Crescita sostenuta trainata dalle esportazioni tecnologiche
Si prevede che la crescita economica di Taiwan subisca un rallentamento, pur rimanendo robusta nel 2027, dopo la forte accelerazione registrata nel 2025 e nel 2026 sulla scia del boom delle esportazioni. In qualità di principale produttore mondiale di semiconduttori, l’isola sta traendo notevoli benefici dalla crescente domanda globale di potenza di calcolo e tecnologie di intelligenza artificiale, che a sua volta sta stimolando le esportazioni di semiconduttori. Il commercio estero rimane il principale motore di crescita e rappresenta il 70% del tasso di crescita del PIL registrato finora nel 2026. Di conseguenza, il Paese è particolarmente vulnerabile a un rallentamento degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale, nonché alle politiche protezionistiche sia degli Stati Uniti che della Cina. Ciononostante, si prevede che il forte trend di crescita dimostrato dal settore elettronico continui, sebbene quest’ultimo dovrà affrontare una concorrenza crescente man mano che Stati Uniti, Cina e Corea del Sud cercheranno di ridurre la loro dipendenza dai semiconduttori taiwanesi. L’espansione della capacità produttiva potrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, in particolare per i chip di vecchia generazione, la cui produzione è meno complessa. Allo stesso tempo, i settori tradizionali si trovano ad affrontare un contesto meno favorevole. La produzione nelle industrie metallurgiche e chimiche, messa a dura prova dall’afflusso di prodotti cinesi a prezzi competitivi, è significativamente inferiore al livello del 2021. La produzione agricola ha subito una stagnazione nel 2025, per poi registrare una crescita moderata nel primo trimestre del 2026. Anche l’attività edilizia è rimasta modesta per tutto il 2025 e nel primo trimestre del 2026, poiché il Paese continua a fare i conti con persistenti difficoltà legate al settore immobiliare. La crescente concentrazione dell’attività economica nel settore dell’elettronica è il risultato di questa dinamica economica a due velocità.
Dopo un 2025 sottotono, i consumi delle famiglie (41% del PIL) hanno registrato una modesta ripresa e dovrebbero crescere del 3,6% nel 2026. Sono sostenuti sia dalle misure governative sia dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, sebbene continuino a beneficiare solo marginalmente della forte performance delle esportazioni di prodotti elettronici. Sul fronte delle politiche, il doppio meccanismo di mitigazione dei prezzi adottato dal governo, in base al quale la società statale CPC assorbe parte degli aumenti dei prezzi dei carburanti mentre Taipower assorbe parte degli adeguamenti delle tariffe elettriche, ha contribuito a proteggere le famiglie dal recente shock dei prezzi dell’energia. Di conseguenza, nonostante un forte aumento dei prezzi all’importazione (+26% su base annua a giugno 2026), l’inflazione dei prezzi al consumo è rimasta moderata e si attesta leggermente al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale della Repubblica di Cina (CBC). In questo contesto, un inasprimento della politica monetaria – il tasso di riferimento era del 2% a luglio 2026 – appare improbabile nel 2026. La spesa delle famiglie è stata inoltre sostenuta dal programma universale di trasferimenti in denaro lanciato nel novembre 2025, pari a 230 miliardi di TWD, ovvero lo 0,7% del PIL. È attualmente all’esame un disegno di legge per il rinnovo del programma. Nel frattempo, le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a migliorare, con il tasso di disoccupazione sceso al 3,3% a maggio 2026, il livello più basso registrato in un mese di maggio dal 2000. La tendenza è stata in gran parte trainata dalla creazione di posti di lavoro nei settori dell’ospitalità e dei servizi. Il miglioramento potrebbe rafforzare ulteriormente un circolo virtuoso tra spesa delle famiglie e occupazione.
Si prevede che gli investimenti (24% del PIL) rimangano molto robusti nel 2026 (+6,2%) nonostante un leggero rallentamento dovuto principalmente alla minore propensione agli investimenti da parte delle imprese statali. Gli investimenti privati, tuttavia, dovrebbero continuare a crescere a un ritmo sostenuto, trainati dagli impegni delle principali aziende elettroniche globali. Le importazioni di beni strumentali legati ai semiconduttori sono aumentate del 22,4%, a conferma della continua espansione della capacità produttiva nel settore. AMD ha annunciato un investimento di 10 miliardi di dollari per sostenere l’aumento della capacità produttiva dei rack per server di intelligenza artificiale nella seconda metà del 2026, mentre Google ha finora aumentato i propri investimenti locali quest’anno di 27 miliardi di TWD (840 milioni di dollari) per espandere la propria infrastruttura di data center.
Finanze pubbliche solide e indebitamento contenuto
Il saldo di bilancio dovrebbe rimanere vicino all’equilibrio sia nel 2026 che nel 2027. Il disegno di legge di bilancio per il 2026, che a luglio non era ancora stato approvato, propone un aumento significativo della spesa militare (+14% fino al 3,2% del PIL) e degli investimenti pubblici nella tecnologia (+13%), in particolare nell’intelligenza artificiale, nei semiconduttori, nella ricerca nel settore della difesa, nella sicurezza e nella sorveglianza, nonché nelle telecomunicazioni. La spesa sociale continuerà a rappresentare la principale voce di spesa, pari all’11% del PIL. Tuttavia, il disavanzo previsto per il 2026 (1% del PIL) potrebbe superare leggermente le aspettative a causa dell’attuazione di misure di sostegno ai prezzi dell’energia. Le imprese statali Taipower e CPC hanno assorbito interamente l’aumento dei prezzi internazionali dell’energia, con il gas naturale che rappresenta il 40% del mix energetico, causando perdite sostanziali per entrambe le società. Il solo debito totale di Taipower ammonta al 9% del PIL. Nonostante queste pressioni, il debito pubblico rimane basso rispetto agli standard internazionali ed è detenuto prevalentemente da banche nazionali.
Si prevede che la bilancia commerciale rimanga saldamente in surplus, il che contribuirà a sostenere l’eccezionalmente ampio surplus delle partite correnti di Taiwan. La crescita delle esportazioni dovrebbe rimanere forte nella seconda metà del 2026, sostenuta da un solido portafoglio ordini e dall’accelerazione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale da parte dei fornitori di servizi cloud. Google, Amazon, Meta e Microsoft hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, passando da 670 miliardi di dollari a febbraio (+62% su base annua) a 725 miliardi di dollari a maggio (+75% su base annua). Al contrario, le esportazioni non tecnologiche hanno costantemente registrato risultati inferiori alle aspettative, crescendo solo del 7,5% tra gennaio e maggio 2026. La Banca Centrale della Repubblica di Cina (CBC) ha evidenziato diversi settori non tecnologici che potrebbero riposizionarsi con successo per trarre vantaggio dal boom dell’IA, tra cui l’industria petrolchimica attraverso prodotti specializzati, l’industria metallurgica attraverso soluzioni di raffreddamento e componenti per rack di server destinati alle infrastrutture di IA, e il settore delle costruzioni attraverso servizi di ingegneria per gli impianti di produzione di semiconduttori. La bilancia dei servizi ha tradizionalmente registrato un disavanzo (ad eccezione del periodo del Covid-19), a causa della spesa dei taiwanesi all’estero. Tuttavia, potrebbe beneficiare di un aumento dei visitatori provenienti dall’Asia meridionale, dal Sud-Est asiatico e dal Pacifico nell’ambito della “New Southbound Policy” lanciata nel 2016, nonché della prospettiva di una vera e propria ripresa del turismo dalla Cina continentale. Detto questo, è improbabile un rapido ritorno ai livelli turistici pre-pandemia. L’avanzo delle partite correnti continuerà a finanziare i crescenti investimenti diretti esteri, a seguito di un forte aumento nel 2025 (+40% su base annua). In questo contesto, TSMC ha annunciato un investimento di 100 miliardi di dollari nella produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. Distribuito su diversi anni, rappresenta il più grande progetto di investimenti diretti esteri attualmente in corso a livello mondiale.
Nonostante l’incertezza politica e geopolitica, il dollaro taiwanese sta beneficiando del surplus delle partite correnti, il che potrebbe minare la competitività, in particolare rispetto alla Corea del Sud. La CBC interviene in modo puntuale per limitare le pressioni al rialzo, ma subisce pressioni da parte degli Stati Uniti, poiché Taiwan figura nell’elenco di sorveglianza del Tesoro statunitense per la manipolazione valutaria. Le riserve valutarie, pari a 10 mesi di importazioni nel giugno 2026, sono costituite principalmente da titoli del Tesoro statunitense.
Turbolenze politiche interne, pressioni cinesi e incertezza riguardo agli Stati Uniti
Dalle elezioni del gennaio 2024, il Partito Democratico Progressista (DPP) al governo detiene solo 51 dei 113 seggi dello Yuan Legislativo (un parlamento unicamerale), perdendo così la maggioranza parlamentare. Il Kuomintang (KMT), con 52 seggi, detiene la maggioranza grazie al sostegno costante del Partito Popolare di Taiwan (TPP), che detiene otto seggi. L’opposizione è riuscita a far approvare una legge che potrebbe minare la separazione dei poteri, rafforzando l’autorità del potere legislativo e compromettendo il funzionamento della Corte costituzionale. Nel maggio 2026, i partiti dell’opposizione hanno tentato senza successo di avviare una procedura di impeachment contro il presidente Lai. A luglio 2026, il disegno di legge sul bilancio 2026 non era ancora stato approvato, sebbene il bilancio 2025 fosse stato prorogato e fossero stati approvati diversi stanziamenti, in particolare nel settore della difesa. I principali punti di contesa riguardano gli aumenti proposti per gli stipendi dei militari e la spesa per la previdenza sociale. Le elezioni locali previste per novembre 2026 dovrebbero avere solo un impatto limitato sulla politica nazionale. Le prossime elezioni presidenziali sono previste per il 2028.
Si prevede che le pressioni di Pechino su Taipei persistano. Nel dicembre 2025, è stata particolarmente degna di nota la nuova esercitazione militare cinese «Justice Mission», che simulava un blocco totale dell’isola. Oltre alla minaccia di un’invasione militare, le pressioni diplomatiche continuano a minare la posizione internazionale di Taiwan. Nel 2026, solo dodici paesi (principalmente piccoli Stati dei Caraibi, dell’America Latina e del Pacifico) riconoscono ancora formalmente la Repubblica di Cina (Taiwan), rispetto ai ventitré del 2016. Taiwan è inoltre esclusa dalla maggior parte delle organizzazioni internazionali.
Si prevede che le relazioni di Taiwan con gli Stati Uniti rimangano solide. Washington dovrebbe mantenere la propria politica di ambiguità strategica riguardo a un potenziale intervento in caso di conflitto armato, pur continuando a fornire equipaggiamento militare in conformità con il “Taiwan Relations Act”. La posizione di Taiwan come fornitore globale chiave di semiconduttori funge inoltre da fattore deterrente, nonostante gli sforzi dell’amministrazione Trump di trasferire parte della capacità produttiva di semiconduttori negli Stati Uniti. L’incertezza aleggia sul futuro dell’Accordo commerciale reciproco (ART) tra Stati Uniti e Taiwan, firmato nel febbraio 2026 e concepito per incoraggiare gli investimenti taiwanesi negli Stati Uniti in cambio di un trattamento tariffario preferenziale su determinati prodotti, sulla scia della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di annullare i dazi basati sull’IEEPA. Si prevede inoltre che Taiwan continui a consolidare i legami non ufficiali con l’Australia, l’India, il Giappone e l’Europa. Infine, sebbene il presidente Lai continui a sottolineare l’identità distintiva di Taiwan e la necessità di salvaguardarne la sovranità e le libertà democratiche, l’opinione pubblica dovrebbe rimanere ampiamente favorevole al mantenimento dello status quo per quanto riguarda le relazioni con la Cina continentale.

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