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04/02/2020
Pubblicazioni economiche

Barometro Rischio Paese e Settoriale 4° Trimestre 2019

Barometro Rischio Paese e Settoriale 4° Trimestre 2019

Secondo il Global Trade Alert, il numero totale di misure protezionistiche attuate in tutto il mondo ha superato quota 1.000 nel 2018 e nel 2019, circa il 40% in più rispetto ai tre anni precedenti. Tuttavia, "solo" il 23% delle misure protezionistiche adottate complessivamente tra il 1° gennaio 2017 e il 15 novembre 2019 sono state prese dagli Stati Uniti o dalla Cina. Il protezionismo non è quindi una prerogativa delle due maggiori economie del mondo ed è improbabile che il cosiddetto accordo di "Fase 1" per mettere freno alla guerra commerciale tra di loro sia sufficiente a porre fine alle incertezze legate alle tensioni commerciali, che hanno ridotto la crescita del PIL globale di circa 3/4 di punto percentuale nel 2019. Coface prevede pertanto che il rallentamento economico globale proseguirà anche nel 2020, con una crescita del PIL globale prevista del 2,4%, rispetto al 2,5% dell'anno precedente.

Coface stima che la crescita del commercio mondiale rimarrà debole quest'anno solo +0,8% in volume), dopo una diminuzione dello 0,3% nel terzo trimestre 2019 su base annua, il ritmo più lento dalla grande crisi del 2008-2009. Le economie orientate all'esportazione come la Germania (solo un timido 0,5% di crescita del PIL nel 2020) sono fortemente colpite dalla contrazione del commercio mondiale. Tale rallentamento dovrebbe continuare ad avere un impatto negativo su prodotti altamente integrati nella catena economica globale, come quelli nei settori automobilistico o metallurgico. I metalli, in particolare l'industria siderurgica, sono considerati spesso un barometro dell'attività globale, per via del coinvolgimento in diverse attività industriali, tra cui l'edilizia, l'industria automobilistica e beni di consumo come gli elettrodomestici. In questo trimestre, il settore ha registrato il maggior numero di declassamenti nella valutazione di rischio settoriale (5 su 22). Il rallentamento economico globale dovrebbe continuare a generare una dicotomia tra i settori manifatturieri, che stanno vivendo gravi difficoltà, e i servizi, che sono più resistenti, in particolare nelle grandi economie, come quella statunitense. Coface prevede un forte rallentamento economico nel Paese, con una crescita del PIL attesa all'1,3% nel 2020, rispetto al 2,3% dell'anno precedente, in un contesto in cui gli effetti della riduzione significativa delle imposte sulle aziende (dal 35% al 21%) stabilite dall'amministrazione Trump nel 2017 stanno svanendo e le imprese sono preoccupate per le incertezze legate alle tensioni commerciali. Anche l'economia cinese dovrebbe continuare a rallentare, con una crescita del PIL del 5,8% nel 2020, contro il 6,1% nel 2019, ancora influenzata dalle incertezze commerciali e dalle sfide legate al riequilibrio economico in corso verso un'economia più focalizzata sul consumo piuttosto che su esportazioni e investimenti.

Si prevede che le insolvenze d’impresa aumenteranno del 2% nel 2020 in tutto il mondo (come nel 2019), nella maggior parte dei paesi per i quali vengono effettuate tali previsioni (21 paesi su 26) e in tutte le regioni considerate.

In questo scenario delicato e instabile in cui le economie si trovano ad affrontare venti contrari, vengono declassate quattro valutazioni per paese (Colombia, Cile, Burkina Faso e Guinea), mentre sei vengono riclassificate (Turchia, Senegal, Madagascar, Nepal, Maldive e Paraguay).

Si nota che le piccole economie con un basso livello di reddito pro capite, meno integrate nel commercio mondiale, sono relativamente meno esposte agli sviluppi sopracitati. Malgrado la loro vulnerabilità, hanno beneficiato di politiche macroeconomiche nazionali migliori, come dimostrano le valutazioni rischio paese di Madagascar e Maldive, passate dalla valutazione D a C e, in misura minore, il Senegal (da B a A4), la cui economia dovrebbe beneficiare di un miglioramento delle prospettive grazie alle recenti scoperte di petrolio e gas, insieme a una crescita solida registrata a partire dal 2014 e una stabilità politica consolidata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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