Taiwan (Repubblica di Cina)

Asia

PIL pro capite ($)
$32404.3
Popolazione (nel 2021)
23,3 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A2
Contesto imprenditoriale
A1
Precedentemente:
A2
Precedentemente:
A1
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Sommario

Punti di forza

  • Uno dei maggiori produttori mondiali di componenti elettronici, in particolare di microprocessori di ultima generazione
  • Solida posizione finanziaria esterna
  • Vasto potenziale di stimolo fiscale
  • Sostegno alla ricerca e sviluppo attraverso la spesa pubblica
  • Portafoglio diversificato di investimenti in Asia

Punti di debolezza

  • Relazioni tese tra Cina e Taiwan
  • Concentrazione nel settore dell'elettronica, dipendenza dalla domanda statunitense e cinese
  • Lacune infrastrutturali rispetto ad altre economie asiatiche avanzate
  • Invecchiamento della popolazione e fuga dei cervelli
  • Isolamento diplomatico, esclusione dagli accordi commerciali regionali
  • Dipendenza energetica, vulnerabilità in caso di blocco navale
  • Carenza di terreni, elettricità e acqua

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Cina
24%
Stati Uniti d'America
17%
Hong Kong
13%
Giappone
7%
Singapore
7%

Importazone di beni in % del totale

Cina 21 %
21%
Giappone 14 %
14%
Stati Uniti d'America 12 %
12%
Corea del Sud 8 %
8%
Australia 5 %
5%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Crescita sostenuta trainata dalle esportazioni di tecnologia

La crescita di Taiwan rimarrà forte nel 2025, sebbene vulnerabile al crescente protezionismo. L'eccesso di scorte di chip avanzati da parte dei clienti statunitensi, determinato dalla minaccia di dazi da parte della nuova amministrazione governativa, ha spinto la crescita al di sopra del trend nel 2024. Detto questo, tale fenomeno potrebbe esaurire la propria spinta. Tuttavia, la domanda legata all’intelligenza artificiale e al cloud (server e altri prodotti IT) continuerà a trainare le esportazioni. Queste rimarranno il principale motore di crescita, contribuendo per l’80% al PIL. Il settore dell’elettronica (25% del PIL nel 2023) continuerà quindi a registrare una crescita sostenuta, anche se la concorrenza di Cina, Stati Uniti e Corea del Sud, insieme all’aumento della produzione di semiconduttori, in particolare dei chip “legacy”, eserciterà pressione sui prezzi e sui margini delle aziende. Inoltre, le esportazioni di prodotti tradizionali non tecnologici non hanno ancora visto l’inizio di una ripresa a causa di un eccesso di offerta di prodotti chimici e di un afflusso di metalli di base cinesi a basso prezzo, causati dalla lenta ripresa del settore immobiliare e dai problemi di sovraccapacità produttiva nella Cina continentale.

La spesa delle famiglie (47% del PIL) ha subito un rallentamento dopo una fase di recupero nel 2023, ma difficilmente subirà un calo significativo grazie alle condizioni ancora favorevoli del mercato del lavoro e al graduale aumento dei salari reali. Anche l’aumento del salario minimo e degli stipendi del settore pubblico entro il 2025, annunciato di recente, dovrebbe sostenere la spesa delle famiglie. Ciò contribuirà alla crescita del settore terziario (60% del PIL), compresi i servizi legati al commercio e alla tecnologia. Ulteriori sussidi contribuiranno inoltre a ridurre la precarietà dei lavoratori più vulnerabili. Entro il 2025, l’inflazione continuerà a convergere verso un livello inferiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale della Repubblica di Cina (CBC). La ripresa del mercato immobiliare, unita alle forti esportazioni, significa che la CBC potrebbe distinguersi dalle altre banche centrali e prendersi il tempo necessario per abbassare i propri tassi di riferimento, che attualmente si attestano al 2% per il tasso di sconto.

Gli investimenti (25% del PIL), strettamente legati al ciclo delle esportazioni, hanno registrato una forte accelerazione. La recente forza delle importazioni di beni strumentali indica un solido slancio per i prossimi trimestri. Inoltre, il Consiglio Nazionale per la Scienza e la Tecnologia ha approvato un nuovo progetto di investimento, basato su diversi parchi scientifici del Paese, per sostenere la posizione di Taiwan come leader nell’innovazione tecnologica e medica. Anche il settore edile è in forte espansione, sullo sfondo dell’aumento dei prezzi immobiliari. Il governo ha inoltre varato un piano di investimenti per progetti di infrastrutture pubbliche e industriali, previsto per il periodo 2025-2028, che alleggerirà l’onere di bilancio facendo ricorso agli investimenti privati. Infine, gli investimenti saranno trainati dal piano “5+2”, lanciato nel 2016, che mira a stimolare l’Asia Silicon Valley (oggetti connessi), le macchine intelligenti, le energie rinnovabili, la biomedicina, la difesa, l’agricoltura innovativa e il riciclaggio.

Bilancio solido

Dopo una gestione di bilancio piuttosto cauta negli ultimi anni, il bilancio 2025 si preannuncia particolarmente ambizioso, con un aumento di quasi il 20% rispetto al 2024. La spesa maggiore sarà destinata al welfare sociale, seguita dalle iniziative nei settori dell’istruzione, della scienza e della cultura. Lo stanziamento destinato ai cinque settori prioritari, ovvero semiconduttori, intelligenza artificiale, settore militare, sicurezza e sorveglianza, e comunicazioni di nuova generazione, sarà aumentato del 40% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’opposizione si oppone al bilancio e ne ha rinviato l’approvazione, il che potrebbe alla fine portare a importanti tagli di bilancio. Ciononostante, il saldo di bilancio sarà praticamente in pareggio nel 2025. A partire dalla seconda metà del 2025, il bilancio potrebbe subire pressioni dovute al contesto geopolitico, con una riduzione della crescita delle esportazioni e l’introduzione di misure fiscali volte ad attenuare l’impatto delle tensioni sull’economia locale. Inoltre, le pressioni statunitensi continueranno a far aumentare la spesa militare, che attualmente si attesta al 2,5% del PIL. L’onere del debito pubblico continuerà a diminuire nel 2025 e rimarrà basso rispetto agli standard internazionali.

La bilancia commerciale rimarrà in gran parte in attivo, contribuendo a un surplus delle partite correnti molto elevato. Oltre il 70% delle esportazioni è trainato dai semiconduttori (il 40% dei quali di ultima generazione) e dal calcolo ad alte prestazioni. I componenti elettronici, in particolare i circuiti integrati per l’assemblaggio di chip, e i combustibili continueranno a rappresentare la maggior parte delle importazioni. La bilancia dei servizi, tradizionalmente in deficit (ad eccezione del periodo della pandemia di Covid) a causa della spesa dei taiwanesi all’estero, potrebbe beneficiare di un aumento del numero di visitatori provenienti dall’Asia meridionale e sud-orientale nell’ambito della politica «New Southbound» o nel caso in cui ai turisti cinesi fosse nuovamente consentito l’ingresso nel Paese. Tuttavia, è improbabile un rapido ritorno ai livelli pre-pandemia. Nonostante sia sostenuto dal surplus delle partite correnti, il dollaro taiwanese sarà vulnerabile alle incertezze politiche e geopolitiche, anche se la CBC potrà intervenire regolarmente per mantenerne la competitività. Le riserve valutarie continueranno ad essere ingenti e a crescere; nell’ottobre 2024 ammontavano all’equivalente di 16,8 mesi di importazioni.

Situazione politica interna turbolenta, pressioni dalla Cina e incognite dagli Stati Uniti

Dopo aver conquistato 51 seggi su 113 nelle elezioni del gennaio 2024, il partito presidenziale Minjindang (DPP) è rimasto in minoranza nello Yuan legislativo (Parlamento). Il Kuomintang (KMT, 52 seggi), con il sostegno costante del Partito Popolare di Taiwan (TPP, 8 seggi), detiene la maggioranza. L’opposizione ha fatto approvare disegni di legge che potrebbero minacciare la separazione dei poteri, rafforzando il potere del legislativo e compromettendo il funzionamento della Corte costituzionale. L’opposizione continuerà probabilmente a presentare emendamenti volti a minare gli sforzi del presidente nel perseguire un’agenda politica ambiziosa, in particolare nei settori della difesa e della protezione sociale.

La minaccia proveniente dalla Cina continua a incombere su Taiwan. Il 1° gennaio, il presidente taiwanese Lai Ching-te ha chiesto di rafforzare la visibilità internazionale di Taiwan, mentre Xi Jinping ha ribadito la sua rivendicazione sull’isola. Le esercitazioni militari cinesi intorno all’isola nell’ottobre 2024 sono state le più imponenti dalla metà degli anni ’90. Nel 2025, tuttavia, il rischio di un’invasione o di un blocco dovrebbe essere contenuto. L’ambiguità che circonda un potenziale intervento militare statunitense in caso di attacco dovrebbe fungere da deterrente. Anche lo status di Taiwan come importante fornitore di semiconduttori offre una protezione. Oltre alle sue manovre, la Cina continuerà a impegnarsi per isolare Taiwan sulla scena internazionale. Attualmente Taiwan è riconosciuta ufficialmente solo da dodici piccoli Stati dei Caraibi, dell’America Latina e del Pacifico. Le viene negato l’accesso alle organizzazioni regionali. Ciò non le impedisce tuttavia di mantenere legami non ufficiali con gli Stati Uniti, l’Australia, l’India, il Giappone e l’Europa. Le relazioni di Taiwan con gli Stati Uniti rimarranno solide, nonostante la frecciatina di Donald Trump secondo cui Taiwan avrebbe «rubato l’industria americana dei chip» e dovrebbe pagare di più per la propria difesa, con la minaccia di dazi qualora la produzione di chip non venisse rimpatriata. Inoltre, con la politica del «Nuovo orientamento verso sud», l’isola intende rafforzare i propri legami con l’Asia meridionale e sud-orientale, ma le pressioni cinesi ne limiteranno la portata.

Ultimo aggiornamento: gennaio 2025