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23/04/2019
Pubblicazioni economiche

L'inversione di tendenza del ciclo industriale prosegue

L'inversione di tendenza del ciclo industriale prosegue

A inizio anno, i segnali di rallentamento dell’economia mondiale hanno continuato ad accumularsi: le imprese sono nettamente meno fiduciose rispetto a un anno fa e il commercio mondiale mostra segnali di affaticamento. Coface prevede che quest’anno il commercio mondiale aumenterà solo del 2,3% (contro il 3% nel 2018). Tale cambiamento di tendenza in termini di scambi internazionali va di pari passo con quello della produzione: Coface stima che il PIL mondiale aumenterà del 2,9% quest’anno, un decremento di 0,3 punti rispetto al 2018. Il 2019 potrebbe essere il livello più basso registrato dal 2016, l’ultimo anno in cui la crescita subì un rallentamento in tutte le prime tre economie mondiali (Zona Euro, Stati Uniti e Cina). In questo contesto di frenata della crescita, le imprese rivelano fragilità: il numero di insolvenze d’impresa dovrebbe aumentare in 26 paesi su 39 per i quali sono disponibili dei dati, contro solo 19 paesi nel 2018.

In questo contesto di conferma di inversione del ciclo industriale, 14 valutazioni settoriali sono riviste al ribasso. Tra queste, sei interessano la chimica, in particolare in Europa occidentale e negli Stati Uniti, le cui imprese risentono di minori opportunità nei settori dell’auto e delle costruzioni, dell’incremento dei costi di alcuni fattori produttivi (come il petrolio) che peseranno sui margini nei prossimi trimestri, così come della messa in atto di normative più restrittive in alcuni paesi.

Quanto alle buone notizie, le cinque valutazioni settoriali riviste al rialzo interessano tutte il Medio Oriente. La ripresa dei prezzi del petrolio (+29% tra fine marzo 2019 e fine dicembre 2018 in un contesto di grande volatilità dei prezzi) contribuisce alla diminuzione del rischio credito delle imprese nella regione, inoltre Coface prevede che quest’anno il prezzo del Brent rimarrà a un livello adeguato per la maggior parte dei paesi produttori della regione (65 dollari in media nel 2019). Il ri-orientamento della Fed dovrebbe avere un impatto positivo sulle condizioni del credito bancario per le imprese dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo le cui valute sono allineate sul dollaro statunitense. Dopo gli Emirati Arabi lo scorso trimestre 2018, Coface riclassifica l’Arabia Saudita (da C a B).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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