Dobbiamo davvero scegliere tra crescita e cautela? Oggi, un decision-maker su due ammette che è più facile dire “no” a un’opportunità rischiosa piuttosto che costruire un “sì” sicuro. Una cultura del rischio che frena silenziosamente la crescita di molte imprese. La nostra roadmap Open Advantage, che raccoglie i consigli delle organizzazioni più performanti, ti aiuta a capire come trasformare i tuoi team di gestione del rischio in veri alleati della tua crescita e mantenere il tuo mondo aperto.
Il riflesso del «no»: una barriera interna molto diffusa
Un nuovo mercato, un cliente strategico, un fornitore chiave, un progetto di espansione: ogni opportunità di crescita comporta un certo grado di incertezza. Secondo lo studio di Coface «Imprese e incertezza: saper prendere decisioni rapide rimane cruciale», i 1.250 top manager intervistati in 13 paesi forniscono una valutazione senza mezzi termini: metà di loro ammette che è più facile rifiutare un’opportunità rischiosa piuttosto che trovare soluzioni che consentano di coglierla.
Quando non vengono incoraggiati a cercare soluzioni, i team di gestione del rischio tendono generalmente a concentrarsi sull’eliminazione di tale incertezza. Per il 59% delle organizzazioni, i team finance e di risk management sono percepiti più come un ostacolo alle iniziative di crescita che come un motore di performance. Il 33% li considera necessari ma fonte di frustrazione, mentre il 20% li ritiene eccessivamente cauti e lontani dalla realtà commerciale.
La vera sfida, tuttavia, non è quella di eliminare tutti i rischi. È quella di sostituire l’opposizione binaria tra “sì” e “no” con una domanda più operativa: come si può rendere possibile questa opportunità in modo sicuro, e a quali condizioni?
In Italia, la capacità di coinvolgere da subito le funzioni di Risk management nel processo decisionale ha un impatto commerciale ancora limitato
Partiamo dai dati italiani. Lo studio evidenzia che le aziende italiane si trovano in una fase di transizione: se da un lato si aspettano un sostegno sempre maggiore delle funzioni di gestione rischi alla crescita, dall’altro prevale ancora una forte cultura orientata al controllo. Il 37% considera i team di Risk management come “guardiani fidati”, in linea con la media globale. La funzione rischio è relativamente ben integrata nelle prime fasi del processo decisionale (per il 26% già allo stadio di definizione), ma ciò non ha necessariamente un impatto coerente sul piano operativo: il 59% percepisce una tensione tra rischio e crescita e il 52% preferisce dire «no» piuttosto che assumere rischi in modo strutturato.
Eppure, anche se solo il 20% dei rispondenti vede oggi i team di gestione rischi come partner strategici per la crescita, il 44% si aspetta che questi lo diventino in futuro (entro 3-5 anni).
Oggi, il 33% nomina la lentezza del processo decisionale come il maggiore ostacolo alla crescita. La priorità è convertire il coinvolgimento tempestivo della funzione rischi in decisioni più rapide, più risolutive e con un impatto commerciale significativo.
Open Advantage: 5 leve da attivare per costruire un «sì» sicuro
1 – Coinvolgere le funzioni di risk management sin dalla fase iniziale dell’idea, non dopo la decisione finale
Le funzioni finance e di risk apportano un valore aggiunto maggiore quando l’opportunità è ancora in fase di sviluppo. Il loro ruolo non è semplicemente quello di approvare o respingere un progetto, ma di contribuire a plasmarlo. Se coinvolte troppo tardi, spesso si limitano ad approvare, vincolare o respingere un progetto le cui caratteristiche principali sono già state definite.
Lo scenario ideale è che le funzioni di risk management siano coinvolte fin dall’inizio, già nella fase di progettazione dell’opportunità.
afferma un direttore finanziario del settore chimico intervistato in Germania.
2 – Promuovere una cultura del dibattito aperto
Un altro tratto distintivo delle organizzazioni ad alte prestazioni è la capacità dei team di discutere senza timori. Una contestazione costruttiva non blocca necessariamente una decisione. Al contrario: può aiutare a verificare le ipotesi, valutare l’esposizione al rischio e chiarire le condizioni per il successo.
Per diventare un alleato della crescita, la funzione risk deve essere in grado di porre le domande scomode senza essere percepita come un ostacolo. Istituire e formalizzare un confronto periodico (comitato, riunione settimanale) in cui mettere in discussione una decisione relativa alla crescita.
3 – Trasformare il rischio in compromessi commerciali
Anziché contrapporre un livello di rischio a un’ambizione di crescita, l’azienda deve mettere entrambi in prospettiva:
- quale valore può generare l’opportunità?
- quale livello di esposizione è accettabile?
- qual è il costo di un rifiuto prematuro?
In termini pratici e quotidiani, sostituite un rifiuto categorico con condizioni chiare: soglie, limiti di credito, garanzie ben definite e scadenze per cogliere l’opportunità. In altre parole, per ogni “no” che prendete in considerazione, ponetevi sistematicamente la domanda alternativa: a quali condizioni sarebbe possibile un “sì”?
4 – Verificare gli scenari e definire le misure di salvaguardia
Nessuna decisione di crescita è del tutto priva di rischi. Tuttavia, un’impresa può misurare la propria esposizione, testare vari scenari e stabilire misure di salvaguardia adeguate. Ad esempio, il 60% delle aziende ricorre alla modellizzazione di scenari e agli stress test prima di prendere decisioni importanti in materia di crescita.
Infine, è possibile implementare diverse misure di salvaguardia a seconda della situazione: diversificazione dei clienti e dei mercati, garanzie e tutele contrattuali, soluzioni di assicurazione del credito e reti di esperti esterni.
5 – Documentare, monitorare e rivalutare le decisioni
Un “sì” non dovrebbe mai essere considerato definitivo. La situazione di un partner commerciale (cliente o fornitore), l’esposizione dell’azienda o il contesto economico possono cambiare molto rapidamente.
Le condizioni in base alle quali è stata presa una decisione devono quindi essere monitorate e rivalutate. Ecco perché metà delle organizzazioni intervistate implementa segnali di alert precoce per identificare i rischi emergenti prima che si concretizzino.
Se combiniamo le informazioni sui rischi con i dati economici e le previsioni, non ci limitiamo a proteggere l’azienda. La aiutiamo a crescere in modo più consapevole.
afferma un responsabile della gestione dei rischi nel settore della tecnologia, dell’informazione e delle comunicazioni in Australia.
È così che le funzioni finance e risk possono diventare vere alleate della crescita: non dicendo automaticamente «sì», ma supportando l’azienda nel determinare quando, come e a quali condizioni andare avanti. Una cultura della gestione del rischio aziendale che permette di mantenere il proprio mondo aperto senza perdere il controllo.
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