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14/11/2014
Rischio Paese e Studi economici

In Polonia le insolvenze hanno smesso di aumentare, ma per quanto tempo?

In Polonia le insolvenze hanno smesso di aumentare, ma per quanto tempo?

Le statistiche sulle insolvenze di impresa polacche mostrano un miglioramento nel primo semestre del 2014. Complessivamente, 402 imprese sono fallite, mostrando un calo dell’11,5% rispetto al medesimo periodo nel 2013. Un esame dettagliato dei settori rivela un quadro variegato: da un lato, le imprese del settore della distribuzione continuano a risentire del contesto altamente competitivo. Dall’altro, le prospettive sono più favorevoli nel settore delle costruzioni, rimasto a lungo svantaggiato. Le previsioni per la fine del 2014 sono poco incoraggianti: le turbolenze esterne e il consumo domestico debole dovrebbero accrescere il rischio di insolvenze in Polonia. 

Un ottimismo moderato

Negli ultimi mesi del 2013 e nel primo trimestre del 2014 si è assistito non solo a un aumento del consumo domestico dei prodotti di prima necessità, spinto dal miglioramento del mercato del lavoro, ma anche a migliori prospettive per i principali mercati di esportazione della Polonia. Questo fenomeno può essere considerato come il risultato della ripresa, sebbene lenta, nella zona euro. Tuttavia, nel secondo trimestre del 2014, il ritmo di tale ripresa ha subito un rallentamento. In Germania, primo partner commerciale della Polonia, il PIL ha subito una contrazione dello 0,2% sul trimestre precedente. Inoltre, la Russia, altro mercato importante per la Polonia, risente di un rallentamento, intensificato dal rischio politico legato al conflitto con l’Ucraina e dall’embargo stabilito dal governo russo sui prodotti agroalimentari.
Le statistiche del primo semestre 2014 indicano che le imprese polacche resistono al deterioramento dei loro principali mercati di esportazione. Tuttavia, l’esperienza di Coface dimostra che generalmente le insolvenze seguono la situazione macroeconomica con un ritardo di uno o due trimestri. Di conseguenza, le statistiche attuali riflettono per lo più la solidità delle imprese a fine 2013/inizio 2014. In quel periodo, la domanda interna era il motore principale dell’economia, mentre il livello di rischio sui mercati d’esportazione risultava relativamente debole.

I settori presentano una situazione contrastante

  • Costruzioni: la luce in fondo al tunnel

Il numero di insolvenze nel settore delle costruzioni, a lungo segnato da sinistri, ha smesso di crescere registrando una diminuzione del 21% nella prima metà del 2014 (rispetto al primo semestre 2013). Tuttavia, bisogna notare che il numero di imprese operanti nel settore edilizio si è ridotto rispetto agli anni precedenti, in parte per il livello sostenuto delle insolvenze del passato. 

  • Distribuzione: consumatori cauti e forte concorrenza

Il numero di insolvenze nel settore della distribuzione è aumentato del 27%. Il processo di consolidamento in corso del settore è caratterizzato da una concorrenza accanita e dalla pressione sui margini. Nonostante il miglioramento del mercato del lavoro, i consumatori si dimostrano sempre molto attenti nelle loro decisioni di acquisto. La domanda debole di beni durevoli è comprovata da una delle insolvenze maggiori quest’anno: la Domex, proprietaria dei magazzini Avans.

  • Trasporti: vulnerabili ai disordini del commercio estero

Il numero di insolvenze tra le imprese di trasporti resta stabile nel primo semestre 2014 rispetto al primo semestre 2013. La tendenza potrebbe presto invertirsi per due ragioni fondamentali. Per prima cosa, i disordini attuali del commercio estero rischiano di causare un aumento delle insolvenze nei trimestri futuri. Inoltre, la forte concorrenza presente in questo settore costringe le imprese ad accettare la riduzione dei margini, nonostante i costi operativi fissi.

Qual è l’impatto dell’instabilità esterna sul numero delle insolvenze in Polonia?

La situazione attuale dei mercati internazionali genera un certo numero di rischi per l’economia polacca. Le esportazioni polacche sono ostacolate dal rallentamento dell’economia russa e dalla ripresa deludente nella zona euro. Quest’ultima genera ancora più rischi, dal momento che il 53% delle esportazioni della Polonia sono destinate alla zona euro, in particolare la Germania (26% delle esportazioni totali). Secondo le previsioni di Coface, la crescita nella zona euro aumenterà allo 0,9% quest’anno, e la Russia ristagnerà (0%).

Secondo Coface, l’impatto esterno sulle insolvenze in Polonia potrebbe con più probabilità comportare un aumento dell’8% del loro numero, per la stagnazione dei mercati delle esportazioni, essenziali per il paese. Inoltre, in caso di peggioramento delle tensioni tra UE e Russia e/o di un rallentamento più significativo della zona euro, l’effetto sulle insolvenze potrebbe essere ancora più negativo.

«Quest’anno, la crescita economica polacca sta assistendo a un riequilibrio orientandosi maggiormente verso la domanda interna. Tuttavia, l’impatto esterno di una ripresa deludente nella zona euro e dell’embargo applicato dalla Russia, aumenterà il rischio di insolvenza d’impresa in Polonia. Tra gli esempi di rischi in aumento per le imprese, citiamo il settore dei trasporti, che risente già di una domanda debole a causa della propria esposizione significativa a livello internazionale. Allo stesso tempo, l’embargo russo porta non solo al peggioramento delle performance commerciali degli esportatori agroalimentari, ma esercita anche una pressione al ribasso sui prezzi del mercato domestico, già influenzati dai buoni raccolti di quest’anno», conclude Grzegorz Sielewicz, economista di Coface per la regione Europa Centrale.

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