Liberia

Africa

PIL pro capite ($)
$808.3
Popolazione (nel 2021)
5,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
D
Contesto imprenditoriale
D
Precedentemente:
D
Precedentemente:
E
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Sommario

Punti di forza

  • Risorse naturali di vario genere: ferro, oro, gomma, cacao, olio di palma, legname, diamanti, petrolio
  • Regime democratico confermato dalla transizione presidenziale pacifica del 2023
  • Membro della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS)
  • Bandiera di comodo (17% della capacità di trasporto marittimo mondiale)
  • Destinatario di ingenti rimesse da parte degli espatriati
  • Storica vicinanza agli Stati Uniti

Punti di debolezza

  • Dipendente dai prezzi delle materie prime destinate all’esportazione e dalle importazioni di prodotti alimentari, in particolare di riso, nonché di energia e beni strumentali
  • Dipendente dai donatori stranieri
  • Utilizzo di navi battenti bandiera liberiana per rifornire paesi soggetti a sanzioni, in particolare la Russia
  • Scarse infrastrutture elettriche e di trasporto
  • Democrazia giovane e fragile, alti livelli di corruzione
  • Elevati livelli di povertà e disoccupazione, sistemi educativi e sanitari carenti, rischio di epidemie (Ebola)
  • Agricoltura di sussistenza significativa esposta ai rischi climatici
  • Scarsa efficacia della politica monetaria a causa dell’elevata dollarizzazione (70% dell’offerta di moneta M2)
  • Settore finanziario piccolo e fragile: governance debole della banca centrale, elevata percentuale di crediti in sofferenza (difficoltà persistenti per tre banche commerciali)

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Stati Uniti d'America
38%
Europa
9%
Ghana
6%
Malesia
4%
Emirati Arabi Uniti
3%

Importazone di beni in % del totale

Costa d'Avorio 27 %
27%
India 22 %
22%
Cina 15 %
15%
Europa 6 %
6%
Stati Uniti d'America 3 %
3%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Il settore estrattivo traina gli investimenti

Si prevede che la crescita continui ad accelerare nel 2026. Essa continuerà ad essere trainata dal boom dell’attività mineraria, che ha rappresentato il 65% della crescita nei primi tre trimestri del 2025, e da una ripresa della spesa pubblica. Il settore minerario beneficerà del mantenimento dei prezzi dell’oro e, soprattutto, di un aumento sostanziale della produzione di minerale di ferro, iniziato alla fine del 2025 (+430% su base annua nel terzo trimestre del 2025 in termini di volume). L’impennata è dovuta principalmente all’entrata in funzione dell’impianto di concentrazione del minerale ampliato gestito da ArcelorMittal, il principale produttore del Paese, che rappresenta l’89% della produzione nazionale di minerale di ferro. Il programma di investimenti dell’azienda mira a portare la produzione annuale a 20 milioni di tonnellate entro il 2026, rispetto ai 4 milioni del 2024. Inoltre, il gruppo statunitense Ivanhoe Atlantic — che sta attualmente avviando le operazioni presso la miniera di ferro di Kon Kweni in Guinea — ha annunciato un investimento di 1,8 miliardi di dollari per potenziare la linea ferroviaria da Yepeka (un sito di ArcelorMittal) al porto liberiano di Buchanan a partire dal 2026. Questo corridoio, precedentemente gestito in esclusiva da ArcelorMittal, dovrebbe essere aperto alla concorrenza nel 2030 e potrebbe posizionare la Liberia come hub di transito per le esportazioni di minerale di ferro dalla Guinea. Infine, la firma di un accordo di esplorazione petrolifera con TotalEnergies e la società nigeriana Oranto Petroleum nel febbraio 2026 potrebbe inoltre rafforzare il settore energetico della Liberia nel medio termine.

Il settore agricolo – che nel 2025 rappresentava il 23% del PIL e impiegava il 68% della popolazione attiva – ha registrato una forte crescita (+4,7%), trainata dalla produzione di riso e dal boom dell’olio di palma. Tuttavia, la coltivazione della gomma, che rappresenta la principale coltura da esportazione del Paese, ha subito un rallentamento nel 2025. Si prevede che lo slancio positivo del settore continui nel 2026, a condizione che le condizioni meteorologiche siano favorevoli, mentre le difficoltà nell’industria della gomma potrebbero persistere con la stabilizzazione dei prezzi. Continueranno anche gli investimenti nel settore agricolo, sostenuti dalle istituzioni multilaterali e dai partner europei — in particolare la Germania — attraverso il programma di investimenti Heritage, che prevede di iniettare 900 milioni di dollari nell’agricoltura liberiana entro il 2029.

L’inflazione ha subito un forte calo nell’ultimo trimestre del 2025, grazie al calo dei prezzi del petrolio importato, a un tasso di cambio favorevole per le importazioni (il dollaro liberiano si è apprezzato del 6,6% rispetto al dollaro statunitense nel 2025) e alla forte produzione alimentare interna, che ha contribuito a limitare la domanda di importazioni. Si prevede che i prezzi continuino a moderarsi nel 2026. A causa della debole trasmissione della politica monetaria associata alla dollarizzazione, la politica monetaria rimarrà restrittiva; il tasso di riferimento era pari al 16,25% a febbraio 2026. Tuttavia, un continuo allentamento sosterrà i consumi privati, anche se i costi di finanziamento rimangono particolarmente elevati, con un tasso di interesse medio del 12,4% sui prestiti denominati in dollari USA. Il rafforzamento del settore bancario, dotato di una migliore capitalizzazione, proseguirà e la quota di crediti in sofferenza – pari al 12,6% nel febbraio 2026 – potrebbe scendere al di sotto della soglia regolamentare del 10% nel 2026.

Un aumento della spesa pubblica sostenuto dai finanziamenti multilaterali

Nel 2025, l’aumento della spesa e la riduzione degli aiuti internazionali (-23% in termini reali) sono stati compensati da un incremento delle entrate (+35% tra il 2023 e il 2025). L’aumento è stato determinato da un incremento dei canoni minerari (+46% in termini reali), dalla modernizzazione dell’amministrazione fiscale, da controlli più rigorosi e dall’aumento dell’imposta sui beni e servizi dal 10% al 12%. L’avanzo primario (cioè al netto degli interessi) ha raggiunto l’1,4% del PIL. Nel 2026, il disavanzo potrebbe ampliarsi leggermente, poiché il bilancio prevede un forte aumento della spesa pubblica (+41% in termini reali). Sul fronte della spesa, il bilancio 2026 include un ambizioso Piano di Investimenti nel Settore Pubblico (PSIP, pari al 23% della spesa totale) incentrato sulla rete stradale e sull’energia, due settori storicamente sottofinanziati che hanno ostacolato gli investimenti. I costi del servizio del debito aumenteranno in modo significativo (+50% in termini reali) fino a 230 milioni di dollari, principalmente a causa dei creditori interni, in particolare della banca centrale. Ciononostante, il disavanzo sarà contenuto da un versamento una tantum di 200 milioni di dollari (pari al 16% del bilancio) da parte di ArcelorMittal a seguito dell’accordo per la proroga della sua concessione mineraria di Yekepa, firmato nel gennaio 2026. Si prevede inoltre che il gettito fiscale continui a crescere, poiché l’imposta sui beni e servizi sarà sostituita da un’IVA del 15% all’inizio del 2027. Il margine di manovra fiscale rimane consistente, poiché il rapporto tra gettito fiscale e PIL è ancora basso (19% del PIL nel 2025). Gli aiuti internazionali registreranno una ripresa — in particolare grazie alle sovvenzioni europee — ma non torneranno ai livelli del 2024.

Il disavanzo pubblico sarà finanziato tramite prestiti dalla banca centrale (il principale creditore interno), sovvenzioni da parte di partner esteri – in particolare la Banca mondiale (40 milioni di dollari) e l’UE (20 milioni di dollari) – e prestiti agevolati. La quota esterna rappresenta il 57% del debito pubblico ed è detenuta quasi interamente da partner multilaterali. La Liberia rimane impegnata nel proprio programma con il FMI nell’ambito di una Linea di credito estesa (Extended Credit Facility) da 210 milioni di dollari con scadenza nel 2027. È attualmente in fase di negoziazione con il FMI una Linea di credito per la resilienza e la sostenibilità (Resilience and Sustainability Facility, RSF), che fornirà ulteriori 265 milioni di dollari.

Il disavanzo delle partite correnti si ridurrà nel 2026, principalmente grazie a un miglioramento della bilancia commerciale. L’aumento delle esportazioni di oro e minerale di ferro compenserà il calo delle esportazioni di gomma, mentre i bassi prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari alleggeriranno la spesa per le importazioni. Si prevede un ulteriore aumento delle rimesse degli espatriati (pari al 15,4% del PIL nel 2024) che vivono principalmente negli Stati Uniti, in Ghana e in Costa d’Avorio. Gli investimenti diretti esteri (IDE) — destinati principalmente al settore minerario e pari a 1,5 volte le importazioni di attrezzature del settore — insieme alle sovvenzioni (185 milioni di dollari) e ai prestiti agevolati (133 milioni di dollari), continueranno a finanziare la maggior parte del deficit. Le riserve valutarie nette della banca centrale sono risalite alla fine del 2025 a un livello pari a 2,3 mesi di importazioni, ma rimangono al di sotto della soglia di 3 mesi raccomandata dall’UEMOA.

La fragile maggioranza presidenziale pone fine allo stallo legislativo

Il presidente Joseph Nyuma Boakai (81 anni), eletto dopo una corsa elettorale serrata nel novembre 2023, governa dal 2024 con il sostegno di una maggioranza informale alla Camera dei rappresentanti e al Senato. Il partito presidenziale, l’Unity Party (UP), detiene solo 11 dei 73 seggi alla Camera, ma conta sull’appoggio di diversi piccoli partiti e di parlamentari indipendenti che svolgono un ruolo fondamentale (19 seggi). Il principale partito di opposizione, il Congresso per il Cambiamento Democratico (CDC), fondato dall’ex presidente George Weah (2018–2024), detiene 25 seggi ma ha perso il sostegno del suo alleato chiave, il Partito Patriottico Nazionale, nel marzo 2025. Anche esponenti di spicco del CDC, tra cui il vicepresidente della Camera Thomas Fallah, hanno disertato per unirsi al campo presidenziale. L’attività legislativa è ripresa dopo una fase di stallo tra ottobre 2024 e maggio 2025, provocata da intense proteste parlamentari rivolte contro il presidente della Camera, Jonathan F. Koffa (CDC). Quest’ultimo ha infine rassegnato le dimissioni ed è stato sostituito da Richard Koon (UP), noto per la sua vicinanza al presidente. Nel 2026, in assenza di elezioni in programma, si prevede che il contesto politico rimanga stabile e che i rischi per la sicurezza siano bassi. Boakai gode inoltre del sostegno di alcuni partiti dell’opposizione per quanto riguarda le iniziative anticorruzione (nel febbraio 2026 erano all’esame quattro disegni di legge in materia) e lo sviluppo del settore minerario.

Si prevede che le relazioni della Liberia con i partner internazionali continuino a rafforzarsi. La Liberia ha ristabilito i rapporti diplomatici con la Guinea nell’ottobre 2025. Sebbene abbia risentito in modo significativo del ritiro dell’USAID nel 2025, il Paese dovrebbe mantenere stretti legami con gli Stati Uniti. Nel 2025 due delegazioni liberiane hanno visitato la Casa Bianca, in particolare per discutere delle catene di approvvigionamento minerario. A dicembre, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha firmato un pacchetto di sostegno quinquennale da 125 milioni di dollari per la fornitura di vaccini e il finanziamento del sistema sanitario. Nel gennaio 2026, una delegazione di investitori statunitensi ha annunciato piani per un investimento di 900 milioni di dollari. L’elezione della Liberia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel giugno 2025 per un mandato di due anni è stata sostenuta da Washington. Allo stesso tempo, si prevede che la Liberia continui ad approfondire i legami con la Cina per controbilanciare la riduzione degli aiuti statunitensi. Nel gennaio 2026, i due paesi hanno firmato un accordo di cooperazione che includeva una sovvenzione di 100 milioni di RMB (14 milioni di dollari).

Ultimo aggiornamento: febbraio 2026