Crescita solida e costante nel 2025
Nel 2025, la crescita dovrebbe rimanere forte, ben al di sopra della media dell’eurozona. Tale crescita è sostenuta in gran parte dal continuo assorbimento dei fondi UE (10,2 miliardi di euro per il periodo 2021–2027, pari a circa il 15% del PIL, con il 45% già stanziato e meno del 10% erogato alla fine del 2024). Il settore industriale, prevalentemente orientato all’esportazione (macchinari, apparecchiature elettriche ed elettroniche, prodotti chimici), che rappresenta il 46% del PIL, si è adattato alla perdita del mercato russo e continua a contribuire positivamente all’economia. Anche le recenti richieste di rafforzare il nearshoring, nell’ambito dei crescenti sforzi di reshoring in risposta alla Cina, potrebbero andare a vantaggio delle aziende lituane. L’appartenenza del Paese all’eurozona facilita i flussi di investimenti diretti esteri (IDE), che sosterranno questo slancio. I servizi (63% del PIL) rimarranno un pilastro fondamentale dell’economia, in particolare i settori emergenti quali i servizi finanziari e l’outsourcing tecnologico, che dovrebbero crescere sulla scia della crescente domanda globale di digitalizzazione e servizi cloud. Nonostante la perdita degli scambi commerciali con la Russia e la Bielorussia, i trasporti rimangono un settore in crescita a seguito del completamento dei corridoi di trasporto ad alta velocità nord-sud attraverso gli Stati baltici (Rail Baltica). Si prevede inoltre un miglioramento dei collegamenti stradali con la Polonia e il resto dell’UE.
La continua crescita dei salari reali e il progressivo allentamento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea (BCE) forniscono un ulteriore sostegno ai consumi privati (60% del PIL). Nonostante un elevato tasso di disoccupazione (6,3% ad aprile 2025), il mercato del lavoro è rimasto teso a causa della significativa componente strutturale della disoccupazione che provoca carenze di manodopera in settori chiave. L’afflusso di rifugiati ucraini ha alleviato la pressione solo in misura marginale e temporanea. Tuttavia, l’inflazione sta accelerando bruscamente (4,1% ad aprile 2025 contro lo 0,7% del 2024) a causa di una base di confronto meno favorevole per i prezzi dell’energia rispetto al 2024 e del continuo aumento dei prezzi dei servizi, a sua volta alimentato dagli aumenti salariali. Anche la forte domanda dei consumatori contribuisce alle pressioni inflazionistiche, così come il previsto aumento dell’IVA su alloggi, trasporti e cultura, che passerà dal 9% al 12% nel gennaio 2026. Inoltre, i consistenti investimenti derivanti dai risparmi accumulati dalle imprese stanno dando ulteriore slancio all’attività economica, mentre la fiducia delle imprese è in miglioramento.
Bilancio sotto pressione a causa della spesa per la difesa
Il bilancio rimarrà in deficit nel 2025 a causa di un forte aumento della spesa militare (portata al 3% del PIL) e del rilancio di progetti infrastrutturali strategici, tra cui alcune componenti dell’iniziativa Rail Baltica. Sul fronte delle entrate, il governo fa affidamento sull’aumento dell’aliquota dell’imposta sulle società dal 15% al 16% a gennaio 2025, nonché sulla proroga (approvata nell’aprile 2024) dell’imposta straordinaria sugli utili bancari, che aveva generato 256 milioni di euro nel 2023. Nel 2026, il governo continuerà ad aumentare l’aliquota dell’imposta sulle società (dal 16% al 17%). Tuttavia, queste misure non riusciranno a compensare l’entità delle nuove spese. Inoltre, la riforma dell’imposta sul reddito (gennaio 2025), che esenta i lavoratori con salario minimo, dovrebbe ridurre la base imponibile, sebbene ciò sarà parzialmente compensato da scaglioni fiscali più elevati sui redditi più alti. Nonostante la strategia di finanziamento mista (risorse fiscali interne, trasferimenti europei e prestiti), il debito pubblico aumenterà (pur rimanendo moderato) a causa della priorità data alle questioni di sicurezza e ai livelli sostenuti di investimenti pubblici.
Si prevede che nel 2025 la bilancia corrente rimanga sostanzialmente stabile, con un leggero disavanzo. Essa beneficia della resilienza delle esportazioni di servizi e dei trasferimenti dall’Unione europea (UE). Tuttavia, diversi fattori la gravano: l’aumento delle importazioni di equipaggiamenti militari e la dipendenza dalle importazioni di energia, beni strumentali e prodotti intermedi. Sebbene le esportazioni verso gli Stati Uniti siano limitate (circa il 4% del totale), i settori del mobile e dei macchinari potrebbero risentire di una domanda globale più debole. Inoltre, l’esposizione indiretta della Lituania attraverso le catene del valore europee la rende vulnerabile agli aumenti dei dazi statunitensi.
Una coalizione fragile in un contesto geopolitico teso
Il Partito Socialdemocratico Lituano (LSDP), di centro-sinistra, ha vinto le elezioni dell’ottobre 2024, aumentando la propria rappresentanza parlamentare da 13 a 52 seggi. Successivamente ha formato una coalizione tripartita con l’Unione dei Democratici di Sinistra – Per la Lituania (DSVL, sinistra moderata, 14 seggi) e il nuovo partito populista Alba del Nemunas (PPNA, 20 seggi). Insieme, la coalizione detiene una comoda maggioranza di 86 seggi su 141. Tuttavia, la coalizione rimane fragile, in particolare a causa dell’ideologia poco chiara del PPNA e delle polemiche che circondano il suo leader, Remigijus Žemaitaitis, indagato per pubblicazioni antisemite e costretto a dimettersi dal suo seggio al Seimas nell’aprile 2024. L’ingresso del PPNA nel governo ha suscitato critiche da parte del presidente Gitanas Naus?da, rieletto nel maggio 2024 per un secondo mandato quinquennale, nonché da parte di diversi partner occidentali. Inoltre, il primo ministro è ora sotto indagine, poiché una società di cui detiene una quota del 49% potrebbe aver beneficiato indebitamente di un prestito pubblico agevolato. Il rischio di tensioni interne rimane elevato. Nonostante questi attriti, il nuovo governo mantiene una posizione filoeuropea e favorevole alle imprese. Sul fronte sociale, punta ad aumentare gli assegni familiari, a indicizzare le pensioni all’inflazione, a rafforzare la lotta al lavoro sommerso e a migliorare la competitività del mercato dell’energia elettrica. Tuttavia, l’attuazione di queste riforme potrebbe essere rallentata dalla scarsa disciplina di coalizione e dalle inefficienze burocratiche già osservate durante il mandato precedente.
A livello internazionale, la Lituania rimane saldamente allineata alle posizioni euro-atlantiche. La cooperazione in materia di sicurezza con la Germania si è rafforzata nel dicembre 2023 con la firma di un accordo bilaterale che consente lo stazionamento permanente di una brigata tedesca (4.800 soldati) sul territorio lituano a partire dal 2025. La brigata è stata attivata nell’aprile 2025, segnando un passo significativo nel rafforzamento del fianco orientale della NATO. Questa cooperazione si aggiunge alla barriera di confine già costruita con la Bielorussia, utilizzata dalla Russia come strumento di influenza nella guerra ibrida. Le relazioni con Mosca e Minsk rimangono estremamente ostili, mentre anche i legami con la Cina si sono deteriorati dall’apertura di un ufficio di rappresentanza taiwanese a Vilnius alla fine del 2021. In risposta, Pechino ha imposto un embargo commerciale non ufficiale, che è ancora in vigore nel 2025 e limita gli scambi bilaterali. In questo contesto di tensioni, la Lituania ha proseguito gli sforzi per diversificare il proprio approvvigionamento energetico attraverso i terminali di GNL di Klaipėda (nazionale) e Inkoo (Finlandia), utilizzati in collaborazione con gli altri Stati baltici.

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