Madagascar

Africa

PIL pro capite ($)
$530.5
Popolazione (nel 2021)
29,8 milioni

Valutazione

Rischio Paese
D
Contesto imprenditoriale
C
Precedentemente:
C decrease
Precedentemente:
C
This content has been automatically translated. It may not be as accurate as the original.

suggestions

Sommario

Punti di forza

  • Riserve minerarie significative (nichel, oro, titanio, grafite, cobalto, ilmenite e pietre preziose)
  • Potenziale agricolo (primo produttore mondiale di vaniglia e primo esportatore mondiale di chiodi di garofano) e potenziale ittico
  • Andamento positivo del settore turistico (circa il 15% del PIL nel 2024)
  • Fondo di credito esteso (ECF) del FMI pari a 337 milioni di dollari e Fondo per la resilienza e la sostenibilità (RSF) pari a 321 milioni di dollari, firmati nel giugno 2024 e con scadenza nel giugno 2027
  • Debito prevalentemente estero (73% nel 2024), ma in gran parte a condizioni agevolate (81% del nuovo debito totale nel 2025, di cui il 73% multilaterale e il 9% bilaterale)
  • Sono in vigore diversi accordi commerciali, in particolare con l’UE (APE), e il Paese partecipa a tre Comunità economiche regionali (COMESA, SADC, IOC)

Punti di debolezza

  • Instabilità politica cronica: crisi nel 1972, 1991, 2002, 2009 e 2025
  • Elevato livello di corruzione (140° posto su 180 paesi, con un punteggio di 26/100 secondo l’Indice di percezione della corruzione 2024 di Transparency International)
  • Povertà (l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia di 2,15 USD (PPA) nel 2024) e insicurezza alimentare
  • Infrastrutture stradali, idriche ed elettriche carenti (nel 2023 il 39,4% della popolazione aveva accesso all’elettricità)
  • Rapida crescita demografica (circa il 2,4% all’anno), mentre il mercato del lavoro fatica ad assorbire la forza lavoro in aumento (420.000 nuovi ingressi netti all’anno nell’ultimo decennio), economia informale (quasi il 50% del PIL) e scarso accumulo di capitale umano (147° posto su 169 paesi con un Indice di Capitale Umano pari a 0,39 nel 2020)
  • Dipendenza dall’agricoltura (22,5% del PIL nel 2024 e 69% dell’occupazione nel 2023, prevalentemente di sussistenza), dal settore minerario e dalle importazioni di combustibili
  • Vulnerabile agli shock meteorologici e climatici (cicloni e siccità), nonché alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime
  • Basso gettito fiscale (meno dell’11% del PIL)
  • Forte dipendenza dagli aiuti esteri

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Europa
30%
Stati Uniti d'America
14%
Cina
11%
Corea del Sud
7%
Giappone
7%

Importazone di beni in % del totale

Cina 25 %
25%
Europa 15 %
15%
Oman 13 %
13%
India 6 %
6%
Emirati Arabi Uniti 4 %
4%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

L'esercito prende il potere e suscita preoccupazione tra gli osservatori internazionali

Il Madagascar è stato scosso da un'ondata di proteste iniziata il 25 settembre 2025 ad Antananarivo e in diverse altre città. Inizialmente, il movimento “Gen Z Madagascar”, composto principalmente da giovani, ha protestato contro le ripetute interruzioni dell’erogazione di acqua ed elettricità. I disordini hanno rapidamente assunto proporzioni senza precedenti, cristallizzando un malcontento più ampio legato alla corruzione, alla povertà persistente e alla concentrazione della ricchezza nelle mani di una ristretta élite. Nonostante la destituzione del governo da parte del presidente Andry Rajoelina, rieletto nel novembre 2023, e la nomina di un nuovo primo ministro, le proteste sono proseguite in un clima di violenta repressione. Il 12 ottobre, l’intero esercito malgascio si è unito al movimento, guidato dal Capsat (Corpo dell’Esercito del Personale e dei Servizi Amministrativi e Tecnici). L’unità, che aveva già svolto un ruolo chiave nell’ascesa al potere di Rajoelina nel 2009, questa volta ne ha determinato la partenza, costringendo la Francia a organizzare la sua esfiltrazione. Il 14 ottobre l’esercito ha ufficialmente preso il potere, in quello che il presidente destituito ha definito un colpo di Stato. È stato istituito un Consiglio nazionale di difesa di transizione composto da ufficiali. L’Alta Corte costituzionale ha convalidato il processo e ha nominato il colonnello Michael Randrianirina, capo del Capsat, presidente ad interim nonostante lo scioglimento di tutte le istituzioni chiave, ad eccezione dell’Assemblea nazionale. La nuova leadership militare si è impegnata a organizzare un referendum costituzionale ed elezioni generali entro ottobre 2027. Per ora, la presa di potere da parte dell’esercito sembra godere di ampio sostegno da parte della popolazione.

La presa di potere da parte dell’esercito malgascio ha suscitato forti reazioni a livello internazionale. L’Unione Africana (UA) ha condannato fermamente il colpo di Stato, ha sospeso il Madagascar da tutti i suoi organi e ha chiesto un rapido ritorno all’ordine costituzionale. Ha sollecitato l’istituzione di un governo civile di transizione e l’organizzazione di elezioni libere ed eque. Anche l’ONU ha condannato il colpo di Stato militare. Al contrario, la Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) ha adottato un approccio più conciliante, annunciando che il proprio «Panel of Elders» e il «Mediation Reference Group» avrebbero agito in qualità di mediatori. La Francia ha espresso preoccupazione per la presa di potere da parte dei militari e li ha esortati a difendere la democrazia e lo Stato di diritto. Il ruolo della Francia nell’esfiltrazione del presidente Rajoelina ha riacceso il risentimento latente nei confronti dell’ex potenza coloniale. In questo contesto, si prevedono scarsi progressi nella disputa franco-malgascia sulle Îles Éparses, situate nel Canale del Mozambico. Questi territori, amministrati dalla Francia come parte dei Territori francesi del Sud e dell’Antartico (TAAF), sono rivendicati dal Madagascar sin dalla sua indipendenza nel 1960.

Cina e India rimarranno importanti paesi partner grazie alla loro quota nelle importazioni malgasce (rispettivamente il 24,7% e il 5,5% nel 2024). Pechino, che nel settembre 2024 ha elevato le proprie relazioni bilaterali a partenariato strategico globale, mira a rafforzare la propria influenza politica. Si prevede che questa dinamica spingerà Nuova Delhi a intensificare il proprio impegno diplomatico e commerciale, in un contesto di crescente rivalità tra le due potenze asiatiche nel continente africano.

Crescita rivista al ribasso a causa dell’incertezza

L’acuirsi dell’instabilità politica, l’incertezza sulla governance e il ritmo della transizione peseranno sugli investimenti e, di conseguenza, sulla crescita nel 2025 e nel 2026. Alla fine del 2025, i disordini e i saccheggi legati alle proteste avevano causato ingenti perdite economiche, oltre alla distruzione di diverse migliaia di posti di lavoro. Anche il settore turistico è stato gravemente colpito, con un’ondata di prenotazioni cancellate. A queste perturbazioni si sono aggiunti scioperi che hanno paralizzato l’attività economica e una produzione agricola debole, compreso un raccolto di riso eccezionalmente scarso a causa delle precipitazioni insufficienti. La leggera ripresa della crescita inizialmente prevista per il 2026, sostenuta dagli investimenti pubblici nelle infrastrutture e da quelli privati nei settori minerario, turistico e delle telecomunicazioni, appare ora compromessa.

Sul fronte commerciale, il Madagascar dovrà affrontare l’impatto della nuova tariffa commerciale statunitense del 15% sui propri prodotti, nonché la scadenza del programma AGOA (African Growth and Opportunity Act). I tentativi di negoziazione da parte della precedente amministrazione non hanno avuto esito positivo. Gli Stati Uniti, che nel 2024 rappresentavano il secondo mercato di esportazione del Paese (con il 17,7% delle esportazioni totali), sono una destinazione chiave per i capi di abbigliamento e la vaniglia malgasci (che rappresentano rispettivamente il 55% e il 17% delle esportazioni verso gli Stati Uniti). Tuttavia, per quanto riguarda i tessili, il Madagascar sta cercando di ridurre la propria dipendenza dal mercato statunitense sfruttando l’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) ed esplorando partnership economiche con paesi africani e occidentali, gli Emirati Arabi Uniti e altri mercati emergenti.

Si prevede che l’inflazione rimanga elevata nel 2025, trainata dall’aumento dei prezzi delle importazioni, dai costi dei generi alimentari — una conseguenza del cattivo raccolto di riso — nonché dall’elettricità e dal carburante, che risentono delle carenze di approvvigionamento. In risposta, la Banca Centrale del Madagascar (BFM) ha aumentato il proprio tasso di interesse di riferimento di 150 punti base, portandolo al 12% nel maggio 2025. Si prevedono ulteriori aumenti entro la fine del 2025. Nel 2026 è previsto un leggero allentamento grazie a un raccolto di riso migliore e a prezzi del petrolio più bassi, ma la politica monetaria dovrebbe rimanere restrittiva a fronte di un’inflazione persistente.

Il risanamento di bilancio è in discussione a causa del cambio di regime

Il disavanzo di bilancio dovrebbe aggravarsi nel 2025 prima di ridursi leggermente nel 2026. L’aumento della spesa sarà determinato dagli investimenti pubblici e dalle misure energetiche di emergenza, che compenseranno in parte gli sforzi di risanamento fiscale (riforma del sistema pensionistico e nuovo meccanismo di determinazione dei prezzi dei carburanti). Tuttavia, i sussidi stanno diminuendo sulla scia del calo dei prezzi globali del petrolio e dei trasferimenti a Jirama, l’azienda statale di elettricità e acqua (che alla fine del 2024 registrava 2.785 miliardi di ariary, pari a 621 milioni di dollari, di arretrati nei pagamenti ai fornitori privati, senza contare le perdite operative ricorrenti) dovrebbero diminuire grazie al suo piano di risanamento. Allo stesso tempo, le entrate pubbliche aumenteranno grazie a una nuova imposta sulle transazioni via cellulare, all’aumento delle esportazioni di vaniglia a partire dal 2026 e alle riforme fiscali sostenute dal FMI (imposta sul reddito agricolo, aumento dell’IVA sui carburanti, accise sul tabacco).

Detto questo, dati i recenti sconvolgimenti politici, le previsioni di crescita e di gettito potrebbero essere riviste al ribasso, portando a un disavanzo di bilancio superiore alle attese, il che peserebbe sul risanamento fiscale e sul servizio del debito. Michaël Randrianirina, il nuovo capo di Stato, ha tuttavia annunciato una politica di austerità volta a limitare la spesa pubblica alle necessità essenziali della popolazione. L’instabilità politica potrebbe inoltre limitare l’accesso del Madagascar ai finanziamenti esterni, in particolare da parte dei donatori ufficiali. Inoltre, la sospensione degli aiuti dell’USAID nel gennaio 2025 — che ammontavano a 690 milioni di dollari tra il 2022 e il 2024 e che erano destinati principalmente agli aiuti di emergenza, alla sanità e al sostegno al bilancio — avrà un impatto significativo sulle finanze pubbliche. Ciononostante, si prevede che il disavanzo continui a essere finanziato principalmente tramite prestiti esterni, per lo più a condizioni agevolate. Si prevede che il rapporto tra debito pubblico e PIL aumenti nel 2025 e nel 2026, ma il rischio di insolvenza sarà moderato grazie alla natura prevalentemente agevolata del debito.

Nel 2025, il disavanzo delle partite correnti dovrebbe ampliarsi a causa di un aumento del disavanzo commerciale. Le esportazioni di vaniglia, chiodi di garofano e prodotti minerari sono in calo, ostacolate dall’eccesso di offerta e dalla domanda globale stagnante. Tuttavia, le esportazioni di abbigliamento sembrano continuare a crescere nonostante i dazi doganali statunitensi. Allo stesso tempo, le importazioni di riso sono aumentate notevolmente, più che raddoppiando nella prima metà del 2025. Nel 2026, il disavanzo delle partite correnti rimarrà elevato a causa della dipendenza strutturale dalle importazioni, ma potrebbe ridursi leggermente grazie a una ripresa dei proventi delle esportazioni di vaniglia e a un calo delle importazioni, determinato da un miglior raccolto agricolo e da prezzi globali del petrolio più bassi.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2025