Maldive

Asia

PIL pro capite ($)
$16541.0
Popolazione (nel 2021)
0,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
D
Contesto imprenditoriale
C
Precedentemente:
D
Precedentemente:
C
This content has been automatically translated. It may not be as accurate as the original.

suggestions

Sommario

Punti di forza

  • Destinazione turistica di alto livello
  • Pesca: esportazioni di tonno, gamberi, ecc.
  • Ambiziosa transizione energetica: obiettivo Net Zero 2030, progetti nel settore solare e dello stoccaggio (ASPIRE e ARISE)
  • Posizione strategica nell’Oceano Indiano
  • Buoni rapporti con le due potenze regionali, Cina e India
  • Grandi infrastrutture come il Ponte dell’Amicizia Cina-Maldive che collega Malé (la capitale) all’aeroporto

Punti di debolezza

  • Forte dipendenza dal turismo (quasi il 30% del PIL, il 60% se si includono i settori correlati)
  • Base produttiva debole: dipendenza dalle importazioni per oltre il 90% del fabbisogno alimentare, nonché per i materiali da costruzione e il carburante
  • Finanze pubbliche precarie e riserve valutarie esigue, rischio elevato
  • Isolamento geografico
  • Elevatissima esposizione al rischio climatico (innalzamento del livello del mare)
  • Corruzione diffusa (38° posto su 100 nella classifica di Transparency International)

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Thailandia
36%
Regno Unito
21%
Europa
17%
India
4%
Vietnam (Repubblica Socialista del Vietnam)
4%

Importazone di beni in % del totale

Emirati Arabi Uniti 20 %
20%
India 14 %
14%
Cina 13 %
13%
Singapore 10 %
10%
Oman 8 %
8%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Dipendenza dal turismo e pressioni inflazionistiche

Dopo il rallentamento registrato nel 2024, si prevede che la crescita registri una leggera ripresa nel 2025, trainata dai robusti flussi turistici provenienti dalla Cina (15,7% dei turisti nel 2025) e dalla Russia (11,9%), nonché da una marcata ripresa dei visitatori indiani a seguito del forte calo registrato nel 2024 a causa delle tensioni diplomatiche. Il governo punterà sulla piena entrata in funzione del nuovo terminal dell’Aeroporto Internazionale di Velana nell’ottobre 2025 per sostenere tale aumento. La capacità aeroportuale passerà da 1,5 a 7,5 milioni di passeggeri all’anno e il governo offrirà incentivi fondiari per stimolare lo sviluppo di nuovi complessi turistici. Tuttavia, nonostante l’aumento degli arrivi turistici (+9,4% su base annua nei primi otto mesi del 2025), la durata media del soggiorno è scesa a 6,8 giorni nella prima metà del 2025 dai 7,6 giorni dell’anno precedente, frenando la crescita dei pernottamenti e dei ricavi. Questa tendenza sta pesando sull’occupazione, in un momento in cui i maldiviani rappresentano già solo il 40% dei lavoratori del settore.

La crescita dovrebbe proseguire nel 2026. L’economia trarrà pieno vantaggio dall’aumento della capacità aeroportuale e alberghiera, nonché dalla continua ripresa degli arrivi turistici dall’India. La ripresa del turismo sta avendo un impatto positivo sui trasporti e sul commercio, a vantaggio sia dei turisti che dei consumatori locali. A differenza dei servizi (¾ del PIL nel 2024), l’attività nel settore edile (4,3%) sta perdendo slancio poiché le autorità stanno moderando la spesa per le infrastrutture a causa di una situazione di bilancio precaria. Ciononostante, il governo sta accelerando il completamento dei progetti nella Grande Malé, in particolare l’iniziativa Ras Malé Eco-City, che prevede la costruzione di 65.000 abitazioni. Tuttavia, l’attuazione di questi progetti pone alcune sfide, in particolare i costi legati alle misure ambientali, le interruzioni della catena di approvvigionamento e i limiti della supervisione tecnica. Inoltre, il degrado ambientale ha danneggiato l’ecosistema marino, riducendo così gli stock ittici e aumentando la volatilità nel settore della pesca, che rappresenta il 2,4% del PIL. L’attività di pesca ha subito una contrazione del 25,5% nel 2024. La situazione solleva preoccupazioni di natura distributiva, poiché le popolazioni degli atolli dipendono in larga misura da questa attività informale per il proprio reddito.

L’inflazione rimane elevata ed è alimentata dalla graduale riduzione dei controlli sui prezzi di elettricità, acqua e carburante, nonché dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari (compresi quelli del pesce locale) e dei servizi. Le pressioni inflazionistiche sono alimentate anche dalla forte domanda di beni di prima necessità (in gran parte importati), che continua a superare l’offerta disponibile. Ciò ha un impatto significativo sulle famiglie più povere, che spendono più di un terzo del proprio budget in generi alimentari, nonché sulle popolazioni degli atolli, la cui dipendenza dalle forniture esterne è maggiore. Sebbene l’inflazione possa attenuarsi leggermente nel 2026 grazie all’attenuarsi degli effetti dei tagli alle sovvenzioni e alla diminuzione dei costi di importazione, rimarrà comunque elevata. L’introduzione della politica di armonizzazione salariale nel settore pubblico potrebbe esercitare un’ulteriore pressione stimolando i consumi, in particolare a Malé. La politica monetaria è vincolata dalla parità fissa (+ o -20%) tra il rufiyaa e il dollaro statunitense, che garantisce un certo grado di stabilità ma limita fortemente la capacità dell’Autorità Monetaria delle Maldive (MMA) di perseguire una politica indipendente. In questo contesto, la regolazione della liquidità e del credito interno si basa principalmente sui requisiti di riserva e sulle operazioni di mercato aperto.

Disavanzi ingenti e debito elevato

Il disavanzo di bilancio si è ridotto nel 2025, ma rimane comunque molto ampio. La spesa per le infrastrutture è stata contenuta e la spesa corrente è diminuita leggermente (-1,6%). Soprattutto, le entrate sono aumentate grazie alla ripresa del turismo e alla revisione delle imposte settoriali introdotta nel 2024. Gli adeguamenti hanno riguardato l’imposta sui beni e servizi turistici (TGST), l’imposta ambientale applicata ai soggiorni nei complessi alberghieri e le tasse sul trasporto aereo (tassa di partenza e tassa di sviluppo aeroportuale). Tuttavia, ciò non ha impedito l’aumento dei ritardi nei pagamenti a fornitori e imprese pubbliche; ad esempio, la compagnia elettrica nazionale è ancora in attesa del pagamento di 661 milioni di MVR (quasi 42,9 milioni di USD), il che ha provocato interruzioni di corrente a Malé. La situazione sta indebolendo le imprese e pesando sull’attività economica. In assenza di importanti riforme fiscali, la cui introduzione era prevista per il 2024, il disavanzo potrebbe ampliarsi nuovamente nel 2026, soprattutto in vista di un aumento della spesa per le infrastrutture. Gli interessi passivi e i salari, insieme alla spesa per le infrastrutture, contribuiscono in modo significativo al disavanzo. Inoltre, i pesanti rimborsi del debito rappresentano una sfida importante, in particolare un’emissione di sukuk da 500 milioni di dollari in scadenza nell’aprile 2026. Il debito è prevalentemente interno (57% del totale), il che espone le banche locali al rischio sovrano. Il debito estero è ripartito tra prestiti bilaterali (principalmente da India, Cina e Arabia Saudita sotto forma di crediti all’importazione legati a progetti infrastrutturali), debito obbligazionario – comprese le emissioni di sukuk sui mercati internazionali – e finanziamenti multilaterali (ADB). Esiste un rischio di insolvenza, ma il coinvolgimento dei creditori dovrebbe contribuire a evitarlo.

Le Maldive registrano inoltre un ampio disavanzo delle partite correnti, che riflette la loro forte dipendenza dalle importazioni di beni e attrezzature essenziali per il consumo e per i progetti infrastrutturali. Sebbene il disavanzo commerciale sia il principale fattore che contribuisce allo squilibrio, nel 2025 si è leggermente ridotto grazie alla crescita delle esportazioni di pesce e alla diminuzione dei costi di importazione. Allo stesso tempo, i proventi del turismo continuano a sostenere la bilancia dei servizi, anche se questa è gravata dai pagamenti relativi al trasporto merci e ai servizi finanziari. Gli interessi sul debito estero mantengono in deficit il conto dei redditi primari, mentre le rimesse dei lavoratori all’estero (9% del PIL nel 2024) generano un deficit del conto dei redditi secondari. Nel complesso, il disavanzo delle partite correnti dovrebbe ridursi nel 2025 e nel 2026, pur rimanendo elevato. Esso è finanziato principalmente dagli investimenti diretti esteri (11% del PIL nel 2025), destinati soprattutto al turismo e alle infrastrutture.

Il servizio del debito estero e, in misura minore, il finanziamento del disavanzo delle partite correnti gravano sulle riserve valutarie. Dopo aver toccato un minimo storico a settembre 2024 (371,2 milioni di USD, pari a 0,8 mesi di importazioni), le riserve sono risalite a 774,5 milioni di USD a luglio 2025 (1,8 mesi di importazioni). Il miglioramento è il risultato di diverse misure: un accordo di swap da 400 milioni di USD con la Reserve Bank of India (rimborsato nell’ottobre 2025), l’entrata in vigore nel gennaio 2025 del Foreign Currency Act che impone alle aziende che generano ricavi in valuta estera – in particolare nel settore turistico – a convertire parte dei propri proventi in rufiyaa e a depositarli nel sistema bancario locale, nonché la riduzione dei requisiti di riserva sui depositi in valuta estera dal 7,5% al 5% nel luglio 2025 per sostenere la liquidità in dollari. Questi adeguamenti hanno stabilizzato il mercato ufficiale dei cambi, ma hanno accresciuto le tensioni nel mercato parallelo, ampliando il divario tra i due a causa dei controlli imposti. Nonostante la ripresa delle riserve utilizzabili, al netto delle importazioni essenziali e dei costi di servizio del debito, queste rimangono comunque al di sotto di un mese e perpetuano la situazione di elevata vulnerabilità esterna. Tuttavia, il boom del turismo e il sostegno finanziario da parte dei partner bilaterali e multilaterali dovrebbero consentire di onorare il servizio del debito estero.

Le ambizioni della Cina e il riavvicinamento pragmatico con l’India

Eletto presidente nel 2023, Mohamed Muizzu gode di una forte posizione politica grazie alla larga maggioranza ottenuta dalla coalizione formata attorno al Congresso Nazionale Popolare (PNC) nelle elezioni generali del 2024 (75 seggi su 93). Questo predominio schiacciante gli conferisce il margine di manovra necessario per attuare i suoi progetti infrastrutturali e di sviluppo. Tuttavia, permangono tensioni all’interno della coalizione tra il PNC e il Partito Progressista delle Maldive (PPM) a causa di lotte intestine tra fazioni. Si prevede che la stabilità politica continui nel 2026 nonostante le sfide economiche e le tensioni sociali legate alle riforme di bilancio e alle restrizioni sui media. Il modello di ridistribuzione delle Maldive, basato sui proventi del turismo e su una generosa spesa pubblica, ha portato a una significativa riduzione della povertà (8,7% nel 2024 rispetto all’11,2% del 2019), ma il modello è sempre più vulnerabile ai tagli di bilancio. L’opposizione è debole e divisa: nonostante gli sforzi di Mohamed Nasheed, ex presidente e figura di spicco della democratizzazione, per riconquistare un ruolo centrale, il Partito Democratico delle Maldive (MDP) fatica a superare le divisioni interne e a riconquistare la fiducia degli elettori.

Dopo aver chiesto il ritiro delle truppe indiane nel maggio 2024, Muizzu ha rafforzato i legami con la Cina e ha firmato 20 accordi strategici nel gennaio 2024 nei settori della tecnologia digitale, del turismo e dei progetti legati all’iniziativa «Belt and Road». L’accordo di libero scambio sino-maldiviano, entrato pienamente in vigore nel gennaio 2025, ha abolito i dazi doganali sulla maggior parte dei prodotti industriali e ittici, favorendo così il commercio e gli investimenti cinesi. La Cina è il principale creditore bilaterale, il che accresce la dipendenza finanziaria delle Maldive. Di fronte alle tensioni finanziarie e diplomatiche, a metà del 2024 Muizzu si è avvicinato all’India e ha effettuato una serie di visite ufficiali nel giugno e nell’ottobre del 2025. Il disgelo diplomatico ha portato a un sostegno di bilancio da parte dell’India. Allo stesso tempo, il Paese sta diversificando i propri partenariati: accordi commerciali e digitali con la Malesia nel 2025, maggiore cooperazione con gli Stati del Golfo per attrarre finanziamenti e sviluppare le energie rinnovabili. Infine, la diplomazia climatica rimane una priorità, con la presentazione nel febbraio 2025 di un nuovo contributo nazionale all’ONU, che ribadisce l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2030.

Ultimo aggiornamento: novembre 2025