Crescita trainata dalla domanda interna e dagli investimenti pubblici nonostante le difficoltà esterne
Nel 2026 e nel 2027, l’economia portoghese dovrebbe continuare a registrare risultati migliori rispetto ai paesi della regione (0,8% nel 2026 e 1,2% nel 2027 nell’eurozona). I consumi privati rimarranno robusti, ma dovrebbero crescere a un ritmo più moderato. Nonostante il calo dell’inflazione dopo il picco del 2026 causato dall’impennata dei prezzi del petrolio, non si prevede una ripresa dei consumi delle famiglie nel 2027. Sebbene il mercato del lavoro rimanga solido, con un tasso di disoccupazione basso, intorno al 6%, la crescita dell’occupazione dovrebbe rallentare a causa della diminuzione dei flussi migratori dopo i picchi osservati nel 2023. Inoltre, gli effetti positivi delle misure di sostegno al reddito delle famiglie andranno gradualmente attenuandosi. L’incertezza geopolitica contribuirà a mantenere il tasso di risparmio ben al di sopra della sua media storica (12,5% del reddito disponibile lordo nel primo trimestre del 2026). Allo stesso tempo, gli investimenti pubblici subiranno un rallentamento con la conclusione del Piano per la ripresa e la resilienza (RRP) finanziato dall’UE, sebbene i pagamenti ai beneficiari finali continueranno a sostenere l’attività economica nel 2027. Ad agosto 2026, il Portogallo aveva ricevuto 17,2 miliardi di euro (il 79% dell’importo totale del Piano di ripresa e resilienza). Sebbene il Paese possa ancora ricevere una parte dei fondi rimanenti entro la fine dell’anno (quasi 5 miliardi di euro, pari al 3% del PIL), i persistenti ritardi nell’attuazione dei progetti limiteranno probabilmente l’importo effettivo ricevuto. Gli investimenti privati saranno sostenuti dalla continua riduzione dell’imposta sul reddito delle società, dal 20% nel 2025 al 19% nel 2026 e poi al 18% nel 2027. Tuttavia, questo fattore favorevole sarà in qualche modo limitato da condizioni di finanziamento più restrittive a seguito della decisione della BCE del giugno 2026 di aumentare il tasso sui depositi al 2,25%.
Il settore dei servizi (76% del PIL nel 2025) dovrebbe rimanere dinamico, in particolare nel turismo e nelle attività correlate (alberghi, ristoranti, commercio al dettaglio). Nonostante un contesto sfavorevole per il trasporto aereo nel 2026 a causa del conflitto in Medio Oriente, il turismo sembra beneficiare — proprio come la Spagna — della reputazione di «destinazione sicura». Il settore delle costruzioni (5% del PIL) continuerà a sostenere la crescita, in particolare nell’ingegneria civile, grazie ai fondi europei. Il mercato immobiliare residenziale mostra resilienza grazie al continuo miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie (con una diminuzione del rapporto tra mutui ipotecari in sofferenza e totale dei mutui delle famiglie allo 0,8% nel primo trimestre del 2026). Tuttavia, il settore continuerà a dover affrontare vincoli strutturali, in particolare l’aumento dei costi di produzione delle nuove abitazioni (+7% su base annua a giugno 2026) associato a una persistente carenza di manodopera, che sta frenando l’avvio di nuovi cantieri. L’industria (15% del PIL), in particolare il settore manifatturiero, continuerà a rappresentare un ostacolo per l’economia. La produzione industriale si attesta costantemente al 5% al di sotto del livello registrato a metà del 2022. Questi risultati, lungi dall’essere un’eccezione nell’eurozona, riflettono le difficoltà incontrate negli ultimi anni da settori chiave quali quello chimico, dell’abbigliamento, dell’arredamento e dell’industria automobilistica.
Trend di bilancio solido grazie a conti pubblici sostanzialmente in equilibrio
Nel 2026, il Portogallo potrebbe registrare un avanzo di bilancio per il quarto anno consecutivo, nonostante una politica fiscale incentrata sull’aumento della spesa pubblica (servizi pubblici, pensioni, salario minimo), sui tagli fiscali (sul reddito e sulle società) e sull’introduzione di misure di sostegno a seguito delle tempeste che hanno colpito il Paese all’inizio di quest’anno. Inoltre, il governo ha aumentato la spesa per la difesa del 25% (3,8 miliardi di euro, pari all’1,3% del PIL) ricorrendo a una clausola di deroga nazionale, che consente un aumento annuale della spesa per la difesa pari all’1,5% del PIL fino al 2028. Nel 2027, l’orientamento di bilancio dovrebbe rimanere moderato, poiché il mantenimento del pareggio di bilancio rappresenta una priorità assoluta dell’agenda politica. La forte crescita del PIL, unita a persistenti avanzi primari, consentirà al debito pubblico di mantenere la sua costante traiettoria discendente nel periodo 2026–2027, dopo aver superato il 130% del PIL al culmine della crisi nel 2011. Tuttavia, l’economia portoghese continua a dover affrontare diverse debolezze strutturali che graveranno inevitabilmente sulle finanze pubbliche nel medio termine: il rapido invecchiamento demografico, la bassa produttività e una crisi immobiliare che sta alimentando l’esodo dei giovani.
Dopo un deterioramento nel 2026, l’avanzo delle partite correnti dovrebbe registrare una leggera ripresa nel 2027 grazie alla diminuzione dei costi energetici. Le esportazioni verso i principali mercati dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili, con il rallentamento della domanda spagnola compensato dall’accelerazione dell’attività economica in Germania e dalla crescita costante in Francia. Il surplus nel settore dei servizi, trainato dai proventi del turismo, compenserà ampiamente il deficit strutturale nella bilancia delle merci. Le rimesse della diaspora portoghese continueranno a controbilanciare i rimpatri dei dividendi da parte degli investitori stranieri.
La frammentazione parlamentare, presagio di instabilità politica
Le elezioni parlamentari anticipate del maggio 2025, indette a seguito delle dimissioni del primo ministro Luís Montenegro a causa di accuse di conflitto di interessi, hanno portato ancora una volta alla formazione di un Parlamento frammentato, a solo un anno dalla caduta del governo socialista. Montenegro è stato infine riconfermato a capo dell’esecutivo e ora guida un governo di minoranza di centro-destra (l’Alleanza Democratica, una coalizione tra il PSD e il CDS-PP) che detiene 91 dei 230 seggi in Parlamento. Per la prima volta, il partito di estrema destra Chega è emerso come principale forza di opposizione, con 60 seggi, davanti al Partito Socialista (PS, 58 seggi). Il suo leader, André Ventura, è poi passato al secondo turno delle elezioni presidenziali del febbraio 2026, ma è stato nettamente sconfitto dal candidato socialista António José Seguro, eletto con quasi il 67% dei voti. L’ascesa di Chega in Parlamento ha portato a relazioni più pragmatiche tra la destra tradizionale e l’estrema destra, in particolare sulle questioni relative all’immigrazione. Tuttavia, negli ultimi due anni, la stabilità è dipesa dalla «responsabilità» dei socialisti, che hanno accettato di astenersi durante le votazioni sui bilanci del 2025 e del 2026, consentendone così l’approvazione. Questa cooperazione rimane tuttavia fragile e circostanziale. In questo contesto, non è chiaro se il bilancio 2027 verrà approvato. In caso di bocciatura, potrebbero essere indette elezioni anticipate a meno di due anni dall’inizio dell’attuale legislatura. Indipendentemente dall’esito di questi negoziati, l’attuale frammentazione parlamentare fa presagire un periodo di incertezza e di possibile instabilità politica.

Spagna
Germania
Francia
Stati Uniti d'America
Regno Unito
Paesi Bassi
Italia