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Cosa aspettarsi da un Brasile nell’occhio del ciclone?

20/05/2015

Il Brasile è al centro di una tempesta perfetta. Alla lunga crisi politica e alla profonda recessione economica, che hanno causato il crollo di tutti gli indici di fiducia, si aggiunge ora la sospensione della presidenza di Dilma Rousseff. Prima del 2017 non si prevede nessun miglioramento della situazione economica. Nel 2015, il PIL brasiliano ha perso il 3,8% e per quest’anno è previsto un altro calo del 3%.

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Ungheria: aumentano i consumi privati ma le sfide per le imprese sono ancora numerose

16/05/2016

L’Ungheria sta andando bene rispetto al difficile contesto a livello globale per le economie. Il paese continua a beneficiare di un’economia moderatamente in crescita attesa al 2,2% per quest’anno. Questa performance positiva sarà guidata dai consumi privati, a loro volta rafforzati dalla disoccupazione in calo, redditi più elevati, un programma di previdenza sociale e la risoluzione di problematiche dei mutui in valuta estera.

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Eccesso di capacità di acciaio nel mondo: rischio più elevato nel 2016

21/04/2016

Dopo un lungo periodo di aumento della domanda sostenuto dalla Cina negli anni 2000, l’acciaio risente della crescita debole dell’economia mondiale. Il disequilibrio domanda/offerta è alimentato anche dagli eccessi di capacità e dalle esportazioni cinesi. A febbraio 2016, il governo cinese ha annunciato una prima riduzione delle capacità di produzione di 40 milioni di tonnellate
Aumenta il rischio di credito per le imprese siderurgiche. Non si prevede un riequilibrio del mercato previsto prima del 2018.

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Revisione trimestrale delle valutazioni settoriali

19/04/2016

La crescita mondiale debole (prevista da Coface al 2,7% nel 2016), sotto l’effetto della forte volatilità dei mercati finanziari e dei prezzi ancora bassi del petrolio, pesa sullo stato di salute dei settori analizzati da Coface. I settori che dipendono dagli investimenti delle imprese sono più a rischio, soprattutto in Asia emergente, America Latina e Nord America. Al contrario, quelli legati ai consumi delle famiglie sono meno colpiti nelle principali economie avanzate e in quelle emergenti. La crescita debole del commercio mondiale (1,8% in un anno a fine febbraio 2016) è un’altra fonte di vulnerabilità: da agosto 2015 il ritmo degli scambi commerciali ha subito un forte rallentamento (3%), colpendo principalmente gli spedizionieri, in particolare il trasporto marittimo (80% del commercio mondiale).

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