Il fabbisogno di capitale circolante (Working Capital Requirement – WCR) è un strumento fondamentale per la gestione finanziaria, utilizzato per determinare le risorse finanziarie di cui l’impresa ha bisogno per coprire il divario tra liquidità in entrata e in uscita. In altre parole, indica quanta liquidità sia necessaria per evitare difficoltà finanziarie nel breve periodo.
Definizione di fabbisogno di capitale circolante
Il fabbisogno di capitale circolante indica quanta liquidità sia necessaria per sostenere le operazioni correnti legate all’attività commerciale dell’azienda (ciclo operativo). Nella maggior parte dei casi, un’impresa prima di generare ricavi deve sostenere dei costi (acquisto di materie prime e componenti, costi operativi, costo del lavoro, ecc.).
Per evitare inadempienze nei pagamenti, è necessario che l’azienda abbia sempre a disposizione fondi per saldare i debiti correnti: una disponibilità di liquidità minima che può essere calcolata con precisione in qualsiasi momento. In mancanza di tali fondi, o per prevenire improvvise carenze di liquidità, è possibile richiedere un fido bancario: un prestito a breve termine come anticipo di liquidità.
Come si calcola il fabbisogno di capitale circolante?
Il calcolo deve includere il valore delle scorte e i debiti, comprensivi dei debiti verso fornitori per acquisti a credito e degli oneri previdenziali[1], a carico dell’impresa. Le passività correnti si contrappongono alle attività correnti, ossia i crediti dell’azienda, che includono crediti verso i clienti e altri crediti esistenti.
La formula di calcolo è la seguente:
WCR = scorte + crediti commerciali + crediti d’imposta + altri crediti − debiti commerciali – oneri fiscali – oneri previdenziali - altri debiti
Va sottolineato che l'ammontare del capitale circolante necessario può dipendere da una serie di fattori, quali il settore di attività, il valore medio dei beni venduti, la durata del ciclo operativo, ecc. Il fattore decisivo resta tuttavia il tempo di incasso: più è lungo, maggiore è la liquidità necessaria per finanziare l’operatività nel lungo periodo.
Il capitale circolante nella fase di avvio di un’impresa
Quando si avvia un’impresa è fondamentale includere il WCR nel piano di finanziamento iniziale, che sarà quindi coperto dal capitale permanente come il capitale proprio, e in seguito dalle marginalità generate dall’attività.
Nonostante il WCR possa essere calcolato accuratamente in qualsiasi momento, resta sempre un margine di incertezza nella sua definizione: i debiti verso i fornitori possono variare nel tempo (ad esempio a causa dell’inflazione del prezzo delle materie prime) e l’ammontare preciso dei crediti non è definibile preventivamente. Un confronto con i valori medi di aziende simili può offrire un buon punto di riferimento. Per il calcolo del WCR è importante prendere in considerazione importi inclusivi di IVA, poiché lo sfasamento tra recupero e versamento d’imposta genera a sua volta fabbisogno di capitale circolante.
Effetti di un WCR positivo o negativo
Il fabbisogno di capitale circolante è un indicatore della salute finanziaria di un'impresa. Un forte aumento del fabbisogno può segnalare criticità e possibili problemi di liquidità. Misurarlo periodicamente (a cadenza settimanale, mensile, trimestrale o annuale) e analizzarne l’evoluzione è essenziale. Perché e come si può migliorare?
WCR positivo: le attività correnti (scorte e crediti) superano le passività correnti. L’azienda ha quindi bisogno di liquidità aggiuntiva e deve finanziare tale surplus tramite il capitale proprio o finanziamenti. È una situazione frequente tra le imprese con lunghi cicli produttivi o che vendono con dilazioni di pagamento. Un aumento del WCR non correlato ad un aumento dell’attività è un campanello d’allarme che deve essere preso in debita considerazione.
WCR pari a zero: significa che le risorse operative sono sufficienti a coprire interamente i debiti. L'azienda non ha necessità di finanziamento, ma non dispone nemmeno di un surplus finanziario.
WCR negativo: le passività correnti superano le attività. Ciò significa che l'azienda sta utilizzando i debiti verso i fornitori per finanziare la propria operatività corrente. Un WCR negativo indica la presenza di risorse disponibili per l'azienda. Si tratta di un dato positivo, che può indicare un'efficace gestione della liquidità, ma – ed è qui che occorre prestare attenzione – può anche segnalare un'eccessiva dipendenza dal credito dei fornitori, e ciò può costituire un rischio.
Implicazioni sulla gestione finanziaria di un'azienda
La gestione del WCR ha ripercussioni dirette su una serie di aspetti rilevanti:
- Flussi di cassa: più basso è il WCR, maggiore è la liquidità generata, con margini positivi.Più alto è il WCR, maggiori sono le risorse che l'azienda destina al finanziamento della propria attività: dispone quindi di meno liquidità per far fronte ai propri obblighi finanziari a breve termine. Nei casi più estremi tale situazione può esporre un'azienda al rischio di insolvenza.
- Redditività: una gestione inadeguata del WCR può influire anche sulla redditività. Scorte eccessive, ad esempio, comportano costi di stoccaggio elevati e un rischio di obsolescenza dei beni. Allo stesso modo, concedere troppi crediti commerciali può portare a tempi di pagamento troppo lunghi.
- Fabbisogno finanziario: un WCR positivo richiede finanziamenti esterni (prestiti, aumenti di capitale), che possono portare a maggiori costi di finanziamento e a un aumento del livello di indebitamento dell'azienda.
- Relazioni con i fornitori: un WCR negativo indica un’elevata dipendenza dal credito dei fornitori, che può influire sui rapporti commerciali e sul potere negoziale dell'azienda.
Comprendere il ciclo operativo dell'azienda è fondamentale per impostare i corretti parametri e trovare un equilibrio, del quale il WCR sarà uno degli indicatori principali. Una buona gestione finanziaria richiede di:
- Analizzare i cicli di cassa
- Ottimizzare le scorte
- Attuare un processo efficiente di recupero crediti, che non faccia perdere ulteriore tempo nella riscossione del credito
- utilizzare strumenti di previsione finanziaria per anticipare il fabbisogno di capitale circolante e monitorare gli indicatori KPI,
- scegliere fonti di finanziamento adeguate (linee di credito, factoring) per far fronte al fabbisogno temporaneo di liquidità.
5 suggerimenti per migliorare il WCR
L'azienda può cercare di migliorare la propria situazione finanziaria, in particolare attraverso:
- La riduzione dei tempi di pagamento dei clienti;
- L’introduzione di un sistema di depositi cauzionali a carico dei clienti per ridurre il fabbisogno di liquidità;
- L’estensione dei termini di pagamento verso i fornitori;
- La riduzione dei tempi di rotazione delle scorte
Il capitale circolante è un indicatore finanziario fondamentale che riflette la salute operativa dell’azienda. Oltre a una gestione interna efficiente, è essenziale tenere sotto controllo i fattori esterni che possono avere ripercussioni sul capitale circolante: ad esempio, affidando la gestione del recupero crediti a un'organizzazione specializzata per garantire che i termini di pagamento siano rispettati, oppure riducendo il rischio di mancato pagamento attraverso un'analisi della solvibilità del cliente.
Infine, è necessaria una gestione proattiva per garantire che il capitale circolante stia al passo con la crescita dell'azienda.
Una buona strategia di gestione dei crediti include il ricorso alla protezione contro i mancati pagamenti. Esistono soluzioni di assicurazione dei crediti personalizzabili in base alle proprie esigenze.
> Parla con un nostro esperto per ottimizzare la tua gestione del rischio credito.
1 Tutti gli importi dovuti da un'azienda a titolo di contributi previdenziali dedotti dagli stipendi, ma anche sui redditi dei lavoratori autonomi. Questi contributi previdenziali a carico dei dipendenti e dei datori di lavoro vengono calcolati sulla base della retribuzione lorda della forza lavoro.



