L'economia nazionale continua a mostrare resilienza nonostante il rallentamento della crescita
L’economia irlandese dovrebbe registrare buoni risultati per il resto del 2026 e nel 2027, sebbene il ritmo di espansione sia destinato a moderarsi dopo diversi anni di crescita eccezionalmente forte. La domanda interna continua a fornire una solida base per l’attività economica, sostenuta da un mercato del lavoro ancora robusto, dall’aumento dei redditi delle famiglie e da investimenti pubblici sostenuti. I consumi delle famiglie sono rimasti resilienti negli ultimi anni, anche se la crescita della spesa dovrebbe rallentare con il rallentamento della crescita dell’occupazione e con l’inflazione che continua a pesare sul potere d’acquisto. Le misure governative volte a limitare l’impatto dell’aumento dei costi energetici e del costo della vita dovrebbero fornire un certo sostegno alle famiglie, mentre la spesa pubblica e gli investimenti dovrebbero rimanere importanti motori di crescita. Anche gli investimenti delle imprese dovrebbero rimanere sostenuti, in particolare nei settori delle infrastrutture, della tecnologia e nei progetti relativi ai data center. Tuttavia, il contributo del settore delle multinazionali nel 2026 sarà meno incisivo rispetto agli anni precedenti. A seguito di un significativo anticipo delle attività e delle transazioni nel corso del 2025, gli effetti base potrebbero pesare sui dati di crescita complessivi, mentre un contesto globale più incerto potrebbe ridurre il ritmo degli investimenti e delle attività commerciali tra le imprese multinazionali.
Sebbene la domanda interna dovrebbe continuare a sostenere la crescita, l’economia rimane vulnerabile ai cambiamenti del contesto internazionale, soprattutto data l’importanza delle multinazionali per le esportazioni, gli investimenti e il gettito fiscale. L’economia aperta dell’Irlanda e i suoi forti legami con gli Stati Uniti la rendono particolarmente esposta ai cambiamenti nelle politiche commerciali, fiscali e industriali statunitensi. Allo stesso tempo, la crescita economica contenuta tra i principali partner commerciali europei potrebbe limitare la domanda di esportazioni e la fiducia delle imprese.
Dopo un calo nel 2025, i casi di insolvenza delle imprese hanno registrato un’accelerazione nella prima metà del 2026, con un aumento di circa il 5% su base annua. L’aumento si è concentrato nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nelle tecnologie dell’informazione, nell’agricoltura e nel settore manifatturiero. In prospettiva, le pressioni sui costi, il calo della domanda e le condizioni di finanziamento più restrittive continueranno probabilmente a pesare sulle imprese dei settori vulnerabili. I rischi rimangono particolarmente elevati nei settori ad alto consumo energetico, tra cui l’industria chimica e alcuni comparti del settore manifatturiero, nonché nei trasporti e nella logistica, dove i margini continuano a subire pressioni.
Finanze pubbliche solide nonostante l’aumento della spesa
Si prevede che le finanze pubbliche dell’Irlanda rimangano solide nel 2026 e nel 2027, sebbene le eccedenze di bilancio dovrebbero ridursi rispetto ai livelli record registrati negli ultimi anni. Il governo ha mantenuto un orientamento di bilancio espansivo, aumentando la spesa per l’edilizia abitativa, la sanità, le infrastrutture, gli investimenti legati al clima e le misure a sostegno del costo della vita. Ciononostante, il solido gettito fiscale – sostenuto dall’elevato tasso di occupazione e dalla continua attività delle multinazionali – dovrebbe garantire che il settore pubblico rimanga saldamente in surplus.
Di conseguenza, si prevede che il debito pubblico continui a diminuire in rapporto alle dimensioni dell’economia, rafforzando ulteriormente la posizione fiscale dell’Irlanda. Ciononostante, i responsabili politici rimangono consapevoli del rischio di concentrazione associato al gettito dell’imposta sulle società, una parte significativa del quale è generata da un numero relativamente esiguo di multinazionali. Questa dipendenza continua a rappresentare una delle principali vulnerabilità a lungo termine delle finanze pubbliche irlandesi.
Si prevede inoltre che il saldo delle partite correnti dell’Irlanda rimanga in attivo per tutto il 2026 e il 2027. Un ampio surplus commerciale di beni continuerà a sostenere la posizione esterna, sebbene le prospettive rimangano sensibili agli sviluppi del commercio globale e ai potenziali cambiamenti nelle relazioni economiche tra Stati Uniti e Unione europea. La bilancia dei servizi dovrebbe rimanere nel complesso sostanzialmente in equilibrio, sebbene con una notevole volatilità derivante dalle operazioni relative alla proprietà intellettuale e alle licenze delle società multinazionali. Nel contempo, il saldo del reddito primario dovrebbe rimanere strutturalmente negativo a causa del rimpatrio degli utili da parte delle imprese di proprietà straniera. Nonostante queste distorsioni, la posizione esterna sottostante dell’Irlanda rimane solida, sostenuta dalla competitività del suo settore delle esportazioni e dai continui afflussi di investimenti diretti esteri.
La stabilità politica favorisce la continuità delle politiche
Le elezioni generali del novembre 2024 hanno portato al mantenimento di un assetto di governo sostanzialmente simile, con il Fianna Fáil e il Fine Gael che hanno formato un governo di coalizione sostenuto da un gruppo di rappresentanti indipendenti. Sebbene il Sinn Féin abbia aumentato la propria rappresentanza parlamentare rispetto alle elezioni precedenti, il suo risultato elettorale è stato inferiore alle aspettative e, da allora, i sondaggi di opinione hanno indicato un panorama dell’opposizione più frammentato. I recenti sondaggi indicano che i guadagni dei partiti di opposizione hanno avvantaggiato sempre più i partiti di centro-sinistra minori, compresi i Socialdemocratici, piuttosto che il solo Sinn Féin. Le prossime elezioni generali dovranno tenersi entro gennaio 2030.
Le priorità del governo rimangono incentrate sull’affrontare le sfide di lunga data in materia di alloggi, sanità e infrastrutture, rispondendo al contempo alle mutevoli condizioni geopolitiche. La politica di difesa e sicurezza ha acquisito maggiore rilevanza negli ultimi anni, con un aumento dei finanziamenti stanziati per modernizzare le capacità di difesa dell’Irlanda e rafforzare la cooperazione con i partner europei. Sebbene si preveda che la spesa per la difesa aumenti costantemente nei prossimi anni, essa rimarrà modesta rispetto agli standard europei in termini di quota del PIL. Nonostante una più stretta cooperazione in materia di sicurezza sia con l’Unione europea che con il Regno Unito, la politica di neutralità militare di lunga data dell’Irlanda rimane sostanzialmente immutata, rendendo improbabile l’adesione alla NATO nel prossimo futuro.

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