Costa Rica

Sudamerica

PIL pro capite ($)
$16390.2
Popolazione (nel 2021)
5,3 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A4
Contesto imprenditoriale
A3
Precedentemente:
A4
Precedentemente:
A3
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Sommario

Punti di forza

  • Progressi significativi nello sviluppo economico e sociale (istruzione, sanità)
  • Settori ad alta tecnologia (farmaceutico, microprocessori e dispositivi medici) attraenti per gli investimenti diretti esteri
  • Il turismo rappresenta una quota significativa del PIL
  • Numerosi accordi di libero scambio: Unione Europea, Regno Unito, Corea del Sud, CARICOM, Cina, CAFTA, Canada
  • Membro dell’OCSE dal maggio 2021

Punti di debolezza

  • Economicamente e finanziariamente dipendente dagli Stati Uniti, con un’economia completamente dollarizzata
  • Esposizione ai disastri naturali
  • Ampia economia informale (42% dell’occupazione)
  • Infrastrutture di trasporto inadeguate
  • Notevoli disparità nella distribuzione del reddito tra i diversi gruppi sociali

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Stati Uniti d'America
48%
Europa
19%
Guatemala
5%
Nicaragua
4%
Panama
3%

Importazone di beni in % del totale

Stati Uniti d'America 37 %
37%
Cina 17 %
17%
Europa 9 %
9%
Messico 6 %
6%
Brasile 3 %
3%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Crescita economica in rallentamento, ma comunque in linea con i livelli della regione

L’economia del Costa Rica ha chiuso il 2025 con una crescita stimata del 4,0%, consolidando una delle performance più solide dell’America Latina negli ultimi anni. Il risultato riflette una combinazione di forte dinamismo nel settore estero, espansione costante della domanda interna e un contesto di inflazione molto bassa, che ha sostenuto l’aumento del reddito reale durante tutto l’anno. La crescita del PIL è stata relativamente diffusa, sebbene trainata dai settori a più alto valore aggiunto nelle zone di libero scambio con forte integrazione internazionale, quali dispositivi medici, componenti elettronici, tecnologia e servizi alle imprese. Le imprese operanti nelle zone di libero scambio hanno continuato a svolgere un ruolo centrale, beneficiando del riposizionamento delle catene del valore globali e delle strategie di nearshoring rivolte al mercato nordamericano. Anche la domanda interna ha registrato una performance solida. Il ciclo di allentamento monetario condotto dalla Banca Centrale del Costa Rica dal 2023 e rafforzato dalla deflazione osservata nel corso di diversi mesi del 2025 ha ridotto significativamente i costi del credito, stimolando i consumi delle famiglie e gli investimenti privati.

Per il 2026 è previsto un moderato rallentamento della crescita, sebbene a un ritmo che rimane sostenuto rispetto alla media regionale. Tale moderazione deriva principalmente dagli effetti di base dopo diversi anni di forte espansione, nonché dalle aspettative di una crescita globale leggermente più debole. Inoltre, le esportazioni verso gli Stati Uniti, che hanno registrato un’intensa attività in previsione dei dazi, potrebbero subire un rallentamento. Ciononostante, i principali fattori strutturali, quali l’integrazione in dinamiche catene del valore globali, l’espansione dei settori ad alto valore aggiunto, la competitività e la diversificazione produttiva, rimangono intatti. Il settore dell’alta tecnologia dovrebbe continuare a sostenere le esportazioni (nonostante la prevista chiusura dello stabilimento Intel), mentre le condizioni monetarie favorevoli e l’inflazione sotto controllo dovrebbero sostenere la domanda interna. La domanda interna continuerà a essere robusta.

Disavanzo delle partite correnti di entità modesta, facilmente finanziabile

Nel 2025, il Costa Rica ha mantenuto il proprio esiguo disavanzo delle partite correnti, sostenuto dal forte slancio delle esportazioni di beni ad alto valore aggiunto e dalla resilienza del settore dei servizi. L’espansione delle vendite all’estero — in particolare nei settori dei dispositivi medici, dell’elettronica e dei servizi alle imprese — ha compensato l’aumento delle importazioni associato alla vivace domanda interna e alla crescita degli investimenti. La componente dei beni è stata caratterizzata da due tendenze simultanee. In primo luogo, le esportazioni hanno continuato a crescere, trainate dalle aziende operanti nelle zone di libero scambio, che hanno beneficiato del rafforzamento delle catene di produzione orientate al mercato nordamericano. In secondo luogo, l’apprezzamento del colón (CRC) nel corso dell’anno ha stimolato le importazioni di beni di consumo, nonché di fattori produttivi e beni strumentali, aumentando così la domanda di prodotti esteri. Questo effetto del tasso di cambio ha contribuito a contenere le pressioni inflazionistiche, ma ha anche determinato un ampliamento del disavanzo commerciale nel settore dei beni al di fuori del regime speciale delle zone di libero scambio. Nel settore dei servizi, il turismo e i servizi alle imprese hanno continuato a svolgere un ruolo importante nella bilancia estera. Sebbene la crescita del turismo abbia subito un rallentamento dopo il picco post-pandemico, il settore ha continuato a generare ingenti entrate in valuta estera. Inoltre, i servizi alle imprese e quelli tecnologici hanno rafforzato il saldo positivo della bilancia dei servizi. Il finanziamento del disavanzo delle partite correnti nel 2025 è stato in gran parte coperto da robusti afflussi di investimenti diretti esteri. Questi afflussi — concentrati nell’industria manifatturiera avanzata e nei servizi ad alta intensità di conoscenza — hanno sostenuto la stabilità della bilancia dei pagamenti e hanno contribuito a mantenere il colón a un livello di apprezzamento. L’elevato livello delle riserve internazionali (pari a 6 mesi di importazioni alla fine di gennaio 2026) ha inoltre rafforzato la stabilità del tasso di cambio nel corso dell’anno.

Per il 2026 è previsto un leggero ampliamento del disavanzo delle partite correnti, dovuto principalmente a due fattori: una moderazione della crescita delle esportazioni dopo la forte espansione del 2025 e il perdurare della forza delle importazioni trainate dagli investimenti e dalla domanda interna. Le aspettative di una crescita economica solidamente duratura dovrebbero sostenere l’assorbimento interno e mantenere la pressione sulla bilancia commerciale. L’andamento del tasso di cambio sarà un elemento chiave per lo scenario esterno nel 2026. Se la tendenza all’apprezzamento del colón dovesse continuare, la competitività di alcuni settori esportatori rimarrà sotto pressione, con il rischio di un potenziale ampliamento del disavanzo commerciale nei beni tradizionali. In secondo luogo, si prevede che i continui e consistenti afflussi di investimenti diretti esteri finanzieranno agevolmente il disavanzo delle partite correnti, con i rimpatri di utili persistentemente ingenti da parte delle società straniere che fungeranno da contropartita.

Il trend di consolidamento fiscale proseguirà

Nel 2025, l’andamento di bilancio del Costa Rica ha rispecchiato la prosecuzione del processo di consolidamento avviato negli anni precedenti, in un contesto caratterizzato da una solida crescita economica e da un’inflazione contenuta. Il disavanzo dell’amministrazione centrale ha chiuso l’anno attestandosi intorno al 3% del PIL. Il contesto economico duramente dinamico ha sostenuto il gettito fiscale, in particolare quello legato ai consumi, alle importazioni e all’attività delle imprese, consentendo un miglioramento del saldo primario nel corso dell’anno (1,3% del PIL). Inoltre, la bassa inflazione ha contribuito a ridurre la pressione sulle spese indicizzate, favorendo un ritmo più moderato di crescita della spesa pubblica. Un altro fattore rilevante è stato il calo del costo medio del debito pubblico, determinato dal ciclo di riduzione dei tassi di riferimento attuato dalla banca centrale (BCCR). La quota interna del debito pubblico si attesta al 74%, mentre il 64% del debito totale è denominato in valuta locale (il colón), mentre il resto è in USD.

Nello scenario di base, la traiettoria di bilancio per il 2026 indica il mantenimento della disciplina, sebbene con un margine di manovra più limitato per ulteriori miglioramenti a breve termine. Il ritmo della crescita economica sarà un fattore determinante per l’andamento delle entrate, mentre l’andamento dei tassi di interesse influenzerà l’andamento delle spese finanziarie. Se l’economia crescerà sostanzialmente in linea con le aspettative, l’aggiustamento fiscale dovrebbe proseguire in modo graduale e controllato.

Il presidente entrante detiene la maggioranza in Congresso, con una linea politica in linea con quella del predecessore di destra

Il 1° febbraio 2026, Laura Fernández, candidata del nuovo Partido Pueblo Soberano (PPSO), ha vinto le elezioni presidenziali al primo turno dopo aver ottenuto il 48,7% dei voti. La sua vittoria riflette la recente tendenza alla crescita del numero di candidati di destra in America Latina, una tendenza osservata anche in Cile, Ecuador e Honduras. Oltre all’elezione della presidente, il PPSO si è assicurato la maggioranza semplice in Parlamento, conquistando il controllo di 31 seggi su 57 — un numero ancora inferiore ai 38 necessari per ottenere la maggioranza qualificata richiesta per approvare riforme costituzionali o cambiamenti strutturali più profondi. Ciò significa che le iniziative ambiziose — specialmente in ambiti quali la riforma giudiziaria o i cambiamenti istituzionali — continueranno a richiedere negoziati con i partiti dell’opposizione. L’attuale composizione dell’Assemblea Legislativa è la seguente: 31 seggi per il PPSO, 17 per il Partido Liberación Nacional (PLN), 7 per il Frente Amplio (FA) e un seggio ciascuno per il Partido Acción Ciudadana e il Partido Unidad Social Cristiana. La mancanza di una maggioranza qualificata rappresenta una sfida per Fernández, poiché tra i 26 seggi non appartenenti al PPSO, 17 appartengono al PLN — il partito più antico del Paese e suo principale rivale politico — mentre altri 7 sono detenuti dal Frente Amplio, un partito di sinistra che storicamente ha sostenuto una forte posizione di opposizione.

Il programma di Laura Fernández sottolinea la necessità di ampliare e modernizzare le infrastrutture nazionali. Tra le sue priorità vi è la garanzia dell’accesso all’acqua potabile per le comunità storicamente svantaggiate — in particolare i gruppi indigeni e le aree rurali. Il suo programma prevede inoltre lo sviluppo di un modello di concessione adeguato per la gestione del porto di Caldera, considerato strategico per la logistica e il commercio estero del Paese. Inoltre, propone di costruire due nuovi aeroporti — uno nella regione meridionale e un altro nella provincia nord-orientale di Limón —, di modernizzare la rete stradale e di potenziare ed espandere il sistema ferroviario sia per il trasporto merci che per quello passeggeri. Il suo programma prevede anche lo sviluppo di piani generali per il turismo, nonché il rafforzamento della lotta contro il commercio illecito, il contrabbando e la macellazione illegale del bestiame. Intende inoltre modernizzare il settore agricolo. Infine, punta a rafforzare il Fondo di previdenza sociale, attraverso la costruzione di nuovi centri sanitari EBAIS (Equipos Básicos de Atención Integral de Salud) e l’introduzione di miglioramenti ai sistemi pensionistici.

Il Costa Rica, storicamente riconosciuto come uno dei paesi più sicuri dell’America Latina, negli ultimi anni ha iniziato ad affrontare sfide senza precedenti in materia di sicurezza pubblica. L’impennata degli omicidi e l’aumento delle reti della criminalità organizzata legate al traffico internazionale di droga hanno alterato in modo significativo il panorama nazionale. La posizione strategica del Paese e le sue infrastrutture portuali lo hanno trasformato in una via di transito fondamentale per il traffico di droga, il che a sua volta ha ampliato la presenza di gruppi transnazionali impegnati in guerre territoriali e che utilizzano sofisticati meccanismi di riciclaggio di denaro, esercitando così pressione sulle istituzioni statali. Questo deterioramento si sta verificando in un paese tradizionalmente noto per la sua stabilità istituzionale e per l’assenza di forze armate dal 1949, rafforzando la percezione sociale che il quadro di rischio e violenza sia profondamente mutato. In questo contesto, l’obiettivo politico principale della presidente Laura Fernández ruota attorno alla sicurezza pubblica. La presidente propone di portare a termine la costruzione di un megacarcerale di massima sicurezza, ispirato ai modelli attuati da Nayib Bukele in El Salvador. Si batte inoltre per la modernizzazione delle forze di polizia. Un altro importante fronte politico è la riforma giudiziaria. Tra le misure al vaglio figurano l’introduzione di limiti di mandato per i giudici e il miglioramento dei meccanismi di nomina e valutazione. Anche la cooperazione internazionale riveste un ruolo strategico nel suo piano. Riconoscendo la natura transnazionale del traffico di droga e del riciclaggio di denaro, Fernández propone di instaurare un coordinamento più stretto con le agenzie straniere — in particolare con quelle statunitensi — attraverso la condivisione di informazioni di intelligence, operazioni congiunte e partnership strutturate.

Ultimo aggiornamento: febbraio 2026