Rallentamento della crescita nelle economie avanzate
Sebbene ancora forte, la crescita subirà un leggero rallentamento nel 2025 e nel 2026. Infatti, il rallentamento della crescita nelle economie europee avanzate peserà sul turismo (20% del PIL nel 2024) e sulle rimesse degli espatriati (circa il 20%). Inoltre, nel 2025 il governo prevede di modificare la legge sull’Agenzia per gli investimenti (sia nazionali che esteri) e la promozione delle esportazioni della Gambia, limitando gli incentivi fiscali e sospendendo i certificati speciali di investimento alle imprese con risultati insoddisfacenti. La riforma frenerà gli investimenti privati. D’altro canto, sono comunque previste riforme entro la fine del 2025 per incoraggiare la creazione di imprese, come una politica fondiaria volta a garantire e facilitare l’accesso ai terreni e ai finanziamenti.
In vista delle elezioni presidenziali del 2026, gli investimenti pubblici dovrebbero rallentare a favore della spesa sociale. Tuttavia, nell’ambito del Piano di Sviluppo Nazionale 2023-2027 (RF-NDP), il governo prevede di investire in agricoltura, trasporti, energia e capitale umano. Il finanziamento delle infrastrutture da parte dei partner internazionali rimane fondamentale, sebbene anche gli investimenti diretti esteri e quelli governativi – talvolta in collaborazione con il settore privato – svolgano un ruolo importante. All’inizio del 2025 è stata inaugurata una linea elettrica ad alta tensione cofinanziata dalla Banca Mondiale, dall’Unione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La crescita sarà sostenuta anche dal settore agricolo grazie alla riduzione dei prezzi dei fattori di produzione, in particolare per i fertilizzanti e le sementi. Ciò dovrebbe stimolare i consumi delle famiglie, dato che nel 2023 l’agricoltura rappresentava il 29% dell’occupazione totale. Infine, nel giugno 2025 la Cina ha annunciato la completa eliminazione dei dazi sulle importazioni provenienti da 53 paesi africani. La Cina è stata la principale destinazione delle esportazioni del Gambia nel 2024, rappresentando il 36,3% delle esportazioni totali. L’impatto diretto della guerra commerciale e della prevista scadenza dell’African Growth and Opportunity Act (AGOA) a settembre 2025 dovrebbe essere minimo, poiché le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentavano in precedenza solo lo 0,3% delle esportazioni totali.
Dal 2024 si è osservato un rallentamento dell’inflazione grazie al persistere di una politica monetaria restrittiva – il tasso di interesse di riferimento è stato mantenuto al 17% dal dicembre 2023 – e a un calo dei prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari. Nel 2025 e nel 2026, l’inflazione dovrebbe convergere gradualmente verso l’obiettivo del 5% fissato dalla banca centrale. In un contesto di incertezza globale, è probabile che la banca centrale inizi a tagliare i tassi solo a partire dal 2026. Il rallentamento dell’inflazione e l’imminente allentamento monetario stimoleranno i consumi privati e gli investimenti.
Il risanamento fiscale minacciato dalla spesa pre-elettorale
Il governo intende proseguire i propri sforzi di risanamento fiscale, con il sostegno della Extended Credit Facility (ECF) del FMI, pari a 100 milioni di dollari, fino al 2027. Si prevede che il rapporto tra gettito fiscale e PIL aumenti leggermente nel 2025–2026, sostenuto dall’aumento delle tariffe dell’elettricità e dell’acqua a seguito della graduale eliminazione delle sovvenzioni. Le entrate non fiscali saranno potenziate dal prossimo esborso nell’ambito del programma di riciclaggio degli asset di Africa50 relativo al ponte Senegambia, pari all’1,8% del PIL. Il programma consente agli investitori privati di gestire le infrastrutture per un determinato periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. Inoltre, il governo prevede di vendere fino al 60% della propria partecipazione nella Gambia Telecommunications Company (Gamtel) nel 2026. Ciononostante, si prevede un ampliamento del disavanzo di bilancio, in particolare nel 2026. Il FMI ha rilevato progressi lenti nel consolidamento fiscale, in gran parte dovuti ai continui trasferimenti fuori bilancio a sostegno della National Water and Electricity Company (NAWEC), che versa in difficoltà. Tuttavia, la situazione finanziaria della NAWEC dovrebbe migliorare in seguito al mancato rinnovo del suo contratto con Karpowership, nei confronti della quale ha accumulato notevoli arretrati. Il rapporto spesa/PIL aumenterà nel 2025, spinto dagli aumenti salariali previsti nel settore pubblico, dai maggiori pagamenti per il servizio del debito estero (con il servizio del debito che rappresenta il 23% del bilancio nazionale) e dall’aumento della spesa per le infrastrutture in vista delle elezioni del 2026. Il calo di popolarità del presidente Adama Barrow potrebbe indurre a un aumento della spesa sociale e dei trasferimenti alle comunità vulnerabili. Nonostante queste pressioni, si prevede che l’ECF prosegua fino alla sua scadenza prevista nel gennaio 2027 e che gli esborsi continuino, sebbene possano essere temporaneamente sospesi durante il periodo elettorale. Il debito pubblico, prevalentemente estero e costituito da prestiti agevolati e semi-agevolati concessi da creditori multilaterali e bilaterali, dovrebbe diminuire ulteriormente nel 2025 e nel 2026 con il proseguimento dei rimborsi. Il FMI descrive il debito del Gambia come sostenibile, ma ritiene che il rischio di sovraindebitamento rimarrà elevato.
Per quanto riguarda i conti con l’estero, il conto corrente, strutturalmente negativo a causa di un ampio squilibrio commerciale, dovrebbe registrare una riduzione del disavanzo nel 2025 e nel 2026. Il miglioramento sarà determinato dai prezzi all’importazione più bassi del petrolio e dei prodotti alimentari, nonché dall’aumento dei proventi da esportazione, in particolare derivanti dalle vendite di arachidi al Senegal. Il calo dei proventi del turismo e degli afflussi di rimesse sarà compensato da maggiori erogazioni da parte del FMI. Il disavanzo delle partite correnti sarà finanziato tramite sovvenzioni a favore di progetti, investimenti diretti esteri (IDE) e, in misura minore, prestiti agevolati. Le riserve valutarie corrispondono a cinque mesi di importazioni.
Un clima politico teso con la prospettiva di un terzo mandato presidenziale
Rieletto nel 2021 per un secondo mandato quinquennale, il presidente Adama Barrow ha ripetutamente accennato alla possibilità di candidarsi per un terzo mandato nel dicembre 2026. Tale mossa è resa possibile dal suo blocco di una riforma costituzionale volta a limitare il numero dei mandati presidenziali. Il suo partito, il National People’s Party (NPP), ha ottenuto una stretta maggioranza relativa nelle elezioni legislative dell’aprile 2022 e, con il sostegno di due partiti minori, detiene una esigua maggioranza assoluta. Tuttavia, gli emendamenti costituzionali richiedono una maggioranza del 75% nell’Assemblea nazionale prima di essere sottoposti a referendum. In questo contesto, le proteste guidate dall’opposizione e le manifestazioni pubbliche potrebbero intensificarsi in vista delle elezioni, aggiungendosi alle recenti mobilitazioni contro la corruzione. Nonostante non sia riuscito a mantenere le principali promesse elettorali – in particolare quelle relative alle riforme politiche e costituzionali volte a rafforzare la democrazia – e in un contesto di opportunità economiche che rimangono limitate, Barrow sembra trovarsi in una posizione favorevole, grazie alle alleanze con i partiti politici minori. Nel frattempo, la riforma del settore della sicurezza procede a rilento, ritardando il ritiro della Missione dell’ECOWAS in Gambia (ECOMIG), dispiegata nel 2017 in seguito al rifiuto dell’ex presidente Yahya Jammeh di dimettersi. La presenza prolungata dell’ECOMIG rimane fonte di frustrazione per alcuni settori della popolazione.
Il Gambia mantiene stretti legami con il Senegal, con cui ha un accordo di cooperazione in materia di commercio e transito. Mantiene inoltre solide relazioni con il Mali – un partner commerciale di rilievo – nonostante il ritiro del Mali dall’ECOWAS, nonché con la Guinea-Bissau e la Costa d’Avorio. Il Gambia mantiene stretti legami con i paesi del Golfo, che forniscono un sostegno significativo al finanziamento delle infrastrutture. Infine, il paese continua a godere di buoni rapporti sia con la Cina che con l’India: la Cina sta investendo nell’industria ittica locale, mentre l’India importa anacardi e fornisce riso.

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