Rallentamento della crescita delle rimesse dei migranti
La crescita è stata forte fino al 2025 ed è stata sostenuta dall’aumento delle rimesse degli espatriati kirghisi in Russia. Quest'anno la crescita ha subito un netto rallentamento con la normalizzazione di tali flussi. Ciononostante, rimane comunque solida, poiché le rimesse continuano a sostenere i consumi delle famiglie, mentre gli investimenti e le esportazioni di oro sono in espansione. Il settore aurifero, la cui produzione ha registrato una ripresa quest'anno, rimane una componente importante, sebbene volatile, del PIL. Kumtor, la più grande miniera d’oro del Paese (precedentemente di proprietà di Centerra Gold e nazionalizzata nel 2022), ha rappresentato il 46% della produzione totale di oro nel 2025 e quasi l’8% del PIL. Ha generato circa 546 milioni di dollari in imposte e dividendi per lo Stato, pari al 27% delle entrate di bilancio. Tuttavia, le fluttuazioni dei prezzi dell’oro rendono altamente volatili sia le esportazioni (35% delle esportazioni totali nel 2025 e 66% nel 2026) sia le entrate pubbliche. La crescita è trainata anche dall’attività edilizia (+60% su base annua nel primo trimestre del 2026), in particolare nel settore energetico, come dimostrano le cascate idroelettriche di Suusamyr-Kokomeren (3,3 miliardi di dollari) e Kazarman (6 miliardi di USD), il progetto della diga di Kambarata-1 (4,5 miliardi di USD) e la messa in funzione di tredici piccole centrali idroelettriche nel 2026. Prosegue inoltre la costruzione della ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan.
Dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, la crescita è stata sostenuta anche dall’espansione delle riesportazioni verso la Russia, principalmente di merci cinesi ma anche di prodotti europei. A causa della sua adesione all’Unione doganale eurasiatica, questi flussi non vengono registrati ufficialmente dalle autorità. Si ritiene che, in questo modo, il Kirghizistan stia aggirando le sanzioni occidentali. Si stima che circa il 40% delle importazioni (esclusi i combustibili), provenienti per lo più dalla Cina, venga riesportato in Russia, generando attività dirette (etichettatura, assemblaggio) e benefici indiretti (entrate doganali e servizi di trasporto). Tuttavia, nell’ambito del meccanismo anti-elusione, nell’aprile 2026 l’Unione Europea ha inasprito le restrizioni su determinati beni a duplice uso, quali apparecchiature radio e dispositivi di controllo remoto. Si prevede quindi un calo dei ricavi legati alle esportazioni, il che contribuirà al rallentamento di quest’anno.
I consumi privati rimangono un motore chiave della crescita (circa +24% nel 2025), sostenuti dall’aumento dei salari reali (stimato intorno al 18%), dalla rapida crescita del credito (+49% al settore privato nel 2025) e da afflussi di rimesse che si mantengono elevati. Tuttavia, quest’anno i consumi dovrebbero registrare una moderazione a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e di una politica monetaria più restrittiva. I prezzi interni, altamente sensibili alle condizioni esterne a causa dell’elevata componente di importazioni nel paniere dei consumatori e della forte domanda interna, sono in aumento. L’inflazione dovrebbe rimanere elevata per tutto il 2026 e il 2027. In risposta, la Banca Nazionale della Repubblica del Kirghizistan (NBKR) ha aumentato il proprio tasso di riferimento di 100 punti base, dall’11% al 12%. Tuttavia, data la limitata trasmissione dei tassi di riferimento, la banca centrale fa affidamento principalmente su una gestione più restrittiva della liquidità. Allo stesso tempo, nonostante i sostanziali interventi sui mercati valutari volti a stabilizzare il som, le riserve internazionali sono aumentate bruscamente grazie all’accumulo di oro e alle plusvalenze da valutazione, raggiungendo l’equivalente di circa sette mesi di importazioni nel luglio 2026.
L’aumento della spesa e il calo delle entrate derivanti dall’oro aggravano gli squilibri
Si prevede che il saldo di bilancio torni in deficit quest’anno a causa della contrazione delle entrate legate all’oro, dell’accelerazione della spesa per investimenti (35% della spesa pubblica) e degli aumenti salariali. Gli adeguamenti salariali hanno raggiunto il 50% per alcune professioni, tra cui insegnanti, medici e funzionari pubblici, il che ha spinto la spesa salariale al 37% della spesa totale. Nonostante un carico fiscale relativamente basso, il Paese continua a dover affrontare un’economia informale molto estesa, stimata al 19% del PIL e che impiega il 65% della forza lavoro. Un sistema formalizzato è essenziale per ampliare la base imponibile, sebbene il gettito fiscale ammontasse già a circa il 22% del PIL nel 2025.
La bilancia commerciale registra un ampio disavanzo, che grava sul conto corrente e riflette la limitata diversificazione dell’economia. Il Kirghizistan esporta principalmente oro, pietre preziose e prodotti petroliferi raffinati. Le esportazioni di oro hanno subito un forte calo nel 2025 e non ne sono state registrate tra novembre 2025 e maggio 2026. La crescita delle esportazioni è limitata dalla posizione geografica senza sbocco sul mare del Paese e dal terreno montuoso. Allo stesso tempo, il Kirghizistan rimane fortemente dipendente dalle importazioni di manufatti, che rappresentano quasi il 70% delle importazioni totali, in particolare macchinari, veicoli e beni di consumo provenienti principalmente dalla Cina, nonché prodotti petroliferi importati da Russia, Kazakistan e Uzbekistan. Si prevede che le importazioni aumentino moderatamente sia nel 2026 che nel 2027. La bilancia dei servizi dovrebbe rimanere leggermente negativa, poiché i proventi derivanti dal turismo, dai trasporti e dal commercio regionale compensano solo in parte i pagamenti per i servizi esteri. Le rimesse degli espatriati sono aumentate del 16% nel 2025, sostenute in parte dall’apprezzamento del rublo. Il disavanzo delle partite correnti è finanziato tramite prestiti esteri, credito commerciale e finanziamenti istituzionali, mentre gli investimenti diretti esteri rimangono modesti, attestandosi intorno all’1,5% del PIL. Infine, nonostante le significative vendite di dollari statunitensi a sostegno del som, le riserve valutarie sono aumentate notevolmente grazie all’accumulo di oro e alla rivalutazione dei prezzi, raggiungendo una copertura delle importazioni pari a circa sette mesi nel luglio 2026. Il persistere dei disavanzi di bilancio e della bilancia estera sta determinando un aumento dell’indebitamento. Un contesto imprenditoriale difficile limita gli afflussi di IDE, costituiti principalmente da investimenti cinesi e russi o da progetti incentrati sul settore aurifero.
Il debito interno, che rappresenta il 40% del debito pubblico totale, è aumentato dall’11% del PIL al 16% tra il 2024 e il 2025 attraverso l’emissione di titoli in valuta locale acquistati dalle banche commerciali nazionali. Nel frattempo, il Paese ha emesso il suo primo eurobond sovrano nel 2025 (700 milioni di dollari), seguito da un eurobond da 300 milioni di dollari emesso dalla banca statale Eldik Bank. Il finanziamento è prevalentemente esterno. Il debito pubblico esterno è costituito principalmente da prestiti multilaterali a condizioni agevolate (il 34% dei quali detenuto dalla Banca asiatica di sviluppo) e da prestiti bilaterali. I creditori cinesi detengono il 28% del debito esterno totale. I costi del servizio del debito sono in aumento e nel 2025 hanno rappresentato circa il 12% delle entrate pubbliche.
Consolidamento del potere presidenziale e continua dipendenza da Russia e Cina
All’inizio degli anni 2000, il Kirghizistan veniva spesso descritto come il modello democratico della regione. Tuttavia, il susseguirsi di episodi rivoluzionari nel 2005, nel 2010 e nel 2020 riflette la persistente insoddisfazione dell’opinione pubblica nei confronti delle ricorrenti tendenze autoritarie. Nel 2020, il presidente Sooronbay Jeenbekov si è dimesso sotto la pressione delle manifestazioni di protesta contro i risultati delle elezioni parlamentari, ritenuti fraudolenti. Sadyr Japarov ha successivamente vinto le elezioni presidenziali tenutesi nel gennaio 2021. Nell’aprile 2021, ha modificato la Costituzione per rafforzare i poteri presidenziali a scapito del Parlamento e per consentire al presidente di ricandidarsi, sostituendo il precedente mandato unico di sei anni con due possibili mandati di cinque anni. Da allora, ha cercato di consolidare il proprio controllo sulla vita politica introducendo leggi che limitano la libertà dei media e perseguendo attivisti dell’opposizione e giornalisti. Le elezioni parlamentari anticipate del 30 novembre 2025 sono state caratterizzate da un’affluenza alle urne pari solo al 36% e dall’assenza di un’opposizione significativa e si sono concluse con una vittoria schiacciante dei candidati filo-presidenziali, che si sono aggiudicati 83 seggi su 90. Japarov è dato da tutti come vincitore delle elezioni presidenziali del gennaio 2027, a seguito del ritiro del suo alleato di lunga data Kamchybek Tashiev, condannato per tentato colpo di Stato.
Il Kirghizistan fa parte di tre importanti organizzazioni regionali: l’Unione Economica Eurasiatica (EAEU), l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) guidata dalla Russia e l’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO), un’organizzazione economica e di sicurezza in cui Cina e Russia svolgono un ruolo dominante. L’adesione a queste organizzazioni riflette gli stretti legami del Paese sia con Pechino che con Mosca. In quanto ex repubblica sovietica, il Kirghizistan rimane fortemente dipendente dalla Russia per le rimesse e le forniture di carburante. La Russia mantiene inoltre un’importante influenza culturale e militare attraverso la sua base aerea nei pressi di Bishkek e la sua insistenza nel preservare lo status della lingua russa. Allo stesso tempo, la cooperazione con la Cina continua ad approfondirsi attraverso iniziative volte a rafforzare la connettività e il commercio, aumentando così la dipendenza economica e politica del Kirghizistan. Nel dicembre 2025, il progetto ferroviario Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, un corridoio di punta dell’iniziativa «Belt and Road», ha raggiunto un importante traguardo con la firma di un accordo di finanziamento da 2,3 miliardi di dollari, che fa parte di un costo totale del progetto stimato in 4,7 miliardi di dollari.
Al contrario, le relazioni con i paesi occidentali sono relativamente più fredde. L’Unione Europea aveva cercato di rafforzare i legami con Bishkek attraverso l’Accordo di partenariato e cooperazione rafforzato (EPCA) firmato nel 2024. Tuttavia, nell’ambito di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’UE ha introdotto misure che incidono direttamente su entità kirghise, prendendo di mira una banca kirghisa, piattaforme di criptovalute e diverse società sospettate di agevolare l’elusione delle sanzioni. Infine, il Kirghizistan intrattiene strette relazioni economiche con il Kazakistan e l’Uzbekistan, che ospitano lavoratori migranti kirghisi e sono diventati importanti fornitori di combustibile. I rapporti con il Tagikistan sono stati storicamente più tesi a causa delle ricorrenti dispute di confine nella Valle di Fergana. Ciononostante, un accordo firmato nel marzo 2025 dovrebbe fornire una soluzione definitiva alla questione della demarcazione del confine comune tra i due paesi.

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