Prospettive di crescita penalizzate dal conflitto in Medio Oriente
I rischi derivanti dalle tensioni nel Golfo peseranno sulla crescita economica di Singapore, con una crescita del PIL che dovrebbe rallentare dal 5% nel 2025 al 2,5% nel 2026 e al 2,4% nel 2027. L’aumento dei costi aziendali e la carenza di petrolio greggio e dei suoi derivati hanno colpito settori chiave come quello dei carburanti e quello chimico; diverse aziende petrolchimiche e del settore delle sostanze chimiche speciali hanno invocato la forza maggiore a causa delle interruzioni della catena di approvvigionamento e della carenza di materie prime. L’aumento dei costi del carburante ha inoltre causato perturbazioni nei segmenti del trasporto aereo e marittimo all’interno del più ampio settore dei trasporti (8% del PIL nel 2025). Allo stesso tempo, vi sono due potenti fattori di sostegno derivanti dal boom dell’intelligenza artificiale (IA) e da quello dell’edilizia che stanno rafforzando la crescita di Singapore. Il boom degli investimenti legati all’IA ha continuato a trainare la crescita dei settori dell’elettronica e dell’ingegneria di precisione. Le esportazioni nazionali non petrolifere (NODX) di prodotti elettronici hanno registrato un’impennata di quasi il 70% su base annua nei primi cinque mesi del 2026, rispetto a appena il 3,3% per le NODX non elettroniche. Il Paese è riuscito a integrarsi con successo nei segmenti ad alto valore aggiunto della catena di approvvigionamento delle apparecchiature per l’IA, rappresentando circa il 10% della produzione globale di semiconduttori. Micron Technology, uno dei principali produttori di chip elettronici, ha avviato la costruzione del suo nuovo stabilimento di produzione di wafer a Singapore, a conferma dell’attrattiva della nazione insulare. L’attività edilizia è trainata da grandi megaprogetti infrastrutturali (Terminal 5 di Changi, Cross-Island Line, Tuas Mega Port, Corridoio Nord-Sud, espansione di Jurong Island), espansioni commerciali (MBS, RWS) ed edilizia popolare. L’Autorità per l’edilizia e le costruzioni (BCA) ha previsto una domanda nel settore edile compresa tra 47 e 53 miliardi di dollari singaporiani nel 2026. Anche il turismo ha registrato ottimi risultati nel 2025, contribuendo all’economia con 32,8 miliardi di dollari singaporiani, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Si prevede che lo slancio del settore continui, sostenuto da ingenti investimenti pubblici, poiché il governo prevede di iniettare ulteriori 740 milioni di dollari singaporiani nel Fondo per lo sviluppo del turismo nei prossimi cinque anni.
Le prospettive generali per le imprese si sono leggermente deteriorate dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, in particolare per i settori dei trasporti marittimi e aerei, biomedico e chimico. Dato il previsto rallentamento economico, si prevede che sia la crescita dell’occupazione che quella salariale si indeboliscano rispetto ai risultati registrati nel 2025.
La pressione inflazionistica sui consumi è rimasta finora relativamente stabile, ma dovrebbe aumentare in futuro man mano che l’aumento dei costi si ripercuoterà lungo la catena di approvvigionamento. I prezzi delle importazioni e dell’offerta interna hanno registrato un’impennata, raggiungendo tassi di crescita a due cifre a partire da marzo. Si prevede quindi che l’inflazione aumenti fino all’inizio del 2027, raggiungendo circa il 2,5%. In risposta, l’Autorità Monetaria di Singapore ha inasprito la politica monetaria ad aprile, aumentando la pendenza del tasso di cambio effettivo nominale del dollaro di Singapore (S$NEER). Gli afflussi di capitali verso beni rifugio stanno aumentando la liquidità nel sistema bancario e contenendo i tassi di interesse interni.
I conti fiscali ed esterni rimangono solidi
L’avanzo delle partite correnti è stato consistente nel 2026 e la tendenza dovrebbe proseguire nel 2027, sebbene la sua quota sul PIL sia destinata a diminuire. Il calo previsto è dovuto principalmente a un maggiore disavanzo del reddito primario, che riflette l’aumento degli investimenti esteri a Singapore (un incremento del 140% tra il 2015 e il 2025). In secondo luogo, è previsto un leggero deterioramento della bilancia delle merci e dei servizi, dato il rallentamento generale degli scambi commerciali: il commercio mondiale di merci è cresciuto solo dell’1,5-2,5% nel 2026, rispetto al 4,7% del 2025. Le riserve valutarie sono leggermente diminuite dal 2025, ma si mantengono comunque a un livello adeguato e nel primo trimestre del 2026 coprivano 5,14 mesi di importazioni (di beni e servizi). Nel medio termine, le eccedenze delle partite correnti di Singapore rimarranno solide, ma dovrebbero diminuire a causa dell’aumento della spesa per le infrastrutture e quella sociale.
Nonostante un aumento significativo della spesa pubblica a seguito della pandemia (+48% rispetto al periodo pre-pandemia), il governo ha finora mantenuto il bilancio sostanzialmente in pareggio grazie alla ripresa economica e all’attuazione di misure fiscali quali l’aumento dell’imposta sui beni e servizi (GST). Per l’anno fiscale 2025, Singapore ha registrato un avanzo di bilancio complessivo pari all’1,3% del PIL. Nel 2026 e nel 2027, il saldo di bilancio dovrebbe rimanere in attivo, sebbene in misura minore rispetto al 2025, a causa dell’effetto combinato di un contesto macroeconomico meno favorevole e di un aumento degli interventi di sostegno pubblico. Sul fronte delle entrate, il rallentamento della crescita economica inciderà automaticamente sul gettito fiscale. In particolare, si prevede che la moderazione dell’attività economica freni le entrate derivanti dalle imposte sulle società e sui consumi a causa dei margini di profitto più bassi e della domanda più debole. Sul fronte della spesa, il bilancio 2026, presentato il 12 febbraio, mira ad aiutare le famiglie a far fronte al costo della vita e a sostenere le imprese che operano in un contesto caratterizzato da costi elevati, offrendo un rimborso del 40% dell’imposta sulle società per l’anno fiscale 2026, con un tetto massimo di 30.000 dollari. Sono state inoltre attuate misure a sostegno dei lavoratori a basso reddito, come un maggiore sostegno alla formazione. Inoltre, dato il rapido invecchiamento della popolazione (un rapporto di un anziano ogni 3,3 adulti in età lavorativa), si prevede che la spesa sanitaria continui ad aumentare.
Sebbene il debito pubblico risulti elevato sulla carta, esso viene utilizzato per creare un mercato interno di attività sicure ed è composto principalmente da obbligazioni e titoli a lungo termine. Inoltre, le ingenti riserve accumulate in passato grazie alle precedenti eccedenze di bilancio e ai rendimenti degli investimenti (pari al 200-300% del PIL) possono essere utilizzate per finanziare eventuali rari disavanzi di bilancio. Il settore bancario è fortemente esposto al settore immobiliare: nel primo trimestre del 2026, il 33,8% dei prestiti commerciali nazionali in essere era destinato al settore immobiliare, alla valorizzazione dei terreni e all’edilizia. Il tasso di crediti in sofferenza per questo settore è migliorato, scendendo dall’1,71% del primo trimestre del 2024 all’1,13% del primo trimestre del 2026, ovvero un livello leggermente inferiore a quello dei prestiti delle banche commerciali nel loro complesso (1,18%). Detto questo, le riserve di capitale e di liquidità rimangono solide e superiori ai requisiti normativi. Le condizioni finanziarie nazionali, pur essendo stabili, rimangono vulnerabili alle tensioni sui mercati finanziari regionali e globali, attualmente caratterizzati da una correzione dei mercati azionari, da un aumento del VIX (indice di volatilità), dall’ampliamento degli spread sul credito societario e da tassi di interesse di riferimento più elevati. L’inasprimento delle condizioni di credito a Singapore, unito all’aumento dei costi di produzione, potrebbe incidere ulteriormente sulla crescita.
Governance stabile e relazioni estere equilibrate, sebbene fragili
Il panorama politico di Singapore rimane altamente stabile, con il People’s Action Party (PAP) che mantiene una posizione dominante sin dall’indipendenza nel 1965. Nelle elezioni generali del maggio 2025, il PAP si è assicurato una maggioranza parlamentare qualificata di quasi il 90%, rafforzando il proprio mandato di governo. A seguito delle elezioni, il primo ministro Lawrence Wong, insediatosi nel maggio 2024, ha avviato un rimpasto di governo che ha tuttavia preservato in larga misura la continuità nei portafogli chiave, tra cui commercio e industria, finanze, affari interni e affari esteri. Questa mossa ha posto l’accento sulla coerenza delle politiche e sulla continuità amministrativa. Sebbene il principale partito di opposizione, il Partito dei Lavoratori, abbia guadagnato consensi elettorali e presenza parlamentare nelle recenti elezioni, è sostanzialmente più piccolo del PAP e non è in grado di sfidarne la maggioranza di governo nel breve termine. Il quadro di governance di Singapore è generalmente caratterizzato da un’amministrazione pubblica efficace, dalla continuità istituzionale e da elevati livelli di fiducia da parte dei cittadini. Allo stesso tempo, i responsabili politici continuano ad affrontare le sfide socioeconomiche, tra cui il costo elevato degli alloggi, la disuguaglianza di reddito e le pressioni sul mercato del lavoro che colpiscono i lavoratori a basso reddito e poco qualificati, compresi alcuni segmenti della forza lavoro migrante. Il coefficiente di Gini post-trasferimento si è attestato a 0,359 nel 2025, indicando che la disuguaglianza rimane una questione politica da considerare nonostante le ampie misure di ridistribuzione.
Singapore occupa una posizione unica nel bilanciare i rapporti tra Stati Uniti e Cina all’interno della regione del Sud-Est asiatico. Il piccolo Stato ha mantenuto stretti legami economici e politici con entrambe le superpotenze, ma potrebbe trovarsi sempre più in difficoltà nel gestire la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche globali. In quanto vicini, Singapore e la Malesia intrattengono relazioni di lunga data e sfaccettate, caratterizzate da solidi legami in materia di commercio bilaterale, investimenti e turismo. Entrambi i paesi hanno recentemente firmato un accordo sulla Zona Economica Speciale Johor-Singapore (JS-SEZ), che mira a migliorare le attività commerciali transfrontaliere e la connettività. La JS-SEZ unirà la forza di Singapore come polo commerciale e finanziario alle abbondanti risorse dello Stato di Johor in termini di territorio, energia e manodopera. Singapore sta inoltre rafforzando i legami con l’Indonesia. In occasione del vertice annuale tenutosi a Giacarta il 6 luglio, i due paesi hanno firmato 26 accordi che coprono settori quali l’energia, le catene di approvvigionamento e le tecnologie digitali.

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