Israele

Medio Oriente, Asia

PIL pro capite ($)
$52643.4
Popolazione (nel 2021)
9,8 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A4
Contesto imprenditoriale
A3
Precedentemente:
A4
Precedentemente:
A3
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Sommario

Punti di forza

  • Forte resilienza economica, sostenuta dalle riserve di gas naturale
  • Economia diversificata e fortemente integrata nel commercio globale
  • Settore high-tech molto competitivo, che comprende (cyber)sicurezza, difesa, settore farmaceutico e biotecnologie: un’economia guidata dall’innovazione
  • Forza lavoro ben istruita, mercato del lavoro flessibile, settore privato resiliente
  • Solida posizione esterna: avanzo delle partite correnti, elevate riserve internazionali
  • Stretta cooperazione con gli Stati Uniti e accordi con diversi paesi della regione

Punti di debolezza

  • Punti deboli
  • Economia aperta di piccole dimensioni e popolazione esigua
  • Conflitti regionali persistenti e problemi di sicurezza che pesano sugli investimenti, sul turismo e sulla fiducia delle imprese
  • Panorama politico frammentato, coalizioni fragili ed elevata incertezza politica
  • Carenza di alloggi, colli di bottiglia nelle infrastrutture e partecipazione al mercato del lavoro strutturalmente bassa in alcuni gruppi della popolazione, che ostacolano la crescita potenziale
  • Spesa per la difesa elevata e persistente, che esercita pressione sulle finanze pubbliche
  • Apprezzamento costante del tasso di cambio reale, che pesa sulla competitività esterna

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Stati Uniti d'America
28%
Europa
26%
Cina
5%
India
4%
Hong Kong
3%

Importazone di beni in % del totale

Europa 30 %
30%
Cina 15 %
15%
Stati Uniti d'America 10 %
10%
Svizzera 5 %
5%
Hong Kong 3 %
3%

Valutazione del rischio settoriale

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Si prevede un aumento significativo della crescita nel 2027

Si prevede che la crescita registri un significativo rafforzamento nel 2027, in linea con l'atteso allentamento del conflitto armato regionale iniziato nel marzo 2026. L’attenuarsi delle difficoltà di approvvigionamento dovrebbe sostenere la crescita, oltre al rientro dei riservisti nel mercato del lavoro (che rappresentano circa il 5% delle ore lavorative totali), il che migliorerà la fiducia dei consumatori e delle imprese e darà il via a una ripresa dei consumi privati (48% del PIL) e degli investimenti (25% del PIL). Nonostante i ripetuti shock geopolitici che hanno colpito la crescita, il mercato del lavoro rimane relativamente teso, con un tasso di disoccupazione inferiore al 3% a maggio 2026. Anche i bilanci delle famiglie si sono dimostrati resilienti. Al primo trimestre del 2026, il rapporto debito delle famiglie/PIL si attestava al 42,9%. Ciò riflette un andamento stabile, che rimane al di sotto del picco storico del 44,5% registrato nel giugno 2022. I mutui continuano a determinare tale indebitamento, rappresentando circa i due terzi del debito totale. Nel complesso, l’indice di liquidità indica che la vulnerabilità finanziaria delle famiglie israeliane rimane bassa. Si prevede inoltre una ripresa degli investimenti, sebbene più graduale rispetto ai consumi. La persistente incertezza geopolitica e quella relativa alla politica fiscale potrebbero continuare a ritardare alcune decisioni di investimento delle imprese. Ciononostante, il settore delle TIC dovrebbe rimanere il principale motore della crescita economica (rappresentando circa il 20% del PIL), beneficiando della domanda globale sostenuta di sicurezza informatica, software, intelligenza artificiale (IA) e tecnologie legate alla difesa. Allo stesso tempo, il ripristino delle abitazioni e delle infrastrutture danneggiate dai conflitti, insieme alla ripresa dei progetti edilizi precedentemente rinviati e a una graduale ripresa del turismo (circa il 3% del PIL), dovrebbe fornire un ulteriore sostegno.

L’inflazione dovrebbe rimanere all’interno dell’intervallo obiettivo della banca centrale, compreso tra l’1% e il 3%. Ciò dovrebbe consentire di assorbire le pressioni inflazionistiche temporanee associate all’aumento dei costi energetici e ai vincoli sulla produzione interna legati al conflitto. Un fattore disinflazionistico chiave nel 2027 sarà la normalizzazione dei costi energetici e dei trasporti. Se le tensioni regionali dovessero attenuarsi e i prezzi globali del petrolio stabilizzarsi, il contributo diretto dei prezzi dei carburanti e dell’elettricità all’inflazione dovrebbe diminuire. Un’inflazione contenuta potrebbe indurre la banca centrale a proseguire nel 2027 con i tagli al tasso di interesse di riferimento (pari al 3,5% nell’agosto 2026), il che dovrebbe stimolare la crescita economica.

Il disavanzo di bilancio dovrebbe ridursi, mentre l’avanzo delle partite correnti dovrebbe aumentare

Si prevede che il disavanzo di bilancio si riduca gradualmente nel 2027, poiché la spesa temporanea legata al conflitto dovrebbe diminuire e una maggiore attività economica dovrebbe incrementare il gettito fiscale. Il bilancio 2026 prevede 32 miliardi di NIS (circa 11 miliardi di USD) aggiuntivi per la difesa, oltre a una riserva di contingenza di 13 miliardi di NIS per potenziali esigenze militari. Sebbene si preveda che la spesa militare operativa diminuisca nel 2027 con l’attenuarsi delle ostilità attive, la spesa per la difesa dovrebbe rimanere al di sopra del livello prebellico a causa dei persistenti rischi per la sicurezza regionale. Sul fronte delle entrate, la ripresa dell’attività interna, favorita dall’impatto per l’intero anno delle misure fiscali volte ad aumentare il gettito introdotte nei bilanci del 2025 e del 2026, sosterrà il gettito fiscale. A tal proposito, si prevede che il rafforzamento dei consumi privati stimoli il gettito IVA, mentre il miglioramento della redditività delle imprese e la resilienza del mercato del lavoro dovrebbero sostenere la riscossione delle imposte sul reddito delle società e delle persone fisiche. Inoltre, l’aumento delle importazioni trainato dalla ripresa dovrebbe incrementare le entrate doganali. Infine, l’aumento dei contributi previdenziali, insieme ad alcune misure di aumento del gettito già attuate (tra cui l’aumento dell’aliquota IVA dal 17% al 18%) e la riduzione di alcune esenzioni fiscali, dovrebbe continuare a sostenere le entrate pubbliche per tutto il 2027. Queste misure mirano a finanziare una maggiore spesa per la difesa. Tuttavia, permangono rischi al ribasso per quanto riguarda le prospettive di bilancio. Una nuova escalation o un protrarsi prolungato del conflitto richiederebbe probabilmente una spesa per la difesa aggiuntiva rispetto alle attuali ipotesi di bilancio, compresi maggiori costi operativi militari, la mobilitazione delle riserve, i pagamenti di indennizzi e le spese per la ricostruzione. I rischi di rifinanziamento sono mitigati da una struttura favorevole del debito pubblico, detenuto prevalentemente da investitori nazionali (80-85%) e con una scadenza media superiore ai cinque anni.

Si prevede che l’avanzo delle partite correnti registri una graduale ripresa nel 2026 e nel 2027, trainato dalla domanda interna moderata (nel 2026), dalla continua forza delle esportazioni di servizi ad alto valore aggiunto e da una graduale ripresa del turismo (che di norma rappresenta circa il 3% del PIL). I servizi rappresentano costantemente oltre la metà di tutte le esportazioni israeliane, con i servizi high-tech – in particolare software, sicurezza informatica e ricerca e sviluppo scientifico – che costituiscono circa il 75% delle esportazioni totali di servizi. Allo stesso tempo, un allentamento del conflitto regionale dovrebbe sostenere la graduale ripresa degli introiti turistici e facilitare la normalizzazione delle esportazioni di beni guidate dall’alta tecnologia (componenti elettronici, macchinari elettrici e per l’elaborazione dei dati, apparecchiature per le telecomunicazioni e le trasmissioni radiotelevisive, radar, parti di aeromobili ecc.), dai dispositivi di precisione (ottici, laser, di misurazione e controllo, medici, per la difesa, per l’aviazione, ecc.), prodotti chimici (tecnopolimeri, fertilizzanti, prodotti farmaceutici), pietre preziose ed energia (circa il 7,5% delle esportazioni totali di beni). Il continuo apprezzamento del tasso di cambio effettivo reale potrebbe pesare sulla ripresa del turismo, riducendo la competitività dei prezzi di Israele, mentre l’impatto sulle esportazioni di tecnologia altamente specializzata rimarrà limitato. Anche la bilancia dei pagamenti dovrebbe continuare a beneficiare delle consistenti esportazioni di gas naturale dai giacimenti di Leviathan, Tamar e Karish. Tutto ciò dovrebbe più che compensare il previsto aumento delle importazioni di generi alimentari di consumo e di beni strumentali dovuto al rafforzamento della domanda interna. Il consistente surplus nel commercio dei servizi compensa ampiamente il deficit nel commercio di beni. Nel contempo, il disavanzo dei redditi primari – che riflette il rimpatrio degli utili da parte di società tecnologiche globali di proprietà straniera, superiori ai proventi delle istituzioni israeliane derivanti dai propri attivi all’estero – è in gran parte mitigato dall’avanzo dei redditi secondari, sostenuto dai trasferimenti dalla diaspora e dagli aiuti statunitensi.

Rischi geopolitici persistenti

Le prospettive geopolitiche di Israele rimangono strettamente legate alla gestione delle sfide transfrontaliere, alla sicurezza marittima e alle alleanze strategiche. Tra le priorità chiave figurano la messa in sicurezza della frontiera settentrionale lungo il corridoio del fiume Litani, il contenimento delle linee di rifornimento regionali ostili e l’istituzione di quadri di governance stabili a Gaza e in Cisgiordania per ridurre la spesa per la difesa. Contemporaneamente, e di fondamentale importanza per la difesa nazionale, Israele deve mitigare le tensioni dirette con l’Iran, in particolare per quanto riguarda l’espansione del suo programma nucleare e le sue reti di proxy nella regione. La protezione delle rotte commerciali marittime critiche, compreso lo stretto di Bab el-Mandeb, è fondamentale per garantire la continuità degli scambi commerciali, mentre il mantenimento di forti legami con i mercati statunitensi ed europei consente l’afflusso di investimenti diretti esteri (circa il 5% del PIL nel 2025, in fase di ripresa) e di componenti correlate nel settore dell’alta tecnologia. Infine, mentre il ritmo della normalizzazione nell’ambito dei quattro Accordi di Abramo esistenti continua a variare, accelerare il riavvicinamento con altri partner chiave del Golfo e dell’Africa, come l’Arabia Saudita, rappresenta un’opportunità significativa per istituire un quadro cooperativo di sicurezza regionale ed economico.

A livello interno, le tensioni politiche e sociali dovrebbero rimanere elevate in vista delle elezioni generali previste per il 27 ottobre 2026. Si prevede che il dibattito elettorale si concentrerà sullo svolgimento e sulle conseguenze dei conflitti, nonché sul ruolo della magistratura e di altre istituzioni. Queste questioni, insieme alle pressioni legate al costo della vita, potrebbero alimentare la polarizzazione politica e complicare la formazione di una coalizione di governo stabile dopo le elezioni.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026