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25/07/2017
Pubblicazioni economiche

Le difficili condizioni di finanziamento per le imprese del CCG: l’effetto nascosto del prezzo basso del petrolio

Le difficili condizioni di finanziamento per le imprese del CCG: l’effetto nascosto del prezzo basso del petrolio
CONDIZIONI RESTRITTIVE DI ACCESSO ALLA LIQUIDITÀ NEI PAESI DEL CCG (CONSIGLIO DI COOPERAZIONE DEL GOLFO) DALLA METÀ DEL 2014

I prezzi del petrolio hanno subito un calo del 75% circa tra la metà del 2014 e gennaio 2016, con il prezzo del Brent crollato ad appena 28$ a barile. Da quel momento, i prezzi sono aumentati dell’85% circa, a 50$ circa a barile. Il basso costo continua a pesare sulla liquidità dei paesi del CCG. Questi paesi dipendono fortemente dal petrolio, malgrado gli sforzi di diversificare l’economia. Tra il 2011 e il 2014, le entrate da idrocarburi contavano per il 70% delle esportazioni e oltre l’80% delle entrate fiscali totali, in media. Inoltre, i prezzi bassi dell’energia hanno provocato il calo delle entrate finanziarie dei governi, che, a loro volta, hanno influito sui risultati delle imprese e la liquidità del settore bancario. Di conseguenza, sia la situazione finanziaria che economica hanno subito un peggioramento da quando i prezzi del petrolio si sono abbassati. La crescita del PIL reale nella regione è diminuita dell’1,9% nel 2016, in calo da una media del 4,9% tra il 2010 e il 2015. Si prevede che la crescita si avvicinerà appena al 2,1% nel 2017, sostenuta dalla ripresa dei prezzi del petrolio.

Il rallentamento delle entrate finanziarie e la crescita economica hanno spinto i governi del CCG ad adottare misure di austerity come l’aumento delle tasse amministrative, la riduzione dei sussidi (o anche l’eliminazione), la cancellazione dei progetti a bassa priorità e il contenimento dei salari. I governi continuano a cercare nuove misure per aumentare i fondi attraverso altre tasse e imposte (come l’IVA, tassazione sui ricavi delle imprese e quella sul reddito). I bilanci della regione mostravano per il 2017 una riduzione delle spese pubbliche che porterà al rinvio di alcuni progetti importanti. Questo renderà la gestione dei flussi finanziari ancora più complessa per le imprese e ridurrà le opportunità per le banche di finanziare mega-progetti (una delle loro principali fonti di redditività).

I tassi di interesse più elevati sono un’altra causa della riduzione della liquidità. I paesi del CCG (ad eccezione del Kuwait) hanno delle valute che dipendono dal dollaro statunitense. La Fed ha aumentato il tasso quattro volta negli ultimi 16 mesi, da 0% a 0,25%, da 1% a 1,25%. Di conseguenza, alcune delle banche centrali del CCG hanno aumentato i tassi di riferimento nel cercare di proteggere le proprie valute.

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