La ripresa prosegue a ritmo graduale in un contesto di incertezze esterne
Sulla scia della tendenza del 2026, l’economia finlandese dovrebbe registrare un modesto rafforzamento nel corso del 2027, dopo un prolungato periodo di crescita debole. La domanda interna si sta gradualmente riprendendo grazie al rallentamento dell’inflazione, al miglioramento dei redditi reali e alla stabilizzazione della fiducia dei consumatori. Si prevede che la spesa delle famiglie contribuisca in modo più positivo alla crescita dopo un periodo di consumi contenuti, mentre gli investimenti pubblici in infrastrutture, difesa e transizione verde forniranno un ulteriore sostegno. Ciononostante, la ripresa dovrebbe rimanere moderata, riflettendo la cautela dei consumatori, la debolezza del mercato immobiliare e la scarsa fiducia delle imprese. La crescita dovrebbe accelerare nel 2027, man mano che le condizioni di finanziamento diventeranno più favorevoli e l’attività di investimento migliorerà.
I rischi esterni continuano a pesare sulle prospettive. L’economia finlandese, altamente aperta, rimane esposta alla minore domanda da parte dei principali partner commerciali europei, alle tensioni geopolitiche e alla volatilità dei mercati energetici. Sebbene i recenti aumenti dei prezzi dell’energia abbiano accresciuto le pressioni inflazionistiche, la Finlandia è meglio protetta rispetto a molte economie europee grazie alla sua produzione di elettricità in gran parte priva di combustibili fossili, che riduce la sua dipendenza dall’energia importata. Gli investimenti in settori quali l’energia pulita, i centri dati e la produzione manifatturiera avanzata dovrebbero offrire opportunità di crescita a lungo termine, contribuendo a compensare alcune delle sfide che i settori tradizionali di esportazione devono affrontare.
Si prevede che i casi di insolvenza aziendale rimangano elevati, poiché le imprese continuano a dover affrontare una domanda debole, costi del lavoro elevati e condizioni di finanziamento restrittive. I settori orientati all’esportazione, tra cui i prodotti forestali, i prodotti chimici, i metalli e l’industria manifatturiera, rimangono vulnerabili al rallentamento della crescita globale e alle perturbazioni del commercio. Tuttavia, il graduale miglioramento della domanda interna dovrebbe contribuire a limitare un più ampio deterioramento dei risultati aziendali nel periodo di previsione.
L’aumento del debito pubblico rimane una sfida fondamentale
Le finanze pubbliche continuano a rappresentare una delle principali vulnerabilità economiche della Finlandia. Si prevede che i disavanzi pubblici persistano fino al 2027, poiché le pressioni sulla spesa derivanti dall’invecchiamento della popolazione, dai maggiori impegni in materia di difesa e dal sistema di welfare continuano a superare la crescita delle entrate. Sebbene il governo abbia introdotto misure volte a controllare la spesa e a migliorare la partecipazione al mercato del lavoro, si prevede che il debito pubblico continui ad aumentare e rimanga ben al di sopra dei parametri di riferimento fiscali europei. Il risanamento fiscale dovrebbe quindi rimanere una priorità politica nei prossimi anni.
La posizione esterna della Finlandia dovrebbe indebolirsi leggermente nel corso del 2027, con la bilancia delle partite correnti che tornerà a registrare un deficit più ampio dopo aver registrato un modesto surplus nel 2025. Una domanda interna più forte, l’aumento delle importazioni legato agli appalti nel settore della difesa e agli investimenti in infrastrutture, nonché una domanda estera ancora contenuta, potrebbero probabilmente superare i guadagni nelle esportazioni. Tuttavia, non si prevede che il deterioramento raggiunga i livelli osservati negli anni immediatamente successivi alla pandemia, quando gli elevati costi energetici e la minore competitività hanno pesato fortemente sulla bilancia estera. Con la graduale ripresa della domanda globale, la crescita delle esportazioni nei settori della tecnologia, dei beni industriali e della transizione verde dovrebbe fornire un certo sostegno, contribuendo a contenere il disavanzo e a mantenere una posizione estera complessivamente resiliente.
Il governo bilancia riforma fiscale, difesa e crescita
Il governo di coalizione di centro-destra del primo ministro Petteri Orpo, composto dal Partito di Coalizione Nazionale, dal Partito dei Finlandesi, dal Partito Popolare Svedese e dai Democratici Cristiani, rimane concentrato sul miglioramento delle prospettive di crescita a lungo termine della Finlandia, ripristinando al contempo la sostenibilità fiscale. Accanto alle riforme del mercato del lavoro e alle misure volte a incrementare la produttività, il governo ha introdotto una serie di sgravi fiscali, tra cui la riduzione delle imposte sul reddito e quella del carico fiscale sulle imprese, con l’obiettivo di rafforzare la competitività, sostenere gli investimenti e incoraggiare l’occupazione.
Allo stesso tempo, il governo ha perseguito una linea più rigorosa in materia di immigrazione, inasprendo i requisiti per i permessi di soggiorno, il ricongiungimento familiare e l’accesso alla residenza permanente, cercando al contempo di dare priorità alla migrazione per motivi di lavoro volta a colmare le carenze di competenze. Queste politiche riflettono la crescente attenzione politica rivolta alla migrazione e all’integrazione, in particolare tra i partiti della coalizione di governo.
Tuttavia, è il programma di risanamento di bilancio del governo ad aver suscitato le maggiori polemiche. I tagli alla spesa per i programmi di assistenza sociale, le prestazioni sociali e i servizi pubblici hanno incontrato una forte opposizione da parte dell’opinione pubblica e hanno contribuito a un calo del sostegno alla coalizione nei recenti sondaggi. Di conseguenza, il Partito Socialdemocratico ha riconquistato il primato nei sondaggi in vista delle prossime elezioni parlamentari, previste per la primavera del 2027. Sebbene si preveda un’intensificazione del dibattito politico nel periodo che precede le elezioni, permane un ampio consenso sulla necessità di rafforzare la competitività della Finlandia, aumentare la spesa per la difesa e migliorare il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia.

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