Trinidad e Tobago

Sudamerica

PIL pro capite ($)
$19718.2
Popolazione (nel 2021)
1,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
B
Contesto imprenditoriale
A4
Precedentemente:
B
Precedentemente:
A4
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Sommario

Punti di forza

  • Riserve significative di idrocarburi, in particolare di gas: settimo esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (2024) e primo in America Latina e nei Caraibi
  • Industria petrolchimica (primo esportatore di metanolo e ammoniaca nel 2023), sostenuta dalla produzione di gas (17° posto nel 2023)
  • Destinazione turistica attraente
  • Ampio fondo sovrano e riserve valutarie
  • Maggiore trasparenza fiscale: firma della Convenzione multilaterale dell’OCSE sull’assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale nel novembre 2024
  • Membro del Commonwealth e leader della Caricom (Comunità dei Caraibi)

Punti di debolezza

  • Scarsa diversificazione economica dovuta alla forte dipendenza dal gas e dai prodotti petrolchimici
  • Giacimenti condivisi con il Venezuela, soggetti alla buona volontà dell’amministrazione Trump
  • La produzione di gas naturale è in calo dal 2010, nonostante l’avvio della produzione in nuovi giacimenti
  • Criminalità aggravata dal traffico di droga
  • Distribuzione ineguale dei proventi derivanti dagli idrocarburi
  • Divisioni politiche tra afro-trinidadiani e indo-trinidadiani, che costituiscono in egual misura (35%) la popolazione
  • Inserita nell’elenco europeo delle «giurisdizioni fiscali non cooperative» dal 2021

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Stati Uniti d'America
29%
Europa
12%
Guyana
4%
Brasile
2%
Giamaica
2%

Importazone di beni in % del totale

Stati Uniti d'America 24 %
24%
Cina 11 %
11%
Europa 10 %
10%
Brasile 5 %
5%
Regno Unito 4 %
4%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Crescita sostenuta nel 2025, ma prospettive energetiche cupe

L'attività economica ha acquisito slancio nel 2025. I miglioramenti osservati nel settore energetico (30% del PIL) alla fine del 2024 sono proseguiti, trainati dall’avvio della produzione nei progetti offshore di gas Cypre (gestito da BP) e Mento (EOG), rispettivamente ad aprile e maggio 2025. Nei settori non energetici, l’industria manifatturiera (6% del PIL), i servizi finanziari (6%) e il turismo (7,5%) stanno beneficiando di una domanda solida.

I consumi privati rimarranno sostenuti, grazie al basso livello di inflazione e al previsto aumento del 10% degli stipendi nel settore pubblico. Anche l’espansione del credito (+8,8% su base annua a marzo 2025) e la stabilizzazione del mercato del lavoro, a seguito di un leggero aumento della disoccupazione nel 2024 (5,5% nel quarto trimestre del 2024 contro il 4,1% nel quarto trimestre del 2023), stanno anch’essi sostenendo la domanda interna. Inoltre, gli investimenti continuano a essere sostenuti dallo sviluppo di progetti nel settore del gas e dalle operazioni portuali nella capitale. Tuttavia, sul fronte esterno, Trinidad e Tobago si trova ad affrontare nuove barriere tariffarie da parte degli Stati Uniti. Mentre le esportazioni di energia (il 34% del totale, di cui il 54% è destinato agli Stati Uniti) sono esenti da dazi e sostenute dai progetti in corso nel settore del gas (aumento del 43% delle esportazioni di GNL tra aprile e maggio 2025), le esportazioni di prodotti petrolchimici (il 16% del totale), acciaio e alluminio (7,5%) rischiano di subire il peso maggiore di queste misure.

Tuttavia, le prospettive per il settore energetico nel 2026 si stanno facendo più cupe. Il 17 aprile 2025, l’amministrazione Trump ha annunciato la revoca delle licenze OFAC che autorizzavano lo sviluppo di giacimenti di gas transfrontalieri con il Venezuela e ha concesso alle compagnie petrolifere tempo fino alla fine di maggio 2025 per interrompere le operazioni. Sebbene il progetto Manakin-Cocuina, la cui entrata in produzione non era prevista prima del 2029, rappresentasse un motore di crescita a più lungo termine, è soprattutto l’interruzione del megaprogetto Dragon a compromettere le prospettive energetiche del Paese. Questo giacimento, gestito da Shell, contiene 4 trilioni di piedi cubi di riserve e avrebbe dovuto entrare in produzione nel 2026 per la conversione in GNL a partire dal 2027. Era destinato a compensare il declino dei giacimenti nazionali e a consentire al Paese di mantenere la propria posizione di principale esportatore della regione di GNL, ammoniaca e metanolo. La sua sospensione sta quindi bloccando le importazioni venezuelane di gas tramite gasdotto, compromettendone la lavorazione e la rivendita sotto forma di GNL o prodotti petrolchimici.

Il nuovo governo rivede il bilancio di metà anno

Si prevede un aumento del disavanzo di bilancio per l’anno fiscale 2024-25. All’insediamento nell’aprile 2025, il nuovo governo ha dovuto affrontare una situazione di bilancio in peggioramento, che il ministro delle Finanze Davendranath Tancoo ha attribuito alla cattiva gestione da parte della precedente amministrazione, guidata dal Movimento Nazionale Popolare (MNP). Egli ha affermato che quest’ultima aveva sottostimato alcune spese essenziali, in particolare nel settore dell’istruzione. In questo contesto, nel giugno 2025 il Parlamento ha approvato un aumento di bilancio (+5% rispetto al bilancio iniziale) pari a 3,1 miliardi di TT$, destinato principalmente alle spese correnti (2,9 miliardi di TT$) e ai progetti di sviluppo (279 milioni di TT$). Ciò si aggiunge al bilancio iniziale di quasi 60 miliardi di TT$ (circa 9 miliardi di USD), che si basava su un disavanzo del 2,9% del PIL secondo le stime del governo precedente. Inoltre, la revisione al ribasso delle ipotesi sul prezzo del petrolio (da 77,8 a 66 USD al barile) e la volatilità del prezzo locale del GNL, indicizzato all’indice di riferimento statunitense Henry Hub (da 3,59 a 5 $/MMBtu), stanno incidendo sulle entrate energetiche (il 25% delle entrate totali), spingendo il nuovo governo esecutivo a prevedere un disavanzo di bilancio doppio rispetto alle previsioni iniziali. L’ampliamento del disavanzo accentua la traiettoria ascendente del debito pubblico, con la quota esterna che rappresenterà il 32% del totale nell’aprile 2025. Si prevede che il disavanzo venga finanziato tramite prestiti interni e il ricorso a linee di credito multilaterali (CAF, IDB, IFC). Il governo ha inoltre annunciato piani per razionalizzare alcune spese, quali i contratti di sicurezza privata e gli alloggi di servizio. Sul fronte delle entrate, nel maggio 2025 è stata abrogata la legge del 2021 che istituiva la Trinidad and Tobago Revenue Authority (TTRA), un’autorità fiscale indipendente volta a migliorare la riscossione delle imposte e a generare entrate comprese tra 1,5 e 3 miliardi di dollari. La decisione è stata motivata dalle promesse elettorali fatte ai sindacati del settore pubblico. Il governo ha promesso di rafforzare l’attuale Board of Inland Revenue (BIR), ma la mancanza di misure immediate minaccia la stabilità delle entrate, già indebolita dalla dipendenza dagli idrocarburi.

L’attuale surplus ha continuato a diminuire nel 2025. Le nuove misure protezionistiche statunitensi (gli Stati Uniti sono il principale cliente, rappresentando il 41% delle esportazioni totali) stanno rallentando le esportazioni di prodotti petrolchimici (il 25% era destinato agli Stati Uniti nel 2024), in particolare di ammoniaca e metanolo, mentre le esportazioni di idrocarburi stanno beneficiando dell’avvio della produzione nei giacimenti di Cypre e Mento. Tuttavia, le entrate energetiche sono erose dal calo dei prezzi degli idrocarburi. Il disavanzo dei servizi si sta riducendo grazie alla continua ripresa del settore turistico. Il conto dei redditi primari rimane in deficit a causa dei redditi rimpatriati dalle numerose compagnie petrolifere straniere che operano nel Paese. Sostenute dal fondo sovrano (Heritage and Stabilization Fund), le riserve internazionali si mantengono a un livello adeguato. Queste ammontavano a 5,6 miliardi di dollari alla fine del 2024, ovvero l’equivalente di otto mesi di importazioni. Infine, le prospettive per il 2026 indicano un persistenze del surplus delle partite correnti a seguito della sospensione dei megaprogetti Dragon e Manakin-Cocuina, che sta penalizzando le esportazioni di GNL e di prodotti petrolchimici.

L’UNC vince le elezioni parlamentari anticipate

Il panorama politico di Trinidad e Tobago è stato scosso dalle elezioni parlamentari anticipate tenutesi il 28 aprile 2025 a seguito delle dimissioni, nel gennaio 2025, dell’ex primo ministro Keith Rowley. Le elezioni hanno segnato il trionfale ritorno di Kamla Persad-Bissessar e del suo Congresso Nazionale Unito (UNC, centro-sinistra), che ha ottenuto il 54,2% dei voti e 26 dei 41 seggi alla Camera dei Rappresentanti, ponendo di fatto fine a un decennio di governo del Movimento Nazionale Popolare (PNM, centro-sinistra). Il Partito Popolare di Tobago (TPP), che sostiene l’UNC, ha conquistato entrambi i seggi a Tobago (un’isola semi-autonoma) a scapito del PNM. Il voto continua a seguire linee etniche, con gli afro-trinidadiani che tradizionalmente votano per il PNM e gli indo-trinidadiani per l’UNC, mentre i meticci e altri gruppi determinano l’esito. La vittoria dei partiti può essere spiegata da un contesto pre-elettorale particolarmente teso. Il governo uscente, già indebolito dal passaggio di potere tra Keith Rowley e il suo ministro dell’Energia Stuart Young nel marzo 2024 2025, è stato duramente colpito dalle conseguenze politiche della revoca, all’inizio di aprile 2025, delle licenze statunitensi per i progetti transfrontalieri sul gas. Questa decisione, percepita come un fallimento diplomatico, ha costituito una potente leva elettorale per l’opposizione. Inoltre, l’incapacità di arginare la criminalità, nonostante lo stato di emergenza dichiarato alla fine di dicembre 2024 e prorogato tre volte, ha minato la credibilità del PNM. Con 625 omicidi segnalati nel 2024 (45,7 ogni 100.000 abitanti) – un picco storico – la sicurezza nazionale è diventata la principale preoccupazione degli elettori. La nuova amministrazione Persad-Bissessar si trova quindi ad affrontare una triplice sfida. La prima è quella di mantenere le promesse di lotta alla criminalità organizzata in un contesto caratterizzato da risorse limitate e da confini porosi con il Venezuela. Inoltre, dovrà attuare gli aumenti salariali nel settore pubblico, riportando al contempo in equilibrio le finanze pubbliche già sotto pressione. In terzo luogo, la nuova amministrazione dovrà destreggiarsi tra le richieste degli Stati Uniti e le esigenze economiche nazionali.

Pertanto, l’amministrazione Persad-Bissessar dovrebbe rassicurare Washington sulla propria cooperazione in materia di sicurezza regionale, in particolare contro le reti criminali venezuelane. D’altra parte, deve mantenere le relazioni economiche con Caracas per compensare il calo delle riserve nazionali di gas e preservare l’industria petrolchimica. Sebbene l’ex primo ministro abbia presentato ricorso contro la decisione statunitense sulle licenze OFAC, la posizione intransigente dell’amministrazione Trump lascia poco spazio alla negoziazione. Infine, il Paese manterrà le proprie relazioni economiche con la Cina, in particolare nell’ambito dell’iniziativa della Nuova Via della Seta.

Ultimo aggiornamento: giugno 2025