Slovacchia

Europa

PIL pro capite ($)
$24468.0
Popolazione (nel 2021)
5,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A4
Contesto imprenditoriale
A2
Precedentemente:
A4
Precedentemente:
A2
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Sommario

Punti di forza

  • Membro dell'UE (2004), dell'eurozona (2009) e della NATO (2004)
  • Polo produttivo per l’industria automobilistica ed elettronica europea
  • Livello soddisfacente del debito pubblico
  • Sistema finanziario solido, dominato da gruppi stranieri (in particolare austriaci, belgi e italiani)

Punti di debolezza

  • Economia piccola e aperta, dipendente dagli investimenti e dai mercati europei
  • Elevata concentrazione dell’industria e delle esportazioni: settore automobilistico ed elettronica di consumo
  • Disparità nello sviluppo regionale: l’Europa orientale è in ritardo (infrastrutture e formazione)
  • Ricerca e sviluppo insufficienti, esportazioni basate su attività di assemblaggio (basso valore aggiunto)
  • Carenza di manodopera qualificata ed elevata disoccupazione di lunga durata
  • Corruzione in aumento e sistema giudiziario imperfetto

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Germania
21%
Repubblica Ceca
12%
Ungheria
8%
Polonia
8%
Austria
5%

Importazone di beni in % del totale

Germania 19 %
19%
Repubblica Ceca 18 %
18%
Polonia 9 %
9%
Austria 8 %
8%
Ungheria 7 %
7%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Sfide legate al commercio e all’inflazione, impulso dai fondi dell’UE

Nel 2025, la crescita economica della Slovacchia dovrebbe rallentare, principalmente a causa delle misure di risanamento fiscale e della ricostituzione del risparmio privato a seguito dell’anticipo della spesa delle famiglie in vista dell’aumento dell’IVA. Inoltre, la Slovacchia dovrebbe figurare tra i paesi della regione più duramente colpiti dalle attuali tensioni commerciali globali. L’introduzione da parte dell’amministrazione statunitense di dazi significativamente più elevati sul settore automobilistico – fissati al 25% – rappresenta una sfida particolare, data la forte dipendenza della Slovacchia dalle esportazioni automobilistiche. Si prevede che questo sviluppo determini una delle aliquote tariffarie effettive più elevate all’interno dell’Unione europea. Sebbene le esportazioni dirette verso gli Stati Uniti rappresentino solo circa il 3,5% del PIL, gli effetti indiretti – in particolare attraverso la riduzione della domanda proveniente dalla Germania – dovrebbero essere notevolmente più marcati, esercitando una pressione al ribasso sulla domanda estera. Su un piano più positivo, si prevede che gli investimenti pubblici riceveranno un notevole impulso dai finanziamenti dell’UE, stimati intorno al 2,8% del PIL. La fonte principale di questi afflussi sarà il Meccanismo per la ripresa e la resilienza. Ipotizzando che non si verifichi un’ulteriore escalation delle controversie commerciali, la crescita economica dovrebbe registrare una ripresa nel 2026. Tale ripresa sarà sostenuta dal picco di assorbimento dei fondi UE (circa il 3% del PIL) e da una ripresa della domanda estera, in particolare man mano che gli effetti dell’aumento della spesa fiscale in Germania cominceranno a farsi sentire.

Si prevede che l’inflazione in Slovacchia subisca un temporaneo aumento quest’anno, determinato principalmente dai recenti cambiamenti nella politica fiscale, tra cui gli adeguamenti delle aliquote IVA, che hanno fatto aumentare i costi di vari beni e servizi. Inoltre, i prezzi elevati nel settore dei servizi e nei beni a prezzo regolamentato, come le tariffe postali e le spese amministrative, stanno contribuendo alla pressione inflazionistica nel 2025. Guardando al 2026, l’inflazione dovrebbe attenuarsi con il venir meno di questi fattori temporanei, sostenuta da una crescita salariale più stabile e da una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime sul mercato globale. Il calo previsto riflette un ritorno a dinamiche dei prezzi più moderate, con la spesa dei consumatori che dovrebbe adeguarsi a seguito dell’anticipo degli acquisti registrato lo scorso anno in vista degli aumenti dei prezzi. Tuttavia, le prospettive di inflazione rimangono vulnerabili all’incertezza relativa all’allineamento dei prezzi dell’energia per le famiglie ai livelli di mercato, che potrebbe spingere l’inflazione al di sopra delle previsioni qualora tale misura dovesse effettivamente concretizzarsi.

Graduale risanamento di bilancio

Nel 2025 e nel 2026, la situazione di bilancio della Slovacchia dovrebbe migliorare gradualmente grazie alle misure governative volte a ridurre il disavanzo pubblico, che dovrebbe diminuire dal 5,9% del PIL nel 2024 a circa il 4,9% nel 2025 e al 3,9% nel 2026. Ciò porterà il disavanzo pubblico in linea con l’obiettivo del 3,0% fissato dalla Commissione europea entro il 2027 nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. Sul fronte delle entrate, un pacchetto di risanamento introdotto di recente prevede significativi aumenti delle imposte, quali l’innalzamento dell’IVA dal 20% al 23%, un aumento dell’imposta sul reddito delle società (IRPEG) dal 21% al 22% per le entità che registrano un reddito superiore a 5 milioni di euro e una tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,35% (con un tetto massimo di 30 euro per transazione). Si prevede che queste misure rafforzino le entrate di bilancio. Sul fronte della spesa, si prevede che i prezzi più bassi dell’energia ridurranno la necessità di misure di compensazione energetica, sostenendo ulteriormente il risanamento fiscale. Tuttavia, permangono delle sfide dovute a un differenziale sfavorevole tra tassi di interesse e crescita e a una crescita economica debole, che potrebbero limitare ulteriori aumenti delle entrate e potenzialmente frenare il ritmo di riduzione del disavanzo nel 2025.

La bilancia commerciale della Slovacchia dovrebbe affrontare delle difficoltà nel breve termine, con un deficit commerciale che, secondo le proiezioni, è destinato ad ampliarsi quest’anno a causa della minore domanda estera determinata dalle guerre commerciali in corso e dalla crescita economica stagnante nell’eurozona. Il costo delle importazioni crescerà moderatamente: da un lato, sarà frenato dalla debolezza dei consumi privati, ma, dall’altro, sarà compensato dalla natura ad alta intensità di importazioni dell’aumento degli acquisti di equipaggiamenti militari. In prospettiva, il previsto miglioramento della domanda estera nel 2026, sostenuto dagli stimoli fiscali in Germania, dovrebbe ridurre leggermente il disavanzo commerciale, offrendo un certo sollievo alla posizione commerciale esterna della Slovacchia.

Si amplia la frattura politica in Slovacchia

La scena politica slovacca è caratterizzata da una notevole volatilità e da una polarizzazione sempre più marcata, alimentata dalle azioni del governo di coalizione del primo ministro Robert Fico, formato dai suoi partiti Smer-SD (nazionalista di sinistra), Hlas-SD (populista socialdemocratico) e dal nazionalista Partito Nazionale Slovacco (SNS). Fico, tornato al potere nel 2023, ha perseguito una controversa politica estera filorussa, esemplificata dalla sua visita di alto profilo a Mosca e dalla sua aperta opposizione agli aiuti militari all’Ucraina. Il malcontento pubblico si è manifestato in proteste su larga scala all’inizio del 2025, con circa 60.000 persone scese in piazza nella sola capitale Bratislava per opporsi alla svolta verso est di Fico e a quello che i critici descrivono come un autoritarismo strisciante. L’agenda legislativa del governo, che comprende riforme dell’emittente pubblica RTVS volte ad aumentare il controllo statale e misure rivolte contro le ONG critiche nei confronti dell’amministrazione, ha suscitato aspre critiche da parte dell’UE e degli organismi di controllo internazionali. Fico è riuscito a ripristinare la maggioranza parlamentare della sua coalizione nel marzo 2025, dopo alcune defezioni avvenute alla fine del 2024 tra i deputati di Hlas e dell’SNS. A seguito di accordi con i parlamentari che avevano cambiato schieramento – due dei quali sono stati nominati alla guida del Ministero degli Investimenti e un terzo come Ministro del Turismo e dello Sport – Fico si è assicurato una stabile maggioranza di 79 seggi nel parlamento da 150 seggi. Questi accordi hanno comportato la sostituzione dei parlamentari ribelli con membri fedeli al governo, risolvendo così i conflitti interni e lo stallo legislativo. L’opposizione rimane frammentata, con partiti come PS, SaS e KDH che faticano a coalizzarsi attorno a una piattaforma unitaria, il che complica la loro capacità di trarre vantaggio dalle debolezze del governo.

In prospettiva, la traiettoria politica della Slovacchia rimane incerta. Se la coalizione di Fico dovesse sopravvivere, potrebbe rafforzare le proprie politiche nazionaliste e illiberali, mettendo ulteriormente a dura prova le relazioni con l’UE e rischiando sanzioni o un accesso ridotto ai fondi comunitari, fondamentali per la sua ripresa economica. Le proteste pubbliche in corso e i potenziali disordini sindacali, in particolare di fronte alla crescente pressione economica derivante dalle tensioni commerciali e dall’inflazione, potrebbero minare la legittimità del governo. Al contrario, se si tenessero elezioni anticipate, l’opposizione si troverebbe di fronte alla sfida di formare un governo stabile in un panorama politico profondamente diviso. «Progressive Slovakia», che sta riscuotendo un forte consenso tra gli elettori filoeuropei, potrebbe avere difficoltà a colmare il divario con i partiti più conservatori o centristi, il che potrebbe portare a un parlamento senza maggioranza o a un’altra coalizione instabile. Le correnti nazionaliste e populiste, amplificate dall’SNS e da gruppi di estrema destra minori come Republika, sono destinate a persistere, sfruttando le frustrazioni delle classi rurali e lavoratrici legate alle disuguaglianze economiche e ai cambiamenti culturali. La più ampia divisione sociale tra fazioni filoeuropee e nazionaliste continuerà a plasmare il dibattito pubblico, con questioni quali i finanziamenti dell’UE, la politica energetica e la posizione nel conflitto Russia-Ucraina che fungeranno da principali campi di battaglia. Dal punto di vista geopolitico, la posizione della Slovacchia all’interno dell’UE e della NATO rimarrà un punto nevralgico, con la retorica e le politiche di Fico che metteranno alla prova le alleanze occidentali del Paese.

Ultimo aggiornamento: giugno 2025