Moldavia (Repubblica di)

Europa

PIL pro capite ($)
$6,641.6
Popolazione (nel 2021)
2,5 milioni

Valutazione

Rischio Paese
C
Contesto imprenditoriale
B
Precedentemente:
C
Precedentemente:
B
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Sommario

Punti di forza

  • Produzione agricola (vino, frutta, ortaggi, girasole, grano)
  • Settore promettente delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) (oltre l’8% del PIL; l’80% della produzione delle aziende IT moldave è destinato all’esportazione)
  • Accordi di associazione e di libero scambio con l’UE (dal 2014, estesi alla Transnistria nel 2016) e libero scambio con l’EFTA (2023)
  • Status di candidato all’UE dal 2022, negoziati di adesione avviati a partire da giugno 2024
  • Sostegno finanziario internazionale legato all’introduzione di riforme
  • Costi del lavoro relativamente bassi
  • Regime di cambio fluttuante controllato

Punti di debolezza

  • Il paese più povero d’Europa, caratterizzato da un elevato fenomeno di emigrazione; un totale di 1 milione di emigranti su una popolazione di 3,4 milioni di abitanti
  • Dipendenza dal settore agricolo (27% dell’occupazione e 7,1% del PIL nel 2024) e dall’industria alimentare (25% dell’industria), vulnerabilità agli eventi meteorologici
  • Dipendenza dalle rimesse degli espatriati (10,5% del PIL nel 2024)
  • Ampio settore informale, bassa produttività, basso tasso di partecipazione alla forza lavoro (45% nel 2023, 41% per le donne), carenza di manodopera dovuta al disallineamento delle competenze e all’emigrazione
  • Scarsa capacità manifatturiera con conseguente elevata dipendenza dalle importazioni
  • Basso livello di credito (24% del PIL nel 2024)
  • Corruzione, governance debole, sistema oligarchico e clientelismo
  • Sentimenti secessionisti in Transnistria e Gagauzia, e tensioni tra i sostenitori di legami più stretti con l’Unione Europea e quelli con la Russia

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Romania
32%
Europa
20%
Ucraina
9%
Repubblica Ceca
6%
Turchia
6%

Importazone di beni in % del totale

Europa 23 %
23%
Romania 17 %
17%
Cina 14 %
14%
Ucraina 12 %
12%
Turchia 7 %
7%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Ripresa della crescita economica dopo anni di shock esterni

L’economia della Moldavia sta gradualmente riprendendo slancio dopo diversi anni di shock consecutivi causati dalla guerra in Ucraina, dalle interruzioni nell’approvvigionamento energetico e dalla siccità. Dopo una crescita prossima allo zero nel 2024, l’attività dovrebbe rafforzarsi nel periodo 2025-2026, sostenuta dalla ripresa della domanda interna, dalla produzione agricola (in ripresa dopo i cali causati dalle condizioni meteorologiche) e dal continuo sostegno dell’UE. I servizi ICT e altri settori dei servizi (in particolare il trasporto su strada) rimarranno i motori principali, beneficiando di una forte domanda estera, mentre la produzione industriale dovrebbe recuperare gradualmente grazie al miglioramento della logistica delle esportazioni e della fiducia degli investitori. Lo Strumento per le riforme e la crescita dell’UE stimolerà gli investimenti pubblici, mentre la continua crescita dei salari reali, la ripresa del mercato del lavoro, gli aumenti dei salari pubblici e di quelli minimi e le ingenti rimesse dall’UE sosterranno i consumi delle famiglie. L’inflazione, che nel 2022 aveva raggiunto un picco superiore al 28%, è scesa drasticamente e, secondo le proiezioni, dovrebbe tornare vicina all’obiettivo del 5% fissato dalla Banca nazionale della Moldavia (NBM) entro il 2026, a seguito di uno shock nell’approvvigionamento energetico all’inizio del 2025 dovuto all’interruzione del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, che ha aggravato le pressioni inflazionistiche. Un ulteriore calo dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia regolamentata dovrebbe contribuire a sostenere la tendenza al ribasso.

Conti pubblici relativamente resilienti a fronte di un’elevata dipendenza dall’estero

Le condizioni di bilancio rimangono difficili. Sebbene il disavanzo si sia ridotto al 3,9% nel 2024, è destinato ad aumentare nel 2026 a causa dell’aumento degli stipendi nel settore pubblico, delle misure di sostegno energetico e delle esigenze di investimento associate allo Strumento per le Riforme e la Crescita sostenuto dall’UE. Le prospettive di bilancio della Moldavia dipendono in larga misura dal proseguimento del sostegno da parte del FMI, dell’UE e della Banca mondiale, che attualmente copre gran parte del fabbisogno finanziario del Paese. I programmi Extended Credit Facility ed Extended Fund Facility del FMI (per un totale di 790 milioni di dollari nel periodo 2021-2025, integrati da uno strumento di resilienza e sostenibilità (Resilience and Sustainability Facility) da 173 milioni di dollari) sono stati fondamentali per colmare il fabbisogno di finanziamento nonostante la volatilità dei mercati. Il debito pubblico rimane moderato, ma è destinato ad aumentare gradualmente in assenza di un consolidamento sostenuto. Il debito, di cui il 59% è estero, è prevalentemente a lungo termine e a condizioni agevolate: oltre l’80% del debito pubblico estero è contratto con istituzioni internazionali, il che consente di mantenere gestibili i costi del servizio del debito. A causa del deficit persistente, il debito è in aumento. La Moldavia presenta un rischio moderato di sovraindebitamento, dato il profilo favorevole del debito (esterno) e la prevista ripresa della crescita.

La Moldavia deve affrontare importanti vulnerabilità esterne. La guerra in corso in Ucraina sta pesando sulla fiducia degli investitori. Inoltre, il disavanzo delle partite correnti (CA) rimane strutturalmente elevato a causa della base di esportazione ristretta e dell’elevata dipendenza dalle importazioni, in particolare per quanto riguarda l’energia e i beni strumentali. Si è ampliato al 16% del PIL nel 2024 e dovrebbe aumentare ulteriormente nel periodo 2025-2026. Le esportazioni nazionali dovrebbero registrare una notevole ripresa di pari passo con la produzione agricola, ma tale andamento sarà contrastato dall’aumento delle importazioni di beni di investimento e dal calo delle riesportazioni di carburante e merci verso l’Ucraina, iniziato alla fine del 2024 a causa di problemi logistici. Ciononostante, le esportazioni nette dovrebbero rappresentare un freno meno incisivo. Il disavanzo commerciale, strutturalmente molto elevato (oltre il 30% del PIL), continua a essere il principale fattore all’origine dello squilibrio della bilancia corrente. Detto questo, le esportazioni di servizi, in particolare i servizi informatici, e gli afflussi di rimesse (circa il 10% del PIL) forniscono una compensazione fondamentale. Il leu opera in regime di fluttuazione controllata ed è rimasto sostanzialmente stabile, con interventi limitati da parte della Banca Nazionale della Moldavia (NBM). Persiste la vulnerabilità a nuovi shock energetici, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento elettrico della Transnistria, sebbene la Moldavia abbia compiuto notevoli progressi nella diversificazione delle importazioni di gas ed energia elettrica attraverso la Romania e la rete dell’UE.

Settore finanziario stabile, ma con scarsa attività finanziaria

Il settore finanziario della Moldavia è relativamente solido e ha rappresentato un fattore di stabilità. Le banche sono ben capitalizzate – il coefficiente di adeguatezza patrimoniale era pari al 26% nel 2025 –, redditizie e liquide grazie a normative più rigorose, alla cancellazione dei crediti inesigibili e a pratiche di concessione del credito prudenti. Le banche investono in gran parte in titoli di Stato e strumenti di alta qualità. Nonostante questa resilienza, i prestiti al settore privato si stanno riprendendo solo gradualmente da una fase di contrazione. Il rapporto complessivo tra prestiti e PIL rimane molto basso (24% nel 2024), a indicare che molte imprese e molti consumatori non hanno accesso al credito bancario. Ciò è in parte dovuto a fattori strutturali – le piccole imprese preferiscono ricorrere a finanziamenti informali e le banche hanno una presenza limitata nelle aree rurali – e in parte all’avversione al rischio delle banche. Inoltre, il settore finanziario non bancario è sottosviluppato. Il settore assicurativo è fragile e l’attività dei mercati dei capitali è debole, con conseguente scarsa diversificazione delle fonti di finanziamento.

Panorama politico fortemente polarizzato

Sul piano politico, il profilo di rischio della Moldavia è determinato dalle tensioni geopolitiche regionali (la guerra della Russia contro l’Ucraina), dalla polarizzazione e dalla fragilità istituzionale. Il Partito Azione e Solidarietà (PAS) filoeuropeo della presidente Maia Sandu controlla sia la presidenza che, dopo le elezioni del 2025, una maggioranza assoluta in parlamento (circa il 50% dei voti e 55 seggi su 101), il che gli consentirà di attuare un ambizioso programma di riforme e di adesione all’UE. Allo stesso tempo, lo scenario politico rimane fortemente polarizzato: un’opposizione filorussa, frammentata ma rumorosa, radicata nell’ambiente socialista e in alleanze populiste più recenti, continua a contestare la politica del governo, specialmente nelle regioni più povere e conservatrici e nella regione autonoma della Gaugazia, dove le forze filorusse hanno ottenuto oltre l’80% dei voti rispetto a solo circa il 3% del PAS. Tra le recenti consultazioni elettorali figura un referendum a sostegno del percorso europeo, approvato con una maggioranza risicata del 50,4%, dopo aver ricevuto un forte sostegno dagli elettori urbani e dalla diaspora, ma respinto in Gaugazia e in alcune zone del nord, il che sottolinea la portata della divisione sociale. Il principale rischio esterno è rappresentato dalla Russia. Nella regione separatista della Transnistria, circa 1.000-1.500 soldati russi e forze di sicurezza locali forniscono a Mosca una leva permanente contro Chișinău, anche se al momento un’escalation militare su vasta scala appare improbabile. Il rischio risiede in una destabilizzazione cronica, come campagne di disinformazione, finanziamento di attori filo-russi e tentativi di screditare le elezioni.

Ultimo aggiornamento: novembre 2025