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29/06/2022
Pubblicazioni economiche

Barometro Rischio Paese & Settoriale 2° Trimestre 2022

Barometro Rischio Paese & Settoriale 2° Trimestre 2022

LA RECESSIONE PER SCONGIURARE UNA
STAGFLAZIONE? L’ECONOMIA MONDIALE A UN BIVIO

A quattro mesi dall'inizio delle ostilità in Ucraina, si possono trarre le prime conclusioni: la guerra destinata a durare, ha già sconvolto gli equilibri geo-economici mondiali, innescando nuovi movimenti energici le cui ripercussioni, indubbiamente significative, sono ancora difficili da discernere e circoscrivere - per non parlare di quantificarle. Nel breve periodo, come spiegato di recente, la guerra acuisce le tensioni in un sistema produttivo già gravemente danneggiato da due anni di pandemia e aumenta il rischio di un brusco atterraggio per l'economia mondiale. Mentre quest'ultima era apparentemente minacciata dalla stagflazione qualche settimana fa, il cambio di rotta delle principali banche centrali, di fronte a una continua accelerazione dell'inflazione, ha ravvivato la prospettiva di una nuova recessione, in particolare nelle economie avanzate.

L'elevatissima volatilità osservata nel mese di marzo/aprile ha ceduto il passo a una relativa stabilizzazione - in media - dei prezzi delle materie prime, ma questi sono ancora molto elevati (alimentari ed energetici soprattutto), e probabilmente lo resteranno fino a quando la crescita economica mondiale non rallenterà in modo significativo. Il margine di manovra dal lato dell'offerta è sempre più limitato, poiché aumentano le restrizioni all'esportazione sui prodotti alimentari e le sanzioni occidentali (e le contro-sanzioni russe) ora prendono di mira tutte le forme di approvvigionamento energetico. Pertanto, sembra inevitabile il progressivo trasferimento degli aumenti dei prezzi degli input ai prezzi di beni e servizi (ancora agli inizi in alcuni paesi/settori), soprattutto perché si intensificheranno le pressioni salariali, dato il contesto attuale. In altre parole, il rischio di stagflazione è cresciuto considerevolmente e se ne possono già osservare i primi segnali.

Di conseguenza, la BCE ha gradualmente inasprito la propria posizione, seguendo le orme della Federal Reserve statunitense e della Bank of England, al punto da preannunciare i futuri rialzi dei tassi per la fine dell'anno. Come le altre principali Banche Centrali (ad eccezione della Banca del Giappone), la BCE, nel rigido quadro del suo mandato, non ha altra scelta che applicare una politica restrittiva, nonostante ciò possa innescare un forte rallentamento dell'attività e riaccendere timori di una nuova crisi sovrana europea. Ciò premesso, la BCE ha subito provveduto a fugare tali timori riaffermando la propria intenzione di evitare un'eccessiva frammentazione dei mercati finanziari.

Lo scenario centrale di Coface non prevede sviluppi estremi: coerentemente con l’opinione generale, l'attività economica dovrebbe gradualmente decelerare, trascinando con sé i prezzi al consumo. Più in generale, Coface stima che un atterraggio morbido per l'economia globale sia ancora possibile, anche se molto più improbabile rispetto a inizio annosi stanno progressivamente riducendo i margini per evitare sia la recessione che la stagflazione, e cresce la tentazione di innescare la prima per evitare la seconda. Il prezzo da pagare, in caso di fallimento, sarà particolarmente alto, poiché il policy mix diventerebbe poco chiaro e destabilizzante, tra austerità monetaria ed equilibrio di bilancio. In effetti, esiste anche la possibilità che cercando di evitarne una a spese dell'altra, si finisca per avere entrambe.

In questo complesso contesto internazionale, Coface ha declassato 19 paesi, di cui 16 in Europa - Germania, Francia, Regno Unito e Spagna in particolare - e promosso solo 2 (Brasile e Angola). A livello settoriale, il numero di declassamenti in questo trimestre (75 in totale, contro 9 upgrade) evidenzia la graduale diffusione di questi shock in tutti i settori, sia ad alta intensità energetica (petrolchimico, metalli, carta, ecc.) che quelli più direttamente legati al ciclo del credito (costruzione). Con un orizzonte sempre più fosco, i rischi aumentano e nessuno scenario può essere definitivamente escluso.

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