Ulteriore crescita nel 2025
La crescita ha risentito della guerra in Ucraina e delle gravi inondazioni dell’agosto 2023, ma nel 2025 registrerà un miglioramento, superando leggermente quella dell’Unione europea (UE) nel suo complesso. I consumi privati (50% del PIL) dovrebbero rimanere il motore principale, sostenuti da un’inflazione sotto controllo e da una crescita salariale costantemente forte. La tendenza è rafforzata dalla riforma del sistema retributivo del settore pubblico, entrata in vigore il 1° gennaio 2025. La riforma prevede un aumento salariale medio graduale del 25-30% fino al 2028, con il primo dei sei incrementi applicato quest’anno (almeno 100 euro lordi per molti lavoratori). Il mercato del lavoro rimarrà teso in un contesto caratterizzato da un tasso di disoccupazione relativamente basso (4,6% a dicembre 2024) e da una prolungata carenza di manodopera in diversi settori chiave (automobilistico, sanitario, dei trasporti e delle TIC).
Si prevede che la Banca centrale europea (BCE) prosegua il proprio ciclo di allentamento monetario nel 2025, migliorando le condizioni di credito per le famiglie e le imprese. La politica fiscale si concentrerà sul consolidamento delle finanze pubbliche, sostenendo al contempo l’economia. Gli investimenti (21% del PIL), prevalentemente pubblici, continueranno a beneficiare del Piano per la ripresa e la resilienza (RRP), che, nell’ambito del quadro europeo NextGenerationEU, dispone ancora di oltre il 60% del pacchetto di stanziamenti totale fino al 2026, pari a 1,5 miliardi di euro. In questo contesto, proseguiranno gli investimenti nel settore energetico, con oltre 150 milioni di euro destinati all’ammodernamento delle reti elettriche a Lubiana, Maribor e Celje, nonché a progetti di infrastrutture ferroviarie.
L’attività manifatturiera (31% del PIL), fortemente orientata all’esportazione, sarà trainata dai settori farmaceutico ed elettronico, mentre il segmento automobilistico continuerà a risentire della debole performance della Germania, principale partner commerciale della Slovenia. Tuttavia, la Slovenia è ben integrata nelle catene di produzione italiane e svizzere, il che offre alternative di diversificazione e resilienza alle fluttuazioni del mercato europeo. Inoltre, la stabilizzazione dei prezzi dell’energia sosterrà la ripresa delle industrie ad alto consumo energetico (metallurgia, industria chimica e cartaria). Il turismo (10% del PIL) continuerà a prosperare, sostenuto dalla nomina di Nova Gorica a Capitale europea della Cultura per il 2025 e dagli investimenti in corso.
Bilancio solido
Nonostante gli sforzi per risanare le finanze pubbliche, nel 2024 il saldo di bilancio è rimasto in deficit, principalmente a causa dei costi di ricostruzione post-alluvione. Tuttavia, si è registrato un miglioramento rispetto al 2023, sostenuto da un aumento delle entrate, in particolare a seguito dell’introduzione di due imposte una tantum: un aumento temporaneo dell’imposta sulle società dal 19% al 22% per un periodo di cinque anni e una nuova imposta sul patrimonio bancario, fissata allo 0,2% del patrimonio bancario totale, anch’essa per cinque anni. Allo stesso tempo, le spese sono risultate inferiori alle previsioni, grazie a una gestione prudente e a un’allocazione efficiente dei fondi destinati alla ricostruzione. Nel 2025, il disavanzo dovrebbe continuare a ridursi grazie alla graduale eliminazione dei sussidi energetici e a ulteriori finanziamenti dell’UE. Tuttavia, i costi legati agli aumenti salariali, all’agricoltura, alle transizioni ecologica e digitale, nonché alla difesa, manterranno il saldo di bilancio in territorio negativo. Il rapporto debito pubblico/PIL, prevalentemente di natura interna, continuerà a diminuire dopo aver raggiunto un picco superiore all’80% nel 2020. La riforma in corso dei sistemi sanitario e pensionistico dovrebbe sostenere ulteriormente questa tendenza.
La Slovenia continuerà a registrare un avanzo delle partite correnti nel 2025, con un miglioramento previsto rispetto al 2024. Tale avanzo è determinato principalmente dalle forti esportazioni (90% del PIL), in particolare nel settore dei servizi, dove il turismo e i trasporti continuano a beneficiare di una domanda sostenuta sui mercati europei. Tuttavia, la persistente debolezza post-Covid dell’industria automobilistica tedesca, che è un partner chiave per la Slovenia, potrebbe essere ulteriormente aggravata dall’introduzione dei dazi statunitensi. D’altro canto, il settore farmaceutico, in gran parte non interessato dalle sanzioni internazionali e che rappresenta oltre il 50% delle esportazioni della Slovenia verso la Russia, dovrebbe continuare a sostenere i risultati commerciali del Paese. Si prevede un’accelerazione degli afflussi di investimenti diretti esteri (IDE), sostenuta dalla recente legislazione che agevola l’ingresso degli investitori stranieri, in particolare attraverso la riduzione della burocrazia e l’introduzione di incentivi fiscali.
La mancanza di consenso sulle riforme rende la situazione politica tesa
Il Movimento per la Libertà (GS), un partito social-liberale e ambientalista guidato da Robert Golob, ha vinto le elezioni generali dell’aprile 2022 conquistando 41 dei 90 seggi dell’Assemblea nazionale. Il partito ha formato una coalizione di sinistra con i Socialdemocratici (7 seggi) e il Partito di Sinistra (5 seggi). Il Partito Democratico Sloveno (SDS), un partito populista di destra, e Nuova Slovenia, un partito democratico-cristiano, formano l’opposizione con rispettivamente 27 e 8 seggi. Sebbene l’SDS abbia chiesto elezioni anticipate nel 2025 a causa dei crescenti disaccordi e delle controversie all’interno del governo, le elezioni dovrebbero svolgersi come previsto nell’aprile 2026.
Sul fronte sociale, il Paese deve affrontare sfide importanti, in particolare per quanto riguarda la sanità e le pensioni, settori in cui sono necessarie riforme a causa dei cambiamenti demografici. Tuttavia, tali riforme procedono a rilento a causa della mancanza di consenso all’interno della coalizione di governo e, più in generale, a livello nazionale. Il sistema sanitario è particolarmente colpito dalla carenza di personale e dai lunghi tempi di attesa, mentre le riforme pensionistiche continuano a essere in stallo nonostante l’urgenza dettata dall’invecchiamento della popolazione. Queste questioni si aggiungono ad altre sfide sociali in corso, quali l’ampio divario retributivo di genere e l’aumento della povertà che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione.
In materia di politica estera, le relazioni con la Croazia sono caratterizzate da tensioni relative alla disputa di confine riguardante la baia di Pirano. Nell’ottobre 2023, la Slovenia ha reintrodotto i controlli di frontiera da parte della polizia con la Croazia e l’Ungheria, adducendo come motivazione la criminalità organizzata e l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, che stanno influenzando i flussi migratori. Tali controlli rimarranno in vigore almeno fino a giugno 2025 e probabilmente saranno prorogati.

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