Islanda

Europa

PIL pro capite ($)
$83485.0
Popolazione (nel 2021)
0,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
A3
Contesto imprenditoriale
A1
Precedentemente:
A3
Precedentemente:
A1
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Sommario

Punti di forza

  • Livello di vita molto elevato e scarse disuguaglianze sociali
  • Un settore turistico di alto livello molto forte
  • Energia rinnovabile abbondante (energia idroelettrica, l'85% delle abitazioni è riscaldato con energia geotermica, il 100% del consumo di elettricità è prodotto da fonti rinnovabili)
  • Non è un paese dell’UE, ma è fortemente integrato nell’Unione Europea (UE) tramite l’Accordo sullo Spazio Economico Europeo e l’Accordo di Schengen; è uno Stato membro della NATO

Punti di debolezza

  • Punti deboli
  • Rischi vulcanici e sismici
  • Economia piccola e molto aperta con una politica monetaria vincolata
  • Concentrazione della produzione e delle esportazioni (l’alluminio e i prodotti ittici rappresentavano quasi i tre quarti delle esportazioni di beni)
  • Attività instabile a causa della dipendenza dai flussi turistici
  • Crescita salariale superiore alla crescita della produttività

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Europa
56%
Stati Uniti d'America
12%
Regno Unito
10%
Norvegia
5%
Danimarca
2%

Importazone di beni in % del totale

Europa 30 %
30%
Norvegia 11 %
11%
Cina 11 %
11%
Stati Uniti d'America 9 %
9%
Danimarca 6 %
6%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Crescita sostenuta dalla domanda interna e dal turismo

L'economia islandese sta registrando una crescita moderata nel 2026 e dovrebbe continuare su questa strada anche nel 2027, sostenuta dalla resilienza dei consumi delle famiglie, dall'aumento delle esportazioni e dai consistenti investimenti pubblici. La crescita economica ha registrato un’accelerazione nel primo trimestre del 2026, trainata in gran parte dal miglioramento della bilancia commerciale e da un’attività turistica superiore alle attese. Sebbene l’elevata inflazione continui a pesare sulla fiducia dei consumatori, un mercato del lavoro resiliente e l’aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture, tecnologia ed energie rinnovabili dovrebbero contribuire a sostenere la domanda interna.

L’inflazione rimane la sfida principale per l’economia. Le pressioni sui prezzi si sono rivelate più persistenti del previsto, trainate dall’aumento dei costi degli alloggi, dei trasporti e dei generi alimentari, spingendo la Banca centrale islandese a mantenere un orientamento monetario relativamente restrittivo. Di conseguenza, i tassi di interesse dovrebbero rimanere elevati fino a quando non emergeranno prove più chiare che l’inflazione si stia avvicinando in modo sostenibile all’obiettivo. Ciononostante, si prevede che l’inflazione si attenui gradualmente nel corso del 2027, sostenendo il potere d’acquisto delle famiglie e consentendo alla politica monetaria di diventare meno restrittiva. Gli investimenti delle imprese stanno subendo un rallentamento nel 2026 a causa della minore fiducia e dei maggiori costi di finanziamento, sebbene ciò sia in parte compensato dalla continua crescita degli investimenti del settore pubblico.

La domanda estera rimane nel complesso favorevole. Il turismo, la pesca, l’acquacoltura e la produzione di alluminio continuano a sostenere le esportazioni, mentre le abbondanti risorse di energia rinnovabile dell’Islanda contribuiscono a mantenere la competitività delle industrie ad alto consumo energetico. Gli arrivi di visitatori sono rimasti sostenuti nel corso del 2026, sebbene l’aumento dei costi di viaggio a livello globale possa moderare la crescita del settore. Il settore della pesca deve affrontare alcune difficoltà dovute alla riduzione delle quote di sgombro, mentre le esportazioni di alluminio hanno registrato una ripresa a seguito delle interruzioni della produzione alla fine del 2025. Nel complesso, si prevede che le esportazioni contribuiranno positivamente alla crescita nel 2026 e nel 2027, sostenute dagli ampi legami commerciali dell’Islanda con l’Europa, il Regno Unito, gli Stati Uniti e altri mercati chiave.

Il disavanzo con l’estero rimane un punto debole nonostante il miglioramento delle finanze pubbliche

Si prevede che il conto corrente dell’Islanda rimanga in deficit per tutto il 2026 e il 2027, a causa della forte domanda di importazioni, delle fluttuazioni dei ricavi turistici e della natura relativamente ridotta e concentrata della base esportatrice. Sebbene la crescita delle esportazioni e la moderazione delle importazioni dovrebbero migliorare il saldo con l’estero rispetto agli ultimi anni, l’Islanda rimane più vulnerabile alle variazioni della domanda globale e dei mercati delle materie prime rispetto a molte altre economie nordiche.

Le finanze pubbliche, tuttavia, continuano a migliorare. Si prevede che il debito pubblico diminuisca gradualmente nel periodo di previsione, grazie alla crescita economica che sostiene le entrate e al proseguimento degli sforzi di risanamento fiscale. Sebbene la spesa pubblica rimanga elevata, con particolare attenzione alla sanità, alle infrastrutture, all’istruzione e all’innovazione, si prevede che il debito pubblico registri un andamento al ribasso sia nel 2026 che nel 2027. Rispetto a molte economie avanzate, la posizione di bilancio dell’Islanda rimane solida, fornendo ai responsabili politici la flessibilità necessaria per rispondere agli shock economici, se necessario.

Il governo dà priorità alla stabilità di bilancio, all’edilizia abitativa e al dibattito sull’Europa

Il contesto politico islandese rimane stabile in seguito alla formazione del governo di coalizione guidato dal primo ministro Kristrún Frostadóttir dopo le elezioni del dicembre 2024. Il governo riunisce l’Alleanza Socialdemocratica, il Partito Riformista (Viðreisn) e il Partito Popolare, garantendo una maggioranza parlamentare e una piattaforma relativamente stabile per l’elaborazione delle politiche. Le priorità della coalizione includono il miglioramento dell’accessibilità degli alloggi, il rafforzamento dei servizi pubblici, il sostegno alla stabilità economica e l’accelerazione degli investimenti in infrastrutture, innovazione e transizione verde. Le prossime elezioni parlamentari dovranno tenersi entro novembre 2028.

Un evento politico chiave del 2026 sarà il referendum previsto per agosto sulla ripresa dei negoziati per l’adesione all’Unione europea da parte dell’Islanda. Sebbene il voto riguardi la riapertura dei negoziati di adesione piuttosto che l’adesione all’UE in sé, si prevede che influenzerà le relazioni a lungo termine del Paese con l’Europa e potrebbe avere implicazioni per il commercio, la pesca e l’allineamento normativo. La questione rimane politicamente delicata, soprattutto alla luce dei precedenti disaccordi sulla politica della pesca emersi durante le precedenti discussioni di adesione. Parallelamente al dibattito europeo, il governo rimane concentrato sulla riduzione dell’inflazione, sull’alleviamento delle pressioni sul costo della vita e sul mantenimento di una posizione di bilancio sostenibile. Anche la politica climatica rimane in cima all’agenda, con la coalizione impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, salvaguardando al contempo la competitività delle principali industrie di esportazione.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026