investimenti pubblici dovrebbe sostenere la crescita delle importazioni, limitando qualsiasi miglioramento significativo della bilancia con l’estero. Sebbene la maggior parte degli adeguamenti commerciali post-Brexit sia stata ormai assorbita dalle imprese, i maggiori costi associati alle relazioni commerciali tra Regno Unito e UE continuano a pesare sui volumi degli scambi.
La nuova leadership ridefinisce le priorità politiche
Nonostante si fosse assicurato un’ampia maggioranza parlamentare nelle elezioni generali del 2024, il governo laburista ha registrato un calo del sostegno pubblico nel corso del 2025 e nella prima metà del 2026. Ciò è culminato in un cambio di leadership nel giugno 2026, quando il primo ministro Keir Starmer si è dimesso ed è stato sostituito da Andy Burnham, ex ministro del governo laburista e sindaco di lunga data della Grande Manchester. Sebbene la nuova amministrazione rimanga impegnata a perseguire gli obiettivi generali del programma elettorale laburista del 2024, Burnham ha posto maggiore enfasi sul decentramento regionale, sugli investimenti nell’edilizia abitativa, sull’assistenza sociale e sulla lotta alla disoccupazione giovanile.
Si prevede che il nuovo governo si concentri maggiormente sulle tradizionali questioni sociali, con maggiori investimenti nell’edilizia abitativa, nelle infrastrutture locali e nello sviluppo regionale. Sebbene siano ancora probabili ulteriori aumenti delle imposte, questi dovrebbero essere più mirati e modesti rispetto a quanto previsto in precedenza, riflettendo le preoccupazioni relative all’impatto di una maggiore tassazione sugli investimenti delle imprese e sulla spesa delle famiglie. Per sostenere livelli più elevati di investimenti pubblici pur rimanendo entro i limiti delle regole di bilancio del governo, si prevede che i finanziamenti aggiuntivi si baseranno sempre più su istituzioni finanziarie pubbliche e veicoli di investimento pubblico-privati, piuttosto che esclusivamente sul tradizionale indebitamento pubblico. Il cambio di leadership ha migliorato la posizione del Partito Laburista nei sondaggi di opinione, sebbene il sostegno al partito rimanga molto conteso con Reform UK, il che suggerisce un contesto politico più competitivo. Le prossime elezioni generali non sono previste prima dell’agosto 2029, sebbene persistano le speculazioni secondo cui Burnham potrebbe cercare di ottenere un mandato anticipato qualora le condizioni economiche e l’andamento dei sondaggi continuassero a migliorare.
Allo stesso tempo, il Regno Unito continua a muoversi in un contesto internazionale complesso, cercando di bilanciare le proprie relazioni con gli Stati Uniti e perseguendo al contempo una cooperazione più stretta con l’Unione europea. La cooperazione in materia di difesa e sicurezza è diventata un’area di impegno sempre più importante, con il governo che considera il rafforzamento dei partenariati europei come uno strumento a sostegno sia degli obiettivi economici che di quelli geopolitici.

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