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25/09/2015
Rischio Paese e Studi economici

Le Top 500 imprese dell’Europa centrale e orientale secondo Coface.

 

  • 2014: un anno di progressi in tutta la regione – aumento del fatturato del 2,1%
  • Il maggiore fatturato delle imprese più grandi riflette il miglioramento delle prospettive economiche nel 2014
  • La Polonia è il principale player, l’Ungheria ha il tasso di crescita più elevato e la Repubblica Ceca è in ripresa
  • Settori: industria automobilistica in crescita (+10.6%), settore petrolifero e gas in calo (-3.9%)

Le Top 500 imprese dell’Europa centrale e orientale hanno generato nel 2014 un fatturato di 572 miliardi di euro, superando di più della metà il PIL nominale aggregato 2014 di queste economie. Le imprese più grandi hanno saputo aumentare il proprio fatturato e la forza lavoro. Questi sono i principali risultati del settimo studio che ogni anno Coface presenta sulle 500 maggiori imprese in Europa centrale e orientale.

Top 500 imprese: crescita in ripresa, tassi di disoccupazione in calo

Alla fine il 2014 è stato un anno senza gravi danni. Dopo anni di recessione e continue difficoltà, c’è stato un miglioramento. Si registra finalmente un progresso, non forte come gli economisti speravano, ma comunque stabile. Nel 2014, la crescita media del PIL era del 2,5%, quasi il doppio del tasso del 2013 (1,3%). L’aumento del fatturato delle Top 500 ha mostrato una curva di sviluppo simile. I tassi di disoccupazione in discesa, gli stipendi in crescita, il supporto dell’inflazione bassa e il crollo dei prezzi del petrolio hanno contribuito tutti in maniera positiva e hanno fatto sì che i consumi delle famiglie diventassero il principale fattore di accelerazione di crescita nella maggior parte delle economie della regione.

I tassi di disoccupazione in calo nella regione si riflettono nelle Top 500 imprese, che hanno aumentato il personale dell’1,7%. In generale, il 4,2% della forza lavoro totale nella regione è impiegata nelle Top 500.

La regione Europa centrale e orientale è tradizionalmente rappresentata da grandi imprese del petrolio e del gas che nel 2014 hanno dovuto confrontarsi con un contesto difficile. I prezzi del petrolio sono crollati drasticamente di più della metà, provocando una riduzione dei prezzi dei prodotti raffinati. Inoltre, l’anno scorso tra le numerose sfide per le imprese vi erano anche volumi significativamente più bassi di transazioni a causa dell’embargo russo, come per i settori dell’agricoltura, carne, agroalimentare e vino calate del 13,7%.”, spiega Katarzyna Kompowska, Executive Manager di Coface per l’Europa centrale. Tuttavia, grazie a segnali più evidenti di una ripresa imminente della zona euro a fine 2014, e agli sforzi da parte delle imprese della regione per trovare mercati alternativi, l’impatto di queste sfide è stato mitigato.

I tre maggiori paesi: primo posto per la Polonia, al secondo l’Ungheria con il tasso di crescita più elevato e terza la Repubblica Ceca in ripresa

Complessivamente, i tre paesi ospitano più del 61% di tutte le imprese in classifica. La Polonia rimane il player più grande tra le Top 500 imprese della regione con 176 imprese, che rappresentano il 40% del fatturato complessivo delle Top 500. In Polonia, il tasso di occupazione è aumentato del 2,5%, superando addirittura la variazione totale dell’occupazione dell’1,7%. Tale crescita è dovuta allo sviluppo positivo del settore del retail e della distribuzione all’ingrosso.

Al secondo posto l’Ungheria con 73 imprese (+3 o +4.3%). Queste imprese hanno incrementato i ricavi del 5,6%, quasi triplicati rispetto al tasso di crescita totale delle Top 500 (+2.1%). L’economia ungherese è cresciuta del 3,6% nel 2014 – il tasso di crescita più elevato nell’intera regione.

La Repubblica Ceca completa il podio con 65 player, registrando un aumento notevole di 6 imprese (o +10.2%). L’economia si è finalmente ripresa dagli effetti recessivi del consolidamento fiscale. Le imprese ceche hanno registrato una forte crescita del fatturato pari a +7,8%, il più alto di tutti i paesi, non solo perché nella lista dei maggiori 20 produttori di auto nel mondo.

Settori: edilizia e auto in crescita, petrolio e gas I settori in calo

Nove settori su tredici hanno aumentato il fatturato rispetto all’anno precedente. Dal 2013, il settore delle auto e dei trasporti ha proseguito il trend di crescita e nel 2014 ha osservato uno sviluppo dinamico. La produzione mondiale di auto ha subito un incremento del 2,6% e ha portato a una crescita della produzione nel cluster auto nell’Europa centrale e orientale. I ricavi delle 86 imprese più grandi sono aumentate del +10,6% (101 mld di euro) e nel 2014 i loro profitti sono esplosi (+76,2%). Questo settore ha registrato il più elevato numero di nuovi ingressi nella Top 500 (15).

Nel 2014 le imprese del petrolio e del gas hanno risentito dei prezzi dimezzati. Allo stesso tempo, il conflitto in Ucraina ha generato ulteriori sfide per il settore. Tali circostanze hanno portato a un drammatico calo dei profitti con 3,3 mld di euro nel 2013 fino a una perdita di 48 mln nel 2014. Di conseguenza questa industria ha registrato il calo di fatturato più elevato (-3,9%) e ha subito un calo del personale pari al 2,1%. Tuttavia, resta il più grande settore in classifica con 105 imprese e quasi il 30% del fatturato totale.

Migliori prospettive per la regione nel 2015

Nel 2015 le previsioni per la regione sono in lieve miglioramento rispetto al 2014 con un tasso medio di crescita del 2,8%. La maggior parte delle economie beneficerà del recupero dei consumi delle famiglie e della graduale ripresa della destinazione export più importante, l’euro zona.Tuttavia, le sfide sia sul piano domestico che estero rappresentano un vincolo per lo sviluppo sostenibile della regione”,aggiunge Grzegorz Sielewicz, Economista di Coface per l’Europa centrale e orientale.

Studio sulle Top 500 imprese in Europa centrale e orientale

Coface presenta il suo settimo studio annuale sulle maggiori 500 imprese in Europa centrale e orientale – la Top 500 di Coface nella regione. Classifica le imprese in base al loro fatturato e analizza diversi elementi come il numero di dipendenti, il contesto, i settori e i mercati in cui operano le imprese.

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