Crescita esposta alle incertezze del commercio globale
Nel 2025 la crescita ha registrato una ripresa grazie al venir meno dell’effetto della chiusura della miniera di Cobre Panama alla fine del 2023 e al dinamismo del settore dei trasporti nella prima metà dell’anno. I ricavi da pedaggio del Canale sono aumentati in seguito alla revoca delle restrizioni al transito imposte in risposta alle gravi siccità del 2023-2024, ma anche a causa delle aspettative relative ai dazi statunitensi.
Nel 2026, il traffico sul Canale potrebbe rallentare a causa di una flessione dell’economia statunitense e di livelli elevati delle scorte. Tuttavia, i servizi finanziari e commerciali a servizio della regione, sostenuti dalla posizione geografica strategica del Paese, rimarranno i pilastri della crescita. La crescita del credito rimarrà forte in un contesto di inflazione moderata. Il settore delle costruzioni trarrà vantaggio da grandi progetti infrastrutturali, in parte finanziati da partner stranieri, quali l’estensione della linea 3 della metropolitana (compreso un tunnel sotto il Canale), il risanamento delle strade rurali e la costruzione di un quarto ponte sul Canale. Inoltre, nel luglio 2025, l’Autorità del Canale di Panama ha annunciato un vasto piano decennale di investimenti del valore di 8,5 miliardi di dollari, dedicato alla costruzione di un gasdotto per gas di petrolio liquefatto (GPL) lungo 80 km, alla realizzazione di due nuovi terminal portuali e di un nuovo bacino idrico sul Río Indio. I lavori potrebbero iniziare nel 2027. Il finanziamento proverrà da risorse interne dell’ACP, da partenariati pubblico-privati e da prestiti multilaterali a condizioni agevolate. Tuttavia, una riapertura della miniera di Cobre Panama è improbabile. Alla fine del 2023, la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale il rinnovo della concessione stipulata con First Quantum Minerals (FQM) per la gestione della miniera, che contribuiva per circa il 5% al PIL e per il 75% alle esportazioni di merci del Paese. Nel maggio 2025, le autorità hanno approvato un piano che autorizza il mantenimento dello status quo della miniera, finanziato dall’esportazione di oltre 120.000 tonnellate di concentrato di rame immagazzinato (300 milioni di dollari, pari allo 0,3% del PIL). L’iniziativa ha fatto seguito all’annuncio da parte di FQM della sospensione del procedimento arbitrale contro Panama, aprendo la strada ai negoziati. Tuttavia, la mancanza di consenso politico e l’opposizione popolare rischiano di impedirne la riapertura. Il presidente Mulino cercherà di sedare nuove proteste, come quelle di massa del 2023, o scioperi come quello del 2025 indetto da operai edili, insegnanti e lavoratori del settore bananiero. Lo sciopero ha paralizzato il 90% dell’attività edilizia, sospeso l’istruzione pubblica e portato alla chiusura dell’azienda statunitense produttrice di banane Chiquita Brands. Le rivendicazioni si sono concentrate principalmente sulla riforma del sistema pensionistico, nonché sull’accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza con gli Stati Uniti e sulla possibile riapertura della miniera.
I consumi pubblici rimarranno limitati dalle continue misure di risanamento fiscale. Per contro, i consumi privati (che dovrebbero crescere del 4% nel 2026) dovrebbero essere stimolati dal ritorno della Federal Reserve statunitense (Fed) all’allentamento monetario, dato che l’economia panamense è dollarizzata. L’inflazione aumenterà leggermente, ma rimarrà strutturalmente moderata.
Rafforzamento del consolidamento fiscale
Nel 2025, il disavanzo di bilancio si è ridotto in modo significativo, dopo essersi ampliato bruscamente nel 2024 a causa di fattori eccezionali: il pagamento degli arretrati (0,8% del PIL), le spese eccessive legate alle elezioni, il calo delle entrate del Canale dovuto alla siccità (0,3% del PIL) e la perdita di entrate minerarie a seguito della chiusura della miniera di Cobre.
Nel 2026, il servizio del debito richiederà 2,1 miliardi di dollari in più rispetto al 2025, mentre il pagamento degli interessi richiederà 469 milioni di dollari in più, per un totale rispettivamente di oltre 8 miliardi e 3,7 miliardi di dollari. Il fabbisogno lordo di finanziamento ammonterà quindi al 9% del PIL. Nonostante questa crescente pressione, il disavanzo dovrebbe ridursi leggermente grazie al proseguimento del risanamento fiscale. Il governo punta su una migliore riscossione delle imposte attraverso meccanismi di controllo più rigorosi, piuttosto che sull’introduzione di nuove imposte e aumenti delle aliquote. Potrà inoltre beneficiare delle entrate generate dal Canale sotto forma di canoni e dividendi (pari al 17% delle entrate, ovvero al 3% del PIL). Si prevede che le entrate crescano del 14%, nonostante un calo previsto del 7% dei pedaggi. Il governo manterrà un controllo rigoroso sulla spesa operativa. Tuttavia, gli aumenti automatici degli stipendi dei dipendenti pubblici e dei contributi pensionistici limiteranno la flessibilità. Inoltre, il piano di risanamento fiscale potrebbe essere ostacolato da sfide politiche – dato che il partito al governo Realizando Metas (RM) detiene solo 15 seggi (su 71) in un’Assemblea Nazionale frammentata – e dalla pressione popolare. La riforma pensionistica varata nel 2025, volta ad assorbire l’enorme deficit del sistema sostituendo il modello di solidarietà intergenerazionale con un regime a prestazioni definite che includeva un sistema di conti individuali per i nuovi contribuenti, ha scatenato uno sciopero nazionale. La riforma, che dovrebbe aumentare il gettito pubblico di un punto percentuale del PIL aumentando i contributi a carico dei datori di lavoro dal 4,25% al 7,25%, è stata denunciata dai sindacati come una privatizzazione del sistema sociale. Il governo sarà in grado di finanziare il proprio disavanzo di bilancio sui mercati dei capitali. Panama gode di condizioni favorevoli per l’accesso ai mercati internazionali, grazie anche alla dollarizzazione della propria economia. A meno che il suo rating sovrano non venga nuovamente declassato dalle agenzie, tali condizioni dovrebbero migliorare nel 2026 grazie all’allentamento monetario negli Stati Uniti. Il debito pubblico, di cui l’85% è estero e il 72% è detenuto da creditori commerciali stranieri, dovrebbe stabilizzarsi.
Nel 2026, la bilancia delle partite correnti potrebbe subire un ulteriore deterioramento. Una contrazione del commercio mondiale potrebbe incidere negativamente sui ricavi derivanti dal traffico di transito attraverso il Canale e dalle relative riesportazioni. Anche il commercio dei servizi logistici potrebbe risentire delle tensioni commerciali globali. Tuttavia, la bilancia dei servizi beneficia di un avanzo strutturale (pari al 15,5% del PIL nel 2026), trainato principalmente dai trasporti e dal turismo. Il disavanzo commerciale strutturale è destinato ad aggravarsi (-10% del PIL), soprattutto in quanto la domanda di beni strumentali importati aumenterà a causa di grandi progetti infrastrutturali. Il disavanzo dei redditi primari continuerà ad essere alimentato dal rimpatrio di dividendi e interessi da parte degli investitori stranieri. Panama continuerà ad attrarre ingenti afflussi di investimenti diretti esteri (IDE), che finanzieranno in larga misura il suo disavanzo delle partite correnti, in particolare nel contesto dell’ampio piano di investimenti dell’Autorità del Canale di Panama. La sua posizione di polo logistico e finanziario, insieme alle sue zone di libero scambio, favorisce tale fenomeno.
Panama al centro delle tensioni sino-americane
José Raúl Mulino, candidato del partito di centro-destra RM, ha vinto le elezioni presidenziali a turno unico nel maggio 2024 con il 34% dei voti, battendo il suo principale rivale con un vantaggio di dieci punti. Tuttavia, non detiene la maggioranza nell’Assemblea Nazionale, che è fortemente frammentata e caratterizzata dall’ascesa di forze indipendenti e anti-establishment. Nel 2026, Mulino dovrà continuare a lottare contro gli altri partiti, oltre che contro un’opinione pubblica turbolenta. In particolare, dovrà soddisfare le richieste degli Stati Uniti pur preservando la sovranità di Panama, al fine di evitare di alimentare il malcontento popolare. Nel 2025 sono scoppiate proteste in seguito alla firma di un accordo di sicurezza con Washington ed è stato presentato un ricorso per incostituzionalità alla Corte Suprema. L’accordo, valido e rinnovabile per tre anni, autorizza lo schieramento di truppe statunitensi intorno al Canale e garantisce l’accesso a tre strutture strategiche. L’accordo riflette la crescente influenza degli Stati Uniti, caratterizzata da una maggiore pressione sulla sovranità nell’area del Canale, dalla presenza di aziende cinesi nell’economia panamense e dal controllo dell’immigrazione. L’accordo sull’espulsione dei migranti privi di documenti dagli Stati Uniti conferisce a questi ultimi maggiori poteri. Le autorità statunitensi si riservano il diritto di espellere a Panama tutti i migranti provenienti da paesi del Sudamerica o da altri continenti, in quanto si ritiene che abbiano attraversato il Darién Gap, situato al confine con la Colombia.
Panama si trova inoltre al centro delle tensioni sino-americane. Il Paese si sta avvicinando alla Casa Bianca, come dimostrano la sua decisione di non rinnovare l’adesione all’iniziativa cinese «Belt and Road» e l’annuncio degli Stati Uniti di sostituire le apparecchiature di telecomunicazione cinesi in tredici siti panamensi. Ciononostante, Panama non intende irritare Pechino. Il principale punto di attrito risiede nei negoziati sulla vendita delle attività portuali del conglomerato di Hong Kong CK Hutchinson a un consorzio guidato dal gestore patrimoniale statunitense BlackRock per 22,8 miliardi di dollari. L’accordo riguarda una rete di 43 porti in tutto il mondo, compresi i terminal di Balboa e Cristóbal alle due estremità del Canale, gestiti dalla sua controllata Panama Ports Company. I colloqui sono stati ritardati a causa delle pressioni esercitate da Pechino e il periodo di esclusività concesso a BlackRock è scaduto. Alla fine di luglio 2025, CK Hutchinson ha annunciato l’intenzione di far entrare nel consorzio un investitore strategico cinese al fine di preservare l’influenza del Paese. Allo stesso tempo, sotto la pressione di Washington, la Corte Suprema panamense sta esaminando la costituzionalità del rinnovo della concessione con il conglomerato di Hong Kong, che potrebbe essere annullato o rivisto. Nel luglio 2025, Mulino ha anche sollevato la possibilità di un partenariato pubblico-privato per la gestione dei terminal portuali.

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