Nepal

Asia

PIL pro capite ($)
$1,316.2
Popolazione (nel 2021)
31,0 milioni

Valutazione

Rischio Paese
C
Contesto imprenditoriale
B
Precedentemente:
C
Precedentemente:
B
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Sommario

Punti di forza

  • Le ingenti rimesse provenienti dalla diaspora (30% del PIL) dai Paesi del Golfo, dall’India, dalla Malesia e, più recentemente, dall’Europa, sostengono i consumi delle famiglie, principale motore della crescita
  • Importanza del turismo (6,6% del PIL) proveniente da India, Cina, Stati Uniti e Regno Unito
  • Avanzo delle partite correnti, elevate riserve valutarie
  • Principale destinatario di aiuti multilaterali e regionali, nonché di sostegno finanziario e tecnico da parte dell’India (il Nepal è il secondo beneficiario in ordine di grandezza) e della Cina
  • Notevole potenziale in termini di energia idroelettrica (99% della produzione di elettricità)
  • Debito pubblico estero (45% del totale), in gran parte a condizioni agevolate
  • Membro dell’iniziativa cinese «Belt and Road»

Punti di debolezza

  • Situato tra la Cina e l’India, senza sbocco sul mare, con un territorio accidentato, carenze infrastrutturali e scarsa accessibilità
  • Vulnerabilità ai rischi climatici (scioglimento dei ghiacciai, piogge torrenziali, inondazioni, erosione fluviale, siccità) e ai rischi tettonici
  • Forte dipendenza dall’India per il commercio, i porti e le rimesse degli espatriati. Valuta ancorata alla rupia indiana
  • Dipendenza dall’agricoltura (che rappresenta il 21% del PIL, il 35% delle esportazioni e il 61% dell’occupazione), paniere delle esportazioni poco diversificato (abbigliamento e prodotti agricoli)
  • Persistente instabilità politica (quattordici primi ministri dal passaggio dalla monarchia costituzionale alla repubblica, avvenuto 17 anni fa), che ostacola l’efficacia del governo, in particolare nell’esecuzione della spesa in conto capitale
  • Clima imprenditoriale sfavorevole: alto livello di corruzione (107° posto e punteggio di 34 su 100 secondo Transparency International), evasione fiscale diffusa, integrazione limitata nel sistema finanziario internazionale, inclusione nella lista grigia del GAFI e scarsa efficacia della politica monetaria
  • Elevato indebitamento del settore privato, con un debito in essere pari all’89% del PIL
  • Tra i paesi meno sviluppati (secondo le Nazioni Unite), esodo della popolazione attiva molto giovane
  • Controversie territoriali con l’India

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

India
64%
Stati Uniti d'America
9%
Europa
5%
Regno Unito
2%
Giappone
1%

Importazone di beni in % del totale

India 57 %
57%
Cina 19 %
19%
Europa 3 %
3%
Indonesia 3 %
3%
Ucraina 2 %
2%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Le rivolte dell’8 settembre 2025 riflettono una cronica instabilità politica

L'8 settembre 2025 sono scoppiate massicce proteste che hanno coinvolto principalmente studenti della Generazione Z e giovani cittadini, in seguito al divieto a livello nazionale di numerose piattaforme di social media. I disordini sono scoppiati come risposta rabbiosa al nepotismo, alla corruzione e alla disuguaglianza economica. Gli scontri con le forze dell'ordine sono stati violenti, causando decine di morti e migliaia di feriti. Le proteste hanno portato allo scioglimento dell’Assemblea (la cui sede, come altri edifici pubblici, è stata data alle fiamme) e alle dimissioni del primo ministro K. P. Sharma Oli (Partito Comunista Unificato), che, in seguito all’intervento dell’esercito, è stato temporaneamente sostituito da Sushila Karki, ex presidente della Corte Suprema nota per il suo impegno nella lotta alla corruzione, in attesa delle elezioni legislative previste per il 5 marzo 2026, il cui esito è incerto.

I partiti tradizionali — il Partito Comunista Unificato e il Partito del Congresso (Socialdemocratico) — – rischiano di subire pesanti perdite tra gli elettori giovani, il cui numero e la cui affluenza alle urne saranno molto più elevati rispetto alle precedenti elezioni a causa dell’abbassamento dell’età minima per votare da 18 a 16 anni, della digitalizzazione delle procedure di registrazione degli elettori e di un’impennata della mobilitazione politica online. Tuttavia, la mancanza di organizzazione tra i movimenti emergenti e il loro elevato grado di frammentazione (125 liste registrate) potrebbero impedire l’affermarsi di un partito dominante e portare alla formazione di coalizioni instabili.

A livello internazionale, il Nepal ha mantenuto stretti rapporti con l’India sin dal Trattato di pace e amicizia del 1950, che ha sancito la libera circolazione di merci e persone tra le due nazioni e la collaborazione in materia di difesa e diplomazia. Le controversie sui territori di Limpiyadhura, Lipulekh e Kalapani, situati al confine nord-occidentale del Nepal vicino al Tibet e utilizzati come vie commerciali, così come gli attriti sulle restrizioni alle importazioni dal Nepal, difficilmente comprometteranno le relazioni bilaterali. Tuttavia, il ritiro degli aiuti statunitensi destinati alle infrastrutture e ai programmi sociali ha raffreddato significativamente i rapporti con gli Stati Uniti e rafforzato l’influenza della Cina, che già svolge il ruolo di principale partner finanziario attraverso sovvenzioni, prestiti (a condizioni relativamente favorevoli) e finanziamenti alle infrastrutture tramite l’iniziativa «Belt and Road».

Economia appesantita dall’incertezza politica

La crescita subirà un significativo rallentamento nell’anno fiscale 2025-2026 a causa dell’incertezza politica e del rischio percepito dagli investitori stranieri e dai turisti a seguito delle rivolte del settembre 2025. Il clima di sfiducia inciderà negativamente sugli investimenti privati nonostante gli incentivi fiscali per gli investimenti nei parchi industriali, mentre la distruzione diffusa causata dai disordini (edifici pubblici, stazioni di polizia e auto date alle fiamme, saccheggi di alberghi e negozi) costringerà le compagnie assicurative a liquidare attività finanziarie per coprire i sinistri, il che manterrà bassi i prezzi delle loro azioni. Il calo degli arrivi turistici peserà sui consumi e sulle esportazioni di servizi, mentre le esportazioni agricole potrebbero risentire di condizioni meteorologiche estreme, come le inondazioni del settembre 2024 causate da un monsone tardivo ma intenso, a causa della mancanza di investimenti in infrastrutture resilienti.

Ciononostante, si prevede una crescita dei consumi interni grazie al fatto che l’inflazione rimarrà al di sotto dell’obiettivo del 5% e alla forte crescita delle rimesse dalla diaspora, alimentata dalle preoccupazioni relative alla crisi tra i membri della diaspora, dalla continua emigrazione dei giovani, dall’apprezzamento del dollaro statunitense rispetto alla rupia nepalese, e alla creazione di un sistema sicuro per le rimesse, tutti fattori che sosterranno il reddito delle famiglie. La crescita sarà trainata principalmente dalla spesa pubblica, in particolare per la ricostruzione delle infrastrutture distrutte durante i disordini e per l’organizzazione delle elezioni parlamentari previste per marzo 2026. Alcuni progetti infrastrutturali, ritenuti non urgenti dal governo, saranno congelati o rinviati. Tuttavia, saranno mantenuti gli investimenti di maggiore entità, in particolare nelle infrastrutture stradali, con l’autostrada tra Kathmandu e Nijgadh (l’asse nord-sud nella parte orientale del Paese), le autostrade NH05 e NH03, che attraversano il Paese da est a ovest nella zona centrale e lungo il confine con l’India, nonché i progetti relativi a ponti e gallerie, la maggior parte dei quali dovrebbe essere completata nel 2026, le infrastrutture idroelettriche, con la riparazione della diga di Tamakoshi e la messa in funzione dell’Upper Trishuli 1 (nel nord del Paese) e della grande diga di Arun 3 (nell’est), previste per il 2026.

Questi progetti, la cui realizzazione è spesso ritardata dalla burocrazia e dalla corruzione, sono finanziati dal governo nepalese, con il sostegno della Extended Credit Facility del FMI, che scadrà a gennaio 2026, nonché da partner bilaterali (India, Cina e Stati Uniti tramite la MCC) e partner multilaterali (Banca Mondiale, Banca Asiatica di Sviluppo). Il taglio dei programmi USAID mette a rischio i progetti di costruzione di ospedali e scuole e rischia di aumentare la povertà e la malnutrizione, soprattutto in caso di raccolti scarsi.

Spesa pubblica inefficiente, basso rischio di indebitamento eccessivo

Si prevede che il disavanzo pubblico aumenti nell’anno fiscale 2025-2026. Nonostante l’introduzione di una tassa sull’alcol e sul tabacco, l’estensione dell’IVA ai servizi digitali e l’aumento dei dazi doganali sui beni di lusso, le entrate diminuiranno a causa di una base imponibile più ristretta per le imprese e del calo del turismo. Al contrario, si prevede un aumento della spesa dovuto ai lavori di ricostruzione, all’organizzazione delle elezioni legislative e ai progetti di investimento. Detto questo, i problemi strutturali impediscono in genere al Nepal di spendere l’intero bilancio, in particolare per quanto riguarda i progetti di investimento. Tra questi figurano ritardi nella preparazione dei progetti, difficoltà di comunicazione tra i vari livelli di governo, un decentramento mal gestito e la corruzione. La risoluzione di tali questioni e la priorità data alla spesa sociale sono al centro delle richieste avanzate dai giovani. Le loro aspettative influenzeranno probabilmente le future politiche pubbliche.

Si prevede che il rapporto debito/PIL del Nepal aumenti leggermente entro la fine dell’anno fiscale 2025-2026, senza tuttavia compromettere il basso rischio di sovraindebitamento. Circa il 53% del debito pubblico è interno, mentre l’85% del debito denominato in valuta estera è detenuto a condizioni agevolate da creditori multilaterali (FMI, Banca Mondiale, Banca Asiatica di Sviluppo). La parte restante è detenuta da agenzie di credito all’esportazione indiane, coreane e cinesi. L’entità delle rimesse degli espatriati costituisce un solido sostegno. L’unica vulnerabilità riguarda il rimborso del prestito cinese (0,6% del PIL), inizialmente destinato a essere coperto dai proventi dell’Aeroporto Internazionale di Kathmandu, finanziato proprio da tale prestito e la cui redditività è incerta. Sono in corso negoziati per convertirlo in una sovvenzione.

Si prevede che l’avanzo delle partite correnti subisca un deterioramento nel corso dell’anno fiscale in corso: la crescita delle rimesse provenienti dalla diaspora non riuscirà a compensare l’aggravarsi del disavanzo commerciale, penalizzato dalle importazioni legate ai progetti di investimento e alla ricostruzione, nonché dal calo del turismo. Anche l’avanzo del conto finanziario rischia di essere eroso da un calo degli investimenti diretti esteri (IDE), già molto bassi. Le riserve valutarie dovrebbero tuttavia rimanere su livelli adeguati, pari a circa 10 mesi di importazioni.

Ultimo aggiornamento: novembre 2025