La ripresa nei settori chiave sostiene la crescita nel 2025
Le prospettive economiche dell’Islanda per il 2025 sono caratterizzate da un graduale allentamento delle pressioni inflazionistiche e da una ripresa nei settori chiave. Sebbene l’inflazione rimanga elevata, si prevede che diminuisca lentamente, consentendo alla banca centrale di iniziare ad abbassare i tassi di interesse. Questo allentamento monetario fornirà il sostegno tanto necessario ai consumi delle famiglie, che sono stati frenati dagli elevati costi del credito. L’attività economica è destinata a riprendere slancio dopo un 2024 difficile, influenzato dalla scarsa pesca e dalle interruzioni del turismo causate dalle eruzioni vulcaniche. Si prevede una ripresa sia del settore ittico che di quello turistico, che contribuiranno a una crescita complessiva più forte. Una ripresa del numero di visitatori, unita a un mercato interno in ripresa, contribuirà a stimolare la domanda in diversi settori.
La crescita della spesa pubblica nel 2025 dovrebbe essere lenta, con gli investimenti pubblici destinati a diminuire per il terzo anno consecutivo. Il governo rimane impegnato a ridurre il deficit e a mitigare i rischi inflazionistici. Il rallentamento della spesa e degli investimenti pubblici potrebbe frenare la crescita in alcuni settori, ma l’economia islandese dovrebbe rimanere resiliente, grazie al miglioramento dell’attività del settore privato e alla ripresa delle esportazioni, che getteranno le basi per un anno più solido.
Migliori saldi nel 2025
Nel 2025, il saldo delle partite correnti dell’Islanda dovrebbe rimanere relativamente stabile, con la possibilità di un surplus leggermente superiore. Ciò è dovuto principalmente alle maggiori esportazioni di pesce e alluminio, che dovrebbero contribuire a compensare le persistenti incertezze esterne. Sebbene il disavanzo nel commercio di beni rimanga una sfida, il miglioramento dei risultati delle esportazioni dovrebbe fornire un certo sollievo. La bilancia dei servizi, sostenuta da un settore turistico stabile, dovrebbe continuare a contribuire positivamente alla posizione complessiva delle partite correnti.
Le finanze pubbliche islandesi sono destinate a migliorare nel 2025, con il governo che punta a ridurre il disavanzo limitando la crescita della spesa e aumentando il gettito fiscale. A seguito di un aumento dei livelli di indebitamento – in parte dovuto al sostegno finanziario fornito all’indomani dell’eruzione vulcanica – il debito pubblico dovrebbe ora diminuire leggermente in percentuale del PIL.
Il nuovo governo sta valutando un referendum sull’UE
Le elezioni anticipate del novembre 2024 hanno visto il governo di centro-destra in carica perdere la maggioranza (a seguito di disaccordi in materia di immigrazione e costo della vita), con l’Alleanza Socialdemocratica che è diventata il primo partito e ha formato un governo di coalizione con Viðreisn (liberali) e il Partito Popolare (centro-sinistra). Le elezioni presidenziali del giugno 2024 hanno portato alla presidenza l’indipendente Halla Tómasdóttir, in precedenza amministratrice delegata di una ONG globale.
Il nuovo governo sta pianificando di indire un referendum sull’adesione all’Unione Europea entro il 2027; recenti sondaggi sull’argomento indicano una maggioranza favorevole all’adesione all’UE. L’Islanda è sensibile ai cambiamenti di umore negli Stati Uniti, poiché circa il 20-25% del turismo proviene da quel Paese, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano circa il 10%. Tuttavia, la quota statunitense nelle esportazioni di alluminio è minore.

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