Consumi privati e fondi europei, motori di una crescita solida nel 2026
Nel 2026, l’economia portoghese dovrebbe continuare a registrare risultati superiori alla media regionale (1,2% nell’eurozona). Nuove misure fiscali espansive, un’inflazione sostanzialmente stabile e l’aumento dell’occupazione sosterranno un consumo privato robusto. La popolazione occupata è cresciuta del 3,3% nell’ottobre 2025, il ritmo più sostenuto dall’inizio della ripresa post-pandemica, e il tasso di disoccupazione rimane basso (6%). Tuttavia, l’incertezza globale potrebbe pesare sui consumi, come evidenziato dal tasso di risparmio delle famiglie (12% del reddito lordo disponibile nel terzo trimestre del 2025), che è ben al di sopra della sua media storica. Si prevede che gli investimenti pubblici registrino una crescita significativa, trainati dall’attuazione accelerata del Piano per la ripresa e la resilienza (RRP) finanziato dall’Unione europea, vista l’imminente conclusione del programma. Al 1° dicembre 2025, il Portogallo aveva ricevuto 13,8 miliardi di euro (il 62% dell’importo totale del RRP). Sebbene il Paese possa, in teoria, ricevere più di 8 miliardi di euro (il 3% del PIL) nell’ultimo anno del programma, l’ammontare dei fondi sarà in realtà notevolmente inferiore a causa dei persistenti ritardi nella loro attuazione. Allo stesso tempo, si prevede una crescita degli investimenti privati, sostenuta dal miglioramento delle condizioni di finanziamento a seguito dei quattro tagli ai tassi di interesse di riferimento della BCE a partire da gennaio 2025 e da un’ulteriore riduzione dell’imposta sulle società (IRC).
Il settore dei servizi (77% del PIL nel 2024) dovrebbe rimanere dinamico, in particolare nel turismo e nelle attività correlate (alberghi, ristoranti, commercio al dettaglio). Tuttavia, il suo impatto sulla crescita sarà meno marcato rispetto a quanto osservato durante la fase di ripresa post-pandemica. Il settore delle costruzioni, nel frattempo, sta mostrando segni di ripresa, in particolare nell’ingegneria civile, grazie ai fondi europei. Il settore immobiliare residenziale rimane resiliente grazie al miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie (il tasso di crediti in sofferenza per il settore immobiliare residenziale è sceso all’1,1% nel secondo trimestre del 2025). Tuttavia, il settore continuerà a dover affrontare vincoli strutturali, in particolare l’aumento dei costi di produzione delle nuove abitazioni (+4,5% su base annua nell’ottobre 2025) legato a una persistente carenza di manodopera, che sta ostacolando l’avvio di nuovi cantieri. Infine, i rischi associati all’introduzione da parte degli Stati Uniti, nell’agosto 2025, di un dazio del 15% sulle importazioni dall’Unione europea sono particolarmente elevati per alcuni settori portoghesi — in particolare quelli della benzina, della gomma e del vino — che presentano una maggiore dipendenza dal mercato statunitense.
Nel 2026 l’inflazione continuerà a rallentare, avvicinandosi gradualmente all’obiettivo della BCE. Le pressioni rimangono alimentate dall’andamento salariale e dalla robusta domanda interna. Inoltre, il recente apprezzamento dell’euro e i prezzi più bassi dell’energia contribuiscono a mitigare l’inflazione importata.
Il proseguimento del risanamento di bilancio mantiene una solida traiettoria fiscale
Nel 2026, il governo di centro-destra perseguirà una politica fiscale espansiva, incentrata sull’aumento della spesa per i servizi pubblici e le pensioni, sull’aumento dei salari e sulla riduzione delle imposte. Tuttavia, questa politica rimarrà moderata, poiché il mantenimento di un bilancio in pareggio rimane una priorità fondamentale nell’agenda politica. Il bilancio 2026 prevede un nuovo avanzo, seppur modesto, segnando il quarto anno consecutivo di bilanci in pareggio. L’aliquota dell’imposta sul reddito sarà ridotta tra la seconda e la quinta fascia (su nove), mentre l’imposta sulle società scenderà dal 20% al 19% (dal 16% al 15% per le PMI sui primi 50.000 euro di reddito imponibile). Inoltre, le pensioni più basse saranno aumentate e il salario minimo passerà da 870 a 920 euro al mese (nell’arco di 14 mesi). Il governo prevede inoltre un aumento significativo della spesa per la difesa, reso possibile dall’attivazione di una clausola di deroga nazionale, che consente di aumentare tale spesa dell’1,5% del PIL all’anno nei prossimi quattro anni. Infine, la forte crescita del PIL, unita a un orientamento di bilancio complessivamente prudente, dovrebbe consentire al debito pubblico di proseguire il suo deciso percorso discendente nel 2026, dopo aver superato il 130% del PIL al culmine della crisi nel 2011. Tuttavia, l’economia portoghese continua a dover affrontare diverse debolezze strutturali che inevitabilmente graveranno sulle finanze pubbliche nel medio termine: il rapido invecchiamento demografico, la bassa produttività e una crisi immobiliare che sta alimentando l’esodo dei giovani.
La posizione esterna del Paese dovrebbe continuare a migliorare nel 2026, trainata da surplus sostenuti e elevati sia nel conto corrente che nel conto capitale. Il disavanzo strutturale nella bilancia delle merci — legato all’aumento delle importazioni di macchinari e beni strumentali in un contesto di investimenti sostenuti — sarà in gran parte compensato dal surplus nel settore dei servizi, alimentato dai proventi del turismo. Le rimesse della diaspora portoghese compenseranno i dividendi rimpatriati dagli investitori stranieri, mentre l’aumento dei trasferimenti di capitali dall’Europa rafforzerà l’avanzo del conto capitale.
La frammentazione parlamentare preannuncia instabilità politica
Le elezioni parlamentari anticipate del maggio 2025, indette a seguito delle dimissioni del primo ministro Luís Montenegro in seguito ad accuse di conflitto di interessi, hanno portato ancora una volta a un Parlamento frammentato, a un anno dalla caduta del governo socialista. Montenegro è stato infine riconfermato a capo dell’esecutivo e ora guida un governo di minoranza di centro-destra (l’Alleanza Democratica, una coalizione tra il PSD e il CDS-PP) che detiene 91 dei 230 seggi in Parlamento. Per la prima volta, il partito di estrema destra Chega è emerso come principale forza di opposizione, con 60 seggi, davanti al Partito Socialista (PS, 58 seggi). Questa ascesa di popolarità ha portato a relazioni più pragmatiche tra la destra tradizionale e Chega. Nel luglio 2025, il governo ha adottato un pacchetto legislativo anti-immigrazione volto a limitare i visti, inasprire il ricongiungimento familiare ed eliminare le procedure semplificate di regolarizzazione. Tuttavia, negli ultimi due anni, la stabilità è dipesa dalla «responsabilità» dei socialisti, che hanno accettato di astenersi dal voto sui bilanci del 2025 e del 2026, consentendone così l’adozione. Questa cooperazione rimane tuttavia fragile e circostanziale. L’attuale frammentazione del Parlamento fa presagire un periodo di incertezza e di possibile instabilità politica nei prossimi anni.

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