Stati Uniti d'America

Nord America

PIL pro capite ($)
$82715.0
Popolazione (nel 2021)
335,0 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A2
Contesto imprenditoriale
A1
Precedentemente:
A2
Precedentemente:
A1
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Sommario

Punti di forza

  • Mercato del lavoro flessibile
  • La banca centrale punta principalmente alla piena occupazione
  • leader nella ricerca e nell’innovazione, mercati dei capitali floridi
  • Tassazione delle imprese favorevole
  • Ricco di risorse: petrolio e gas, agricoltura, minerali
  • Supremazia militare e di sicurezza, solide frontiere naturali
  • Il ruolo predominante del dollaro nell’economia globale
  • Il 70% del debito pubblico è detenuto da residenti

Punti di debolezza

  • Diminuzione dell'immigrazione netta
  • Diminuzione della fertilità
  • Infrastrutture obsolete
  • Storicamente soggetta a bolle finanziarie
  • Dipendenza della catena di approvvigionamento da rivali geopolitici
  • Debito pubblico elevato e in aumento
  • Panorama politico polarizzato

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Canada
17%
Europa
16%
Messico
16%
Cina
7%
Regno Unito
4%

Importazone di beni in % del totale

Europa 16 %
16%
Messico 15 %
15%
Cina 13 %
13%
Canada 13 %
13%
Giappone 5 %
5%

Valutazione del rischio settoriale

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Tutto puntato sull’intelligenza artificiale

In assenza di gravi shock negativi, l’economia statunitense dovrebbe continuare a crescere a un ritmo sostenuto o addirittura accelerare. La fiducia nelle potenzialità dell’intelligenza artificiale è il motore principale della domanda; sia attraverso la continua crescita straordinaria degli investimenti in IA (~2,5-3% del PIL) sia grazie alla spesa extra dei consumatori generata dai rendimenti azionari fuori dal comune (le aziende del settore IA rappresentano il 40% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500). Si stima che il quintile più ricco delle famiglie rappresenti il 45% della spesa dei consumatori. Mentre la famiglia europea media accumula ricchezza risparmiando il 15% del proprio reddito, la sua controparte americana accumula ricchezza attraverso le plusvalenze e consuma il 95% del proprio reddito. Pertanto, una delusione nel calendario di monetizzazione dei fornitori di modelli di IA comporterebbe sia una contrazione degli investimenti (CAPEX) sia una svendita azionaria, innescando una contrazione dei consumi (70% del PIL), poiché le famiglie più abbienti risparmierebbero in misura eccessiva per riequilibrare il proprio patrimonio netto. Le misure di emergenza della Fed limiterebbero il contagio al sistema finanziario in generale. Questo scenario recessivo rappresenta la principale minaccia per le prospettive, ma non costituisce il nostro scenario di base. A partire dal 2027, l’attuazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale dovrebbe inoltre essere ostacolata da una reazione normativa e da colli di bottiglia nell’offerta. Sebbene le esportazioni siano fortemente sostenute dal settore petrolifero e del gas e dai servizi digitali, ciò è più che compensato dall’impennata delle importazioni di beni strumentali e intermedi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (server, semiconduttori avanzati, apparecchiature elettriche).

Nonostante un’economia complessivamente solida, il contesto dei costi di produzione è diventato più difficile per le imprese più piccole, più lontane dalla frontiera tecnologica. I fallimenti aziendali nel complesso stanno aumentando a un tasso del 16% su base annua e, al secondo trimestre del 2026, si attestano al 23% al di sopra dei livelli pre-pandemia. La politica tariffaria volatile ha determinato un’incertezza persistente, un aumento dei costi dei fattori di produzione e una gestione delle scorte più impegnativa, nonostante il gradito sostegno rappresentato dai rimborsi IEEPA (0,5% del PIL). L’inflazione è rimasta ostinatamente al di sopra dell’obiettivo e, sebbene attualmente sia su un percorso di moderazione, rischia di essere spinta al rialzo dalle pressioni sull’offerta (shock geopolitici nel settore energetico, inflazione alimentare guidata da un clima instabile e carenze di fertilizzanti). Questo contesto sta rendendo difficile per la Fed continuare a tagliare i tassi. Con i mercati obbligazionari che scrutano sempre più attentamente le finanze pubbliche statunitensi, si sta ampliando anche il premio di rischio sovrano. Le condizioni finanziarie stanno quindi diventando più onerose. Le conseguenze più evidenti sono un mercato immobiliare frenato da tassi ipotecari persistentemente elevati (e una recessione nell’edilizia residenziale), nonché un aumento delle insolvenze tra le imprese che dipendono dai creditori privati. Nonostante sia vulnerabile a due potenziali shock destabilizzanti di grande portata (le perturbazioni legate all’intelligenza artificiale e la stretta sull’immigrazione), il mercato del lavoro dovrebbe rimanere sostanzialmente in equilibrio, leggermente al di sotto della piena occupazione (~4%), a meno che e fino a quando non inizieremo a vedere prove più evidenti di licenziamenti legati all’intelligenza artificiale. Si prevede che la Fed mantenga i tassi intorno al 3,5-4% fino al 2027, ma rimane altamente flessibile alla luce dei significativi cambiamenti in atto nell’economia.

Il predominio del dollaro statunitense consente una generosità fiscale; i disavanzi con l’estero persisteranno

Se non fosse per l’attrattiva dei titoli di Stato statunitensi in quanto asset di riserva di riferimento a livello mondiale, la traiettoria di bilancio sarebbe motivo di preoccupazione imminente. A causa della combinazione di tassi di interesse più elevati e di disavanzi primari persistentemente elevati (3% del PIL), la spesa per interessi è aumentata vertiginosamente, passando da una media pre-pandemia dell’1,5% del PIL al 3,1% nel 2025, e dovrebbe aumentare ulteriormente man mano che la crescita si normalizza ma i tassi rimangono elevati. Le voci di spesa più consistenti (previdenza sociale, sanità e difesa) continueranno a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento dei costi sanitari e della necessità di rinnovare e mantenere le capacità militari. La spinta al miglioramento dell’efficienza dei costi pubblici dovrebbe essere relativamente modesta, poiché i principali obiettivi potenziali di riduzione della spesa sono politicamente sensibili (spesa per i veterani, crisi degli oppioidi, sussidi per l’alloggio). Il «One Big Beautiful Bill Act», che introduce tagli fiscali di ampia portata riducendo solo parzialmente la spesa (sanità, aiuti alimentari e sussidi per l’energia verde), dovrebbe comportare un aumento netto del debito federale compreso tra 3 e 3,7 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni. Prevediamo un potenziale di pressione crescente sui tassi sovrani nel medio termine.

Il Paese continuerà ad accumulare ingenti disavanzi delle partite correnti nel prossimo futuro. In primo luogo, la buona salute dei consumatori genererà una domanda persistente di importazioni; gli investimenti esteri dovrebbero continuare ad affluire nell’economia, mentre la spesa in deficit aggiuntiva creerà fabbisogni di finanziamento. I dazi potrebbero determinare una riduzione delle importazioni complessive nel brevissimo termine, ma la diversificazione dei partner commerciali dovrebbe compensare progressivamente tale effetto. Le vulnerabilità esterne degli Stati Uniti diventerebbero un problema solo se lo status del dollaro come valuta di riserva e dei titoli del Tesoro come beni rifugio dovesse erodersi in modo significativo. Nonostante alcuni primi segnali in tal senso negli ultimi anni (rendimenti in aumento, rialzi dell’oro), il dominio del dollaro statunitense sulle altre valute legali rimane sostanziale.

La Camera dovrebbe passare ai democratici, la guerra commerciale è destinata a protrarsi

Il presidente Donald Trump e il Partito Repubblicano hanno ottenuto una vittoria decisiva nelle elezioni del novembre 2024, aggiudicandosi la presidenza con un ampio margine nel collegio elettorale (312/538 voti) e in entrambe le camere del Congresso (220/435 seggi alla Camera, 53/100 seggi al Senato). Considerata la maggioranza molto risicata di 5 seggi, il numero record di deputati in pensione (43), l’elevato numero di circoscrizioni competitive (42) e la tendenza a penalizzare i candidati in carica nelle elezioni di medio termine, si prevede che la Camera dei Rappresentanti passerà ai Democratici. I repubblicani hanno maggiori possibilità di mantenere il Senato, ma anche questo è a rischio. Le maggioranze in entrambe le camere sono state fondamentali per l’approvazione di politiche di punta, quali la proroga e l’estensione dei tagli fiscali del 2017, l’aumento dei fondi per l’applicazione delle leggi sull’immigrazione, la restrizione dei requisiti di ammissibilità a Medicaid e la revoca dei crediti d’imposta per l’energia pulita e i veicoli elettrici. La maggior parte dei provvedimenti legislativi richiede inoltre 60 voti al Senato, il che conferisce ai democratici un certo potere di ostruzionismo e porta occasionalmente a blocchi dell’amministrazione. La Corte Suprema è di orientamento conservatore (6-3) e il suo impegno a fungere da contrappeso al potere esecutivo è messo alla prova da una Casa Bianca disposta a sondare i limiti. Tuttavia, quando si è trattato dell’uso palesemente illegale dei dazi “reciproci” previsti dall’IEEPA e dei tentativi del Presidente di destituire i governatori della Fed, la Corte ha tutelato le istituzioni. Prevediamo che la Casa Bianca continui a tentare di influenzare la Fed, ma che fallisca fintanto che i responsabili politici della Fed saranno protetti dalla Corte.

Dato il precedente stabilito dalla sentenza sull’IEEPA, la Casa Bianca si sta concentrando sul ristabilire la fascia tariffaria complessiva auspicata (compresa tra il 10 e il 15%) avvalendosi di basi giuridiche più solide. Si prevede che ogni pacchetto tariffario venga impugnato in tribunale, innescando un processo della durata di diversi mesi volto a verificarne la fondatezza giuridica. Prevediamo che le minacce tariffarie continueranno a essere utilizzate come strumento di negoziazione di politica estera per esercitare pressioni su altri paesi su diverse tematiche (Groenlandia, sicurezza e migrazione, traffico di droga, sostegno a persone vicine al Presidente, ecc…). Le relazioni con la Cina rappresentano una delle principali fonti di potenziale instabilità. Esiste una competizione strategica profondamente radicata tra le due superpotenze. Entrambe hanno utilizzato una varietà di strumenti per esercitare pressione sull’economia dell’avversario (dazi, manipolazione valutaria, sussidi industriali, restrizioni alle esportazioni di fattori produttivi critici quali semiconduttori e minerali delle terre rare).

Al momento della stesura del presente documento, le relazioni stanno attraversando una fase di relativa distensione, ma questa situazione può ribaltarsi rapidamente. Gli Stati Uniti continueranno a perseguire il disaccoppiamento dalla Cina in ambito commerciale e finanziario, accelerando al contempo gli sforzi per vincere la corsa tecnologica nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda l’UE, l’accordo di Turnberry del 2025 fissa un tetto massimo del 15% ai dazi, sebbene non sia ancora chiaro se gli Stati Uniti lo rispetteranno in caso di tensioni diplomatiche, come quelle che coinvolgono la Spagna e la tassazione dei servizi digitali. Una notevole incertezza continua a incombere sul futuro dell’accordo USMCA con Messico e Canada (20% del commercio totale degli Stati Uniti, 5% del PIL). Il patto scadrà nel 2036, a meno che non si giunga a un accordo per una proroga fino al 2042; e con esso cesserà l’accesso privilegiato al mercato statunitense che ha permesso una catena di approvvigionamento nordamericana profondamente integrata. La nostra ipotesi di lavoro rimane quella secondo cui si troverà una soluzione che preservi l’accesso privilegiato per il Canada e il Messico, ma che nel breve termine si verificheranno episodi di tensione a intervalli irregolari (comprese minacce e applicazioni effettive di dazi).

Condizioni di pagamento e recuperi

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Pagamenti

Gli esportatori dovrebbero prestare particolare attenzione alle clausole del contratto di vendita relative agli obblighi delle parti e stabilire le condizioni di pagamento più adatte al contesto, in particolare quando sono previsti obblighi di pagamento a credito. A questo proposito, gli assegni e le cambiali sono strumenti di pagamento molto semplici che non consentono ai creditori di intentare azioni legali per il recupero in materia di “diritto cambiale” (droit cambiaire), come invece è possibile in altri paesi firmatari delle Convenzioni di Ginevra del 1930 e del 1931 sul trattamento giuridico uniforme delle cambiali e degli assegni.

Gli assegni sono ampiamente utilizzati ma, poiché non è necessario che siano coperti al momento dell’emissione, offrono garanzie relativamente limitate. I titolari di conto possono bloccare il pagamento di un assegno presentando una richiesta scritta alla banca entro 14 giorni dall’emissione dell’assegno. Inoltre, in caso di inadempienza, i beneficiari devono comunque fornire prova del credito. Gli assegni certificati offrono maggiore sicurezza ai fornitori, poiché la banca che certifica l’assegno conferma in tal modo la presenza di fondi sufficienti sul conto e si impegna a pagarlo. Sebbene siano più difficili da ottenere e quindi meno diffusi, gli assegni di cassa – emessi direttamente sul conto della banca stessa – offrono una sicurezza totale in quanto costituiscono un impegno diretto al pagamento da parte della banca.

Le cambiali e le cambiali promissorie sono meno comunemente utilizzate e non offrono alcuna prova specifica del credito. Il sistema del conto corrente è giustificato solo dopo che è stato instaurato un rapporto commerciale continuativo.

I bonifici sono utilizzati frequentemente – specialmente tramite la rete elettronica SWIFT, alla quale sono collegate la maggior parte delle banche americane e che garantisce un’elaborazione rapida e a basso costo dei pagamenti internazionali. I bonifici SWIFT sono particolarmente indicati laddove esista una reale fiducia tra le parti contraenti, poiché il venditore dipende dalla buona fede dell’acquirente e dall’effettivo avvio dell’ordine di bonifico da parte di quest’ultimo.

Per importi ingenti, le principali società americane utilizzano anche altri due sistemi di bonifico interbancario altamente automatizzati: il Clearing House Interbank Payments System (CHIPS), gestito da istituzioni finanziarie private, e il Fedwire Funds Service System, gestito dalla Federal Reserve.

Recupero crediti

Fase amichevole

Poiché il sistema giuridico americano è complesso e costoso (soprattutto per quanto riguarda gli onorari degli avvocati), è consigliabile negoziare e raggiungere un accordo extragiudiziale con i clienti, ove possibile, oppure ricorrere a un’agenzia di recupero crediti.

Procedimenti legali

Il sistema giudiziario comprende due tipi fondamentali di tribunali: i tribunali distrettuali federali, con almeno un tribunale di questo tipo in ogni stato, e i tribunali di circoscrizione o di contea sotto la giurisdizione di ciascuno stato.

Procedimenti accelerati

Se il debito è certo e incontestato, la legge statunitense prevede una procedura di “sentenza sommaria”, in cui una mozione per la sentenza sommaria si basa sull’affermazione di una delle parti secondo cui tutte le questioni di fatto necessarie sono state risolte o che non è necessario alcun processo. Ciò è appropriato quando il tribunale stabilisce che non vi sono questioni di fatto da sottoporre a giudizio e, pertanto, una causa di azione o tutte le cause di azione contenute nella denuncia possono essere decise senza un processo. Se il giudice decide che vi sono fatti controversi, il tribunale respingerà la richiesta di giudizio sommario e ordinerà un processo.

Procedimenti ordinari

La stragrande maggioranza dei procedimenti è trattata dai tribunali statali, che applicano le leggi statali e federali alle controversie che rientrano nella loro giurisdizione (ovvero azioni legali riguardanti persone domiciliate o residenti nello Stato).

I tribunali federali, d’altra parte, si pronunciano sulle controversie che coinvolgono i governi statali, sui casi relativi all’interpretazione della Costituzione o dei trattati federali e sulle cause di valore superiore a 75.000 dollari USA tra cittadini di diversi Stati americani o tra un cittadino americano e un cittadino straniero o un ente statale straniero o, in alcuni casi, tra attori e convenuti provenienti da paesi stranieri.

Una caratteristica fondamentale del sistema giudiziario americano è la fase di “discovery” preliminare al processo, in cui ciascuna parte può richiedere alla controparte prove e testimonianze relative alla controversia prima che il tribunale esamini il caso. Durante il processo stesso, i giudici concedono agli attori e ai loro avvocati un ampio margine di manovra per produrre documenti pertinenti in qualsiasi momento e per condurre il processo in generale. Si tratta di un procedimento contraddittorio, in cui il giudice riveste più che altro il ruolo di arbitro, garantendo il rispetto delle norme procedurali, sebbene sempre più spesso la prassi rafforzi il ruolo del giudice nella conduzione del caso. La fase di discovery può durare diversi mesi, se non addirittura anni. Può comportare costi elevati a causa dell’insistenza di ciascuna parte nel fornire costantemente prove pertinenti (sostenute da ciascuna parte) e può comportare l’utilizzo di vari mezzi – quali indagini, richieste di documenti giustificativi, testimonianze e relazioni investigative – che vengono poi sottoposti all’approvazione del tribunale durante la fase finale del procedimento.

Nei procedimenti civili, la giuria stabilisce se la richiesta sia fondata e determina anche la sanzione da infliggere al trasgressore. Per contenziosi particolarmente complessi, lunghi o onerosi, come i casi di insolvenza, è noto che i tribunali consentono ai creditori di ritenere responsabili i professionisti (ad esempio i revisori dei conti) che hanno fornito consulenza alla parte inadempiente, qualora sia dimostrabile che tali consulenti abbiano agito in modo improprio.

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Esecuzione di una decisione giudiziaria

Le sentenze nazionali negli Stati Uniti conferiscono ai creditori diritti aggiuntivi, quali il sequestro e la vendita dei beni del debitore o il pignoramento del suo conto bancario. Trattandosi di uno Stato federale, le decisioni emesse in uno degli Stati del Paese possono essere eseguite dal tribunale di un altro Stato, a condizione che il tribunale di esecuzione si ritenga competente a dare esecuzione a qualsiasi sentenza.

Per quanto riguarda le sentenze straniere, ogni Stato ha una propria legislazione. Tuttavia, esse devono essere prima riconosciute come sentenze nazionali. Se esiste un trattato di riconoscimento reciproco, il requisito è soddisfatto. In assenza di tale trattato, invece, il procedimento di exequatur mira a garantire l’esecuzione dinanzi al tribunale nazionale, previa verifica che la sentenza soddisfi determinati criteri previsti dalla legge dello Stato.

Procedimenti di insolvenza

PROCEDIMENTI EXTRAGIUDIZIARI

Le diverse legislazioni statali possono prevedere procedimenti extragiudiziali al fine di evitare qualsiasi procedimento giudiziario formale, come ad esempio la “Cessione a beneficio dei creditori” (Assignment for the benefit of creditors) nello Stato della California, in cui una società cede tutti i propri beni a una terza parte indipendente, che provvede alla loro liquidazione e alla loro distribuzione equa tra tutti i creditori.

PROCEDIMENTI DI RISTRUTTURAZIONE

Il Capitolo 11 del Codice fallimentare americano offre a un’entità in difficoltà l’opportunità di preservare la propria attività come impresa in funzionamento, attuando al contempo un’operazione di ristrutturazione finanziaria. Il debitore può cercare di rinegoziare il proprio debito riducendone l’importo o prorogandone i termini di rimborso. L’entità debitrice e il suo management continuano a gestire l’attività in qualità di debitore in possesso dei beni. Il Tribunale fallimentare supervisiona il procedimento.

LIQUIDAZIONE

Ai sensi del Capitolo 7 del Codice fallimentare americano, lo scopo di questi procedimenti è attuare una liquidazione ordinata dell’entità in difficoltà. Il processo, supervisionato dal tribunale, prevede che un curatore vendano i beni e distribuisca i proventi ai creditori in conformità con le priorità previste dal Codice fallimentare, oltre a perseguire le azioni legali disponibili. Il Curatore Federale nomina un curatore provvisorio indipendente per amministrare il caso. Il curatore provvisorio convoca un’assemblea dei creditori dopo la presentazione dell’istanza. È responsabile della liquidazione dei beni della massa fallimentare e della distribuzione dei proventi ai creditori. Il tribunale supervisiona il procedimento. La legislazione statale può inoltre prevedere meccanismi diversi per la liquidazione dei beni del debitore, come ad esempio l’amministrazione controllata.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026