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21/07/2016
Pubblicazioni economiche

Insolvenze in Europa centrale e orientale

Insolvenze in Europa centrale e orientale

In Europa centrale e orientale le imprese hanno registrato tassi stabili e più strutturati di crescita economica l’anno scorso. Grazie alla situazione positiva del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è diminuito per raggiungere in molti casi livelli storicamente più bassi. Il combinato effetto di aumento dei salari e inflazione bassa, hanno reso i consumi privati un motore chiave per la crescita.

Gli investimenti, altro componente importante della domanda interna, sono aumentati – grazie al miglioramento della fiducia delle imprese e, in particolare, all’utilizzo accelerato dei fondi europei (durante l’ultimo anno di disponibilità del budget europeo) per progetti co-finanziati. Le imprese della regione hanno assistito a un aumento della domanda da parte della principale destinazione export, l’area euro. Sebbene nell’area euro la ripresa sia debole, le maggiori esportazioni della regione stanno compensando il rallentamento della Russia e il divieto ufficiale sull’esportazione di determinate merci verso la Russia.

Le condizioni macroeconomiche positive, hanno portato a un miglioramento della situazione delle imprese. Nell’ultimo anno, il numero delle insolvenze è diminuito in 9 paesi su 13 e il tasso medio ponderato di insolvenza del PIL nella regione si è attestato al -14%. Ovviamente, le insolvenze variano in base alle diverse economie della regione. Ucraina e Lituania hanno registrato un peggioramento a due cifre, mentre Romania e Ungheria hanno assistito a miglioramenti significativi. Nel 2015, alcune di queste ampie fluttuazioni nascondevano dei particolari che hanno colpito le perfomance, come spiegato in questo Panorama. Il numero delle insolvenze non è ancora tornato ai livelli pre-crisi del 2008 per la maggior parte dei paesi. Nella Rep. Ceca, le insolvenze erano quasi quattro volte superiori al 2008, in Polonia 1,8 volte e in Slovenia 2,2. In Slovacchia e Romania invece, continuano ad essere inferiori ai livelli pre-crisi. Nel 2015 le statistiche sulle insolvenze nella regione hanno disegnato un quadro più positivo delle imprese. Il trend dovrebbe proseguire, dal momento che le imprese continuano a beneficiare del contesto economico favorevole, soprattutto rispetto a numerose economie emergenti. Lo sviluppo della regione è confermato dalla valutazione rischio paese Coface, che quest’anno prevede numerose riclassificazioni. A gennaio, la valutazione dell’Ungheria è salita ad A4, mentre in giugno quella della Lettonia è stata portata ad A4, la Lituania ad A3, Romania ad A4 e Slovenia ad A3. Numerosi paesi della regione si sono quindi spostati verso livelli di rischio accettabili.

Quest’anno le imprese continueranno a beneficiare di condizioni favorevoli, sebbene le insolvenze diminuiranno ad un ritmo più lento rispetto all’anno scorso. Coface prevede che per tutto il 2016 le insolvenze si ridurranno del 5,3%.

Questo Panorama analizza la situazione economica della regione che le imprese hanno affrontato nell’ultimo anno. In particolare, si focalizza in maniera dettagliata sulle insolvenze, includendo i settori con le migliori e peggiori performance e i paesi con il maggior numero di insolvenze. L’ultima parte esamina il contesto economico nel 2015 e lo scenario per attività del 2016.

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    Insolvenze in Europa centrale e orientale nel 2015
  • Focus sui paesi

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