Crescita stabile e solida in un contesto di prospettive incerte per le esportazioni
La crescita economica dovrebbe rimanere praticamente invariata nel 2025 e quindi rimanere inferiore rispetto agli anni pre-Covid (6,5% in media tra il 2015 e il 2019), in un contesto di debolezza dell’economia globale. I consumi privati (75% del PIL) dovrebbero beneficiare di un’inflazione e di tassi di interesse nettamente più bassi, compensando il risanamento fiscale. Anche l’allentamento monetario da parte della Bangko Sentral ng Pilipinas (BSP) dovrebbe incoraggiare gli investimenti privati, mentre quelli pubblici dovrebbero trarre vantaggio dai progetti infrastrutturali. Inoltre, diverse politiche volte a ridurre le barriere agli investimenti esteri, nonché la rimozione delle Filippine dalla lista grigia del FATF nel febbraio 2025, potrebbero attrarre capitali esteri. Sul fronte esterno, le prospettive sono cupe a causa delle crescenti tensioni commerciali e geopolitiche. Tuttavia, l’impatto dovrebbe essere mitigato dalla quota relativamente modesta delle esportazioni nell’economia (circa il 12% del PIL).
Dato il suo contributo relativamente modesto al deficit commerciale degli Stati Uniti, le Filippine registrano l’aumento più contenuto delle tariffe reciproche (17%) nell’ASEAN dopo Singapore. Grazie ai differenziali tariffari, gli esportatori potrebbero beneficiare di una maggiore competitività sul mercato statunitense (16% delle esportazioni totali). D’altra parte, però, l’aumento dei prezzi all’importazione nel mercato statunitense dovuto ai dazi potrebbe determinare un calo dei volumi delle esportazioni filippine. Inoltre, la struttura delle esportazioni differisce da quella degli altri paesi dell’ASEAN, poiché le Filippine sono molto più orientate verso le esportazioni di servizi, in particolare l’outsourcing dei processi aziendali (BPO). Di conseguenza, non sarà facile sostituire i propri omologhi regionali nel mercato statunitense senza investimenti sostanziali. Oltre all’impatto negativo sulle esportazioni, la debolezza delle economie cinese e statunitense, aggravata dalla guerra commerciale, potrebbe rallentare i flussi di rimesse.
L’inflazione (complessiva e di fondo) è scesa costantemente dopo aver toccato il picco dell’8% nel 2022 a seguito dell’insorgere delle tensioni tra Ucraina e Russia, attestandosi all’1,2% nel maggio 2025. Le pressioni inflazionistiche si sono in gran parte dissipate, sebbene le crescenti tensioni geopolitiche, in particolare tra l’Iran e Israele, potrebbero far aumentare il prezzo dell’energia importata. Di conseguenza, la politica monetaria della BSP si è allentata, con diversi tagli dei tassi a partire dall’agosto 2024. Date le modeste pressioni inflazionistiche e la necessità di sostenere la domanda interna, è probabile che la BSP prosegua la sua politica di allentamento monetario.
Nessun rischio rilevante legato al doppio deficit
Le Filippine stanno attuando una strategia di graduale risanamento fiscale. Il disavanzo in percentuale del PIL è diminuito dal picco raggiunto nel 2021. Il proseguimento di una crescita economica robusta e gli sforzi volti ad aumentare il gettito fiscale e non fiscale dovrebbero incrementare le entrate pubbliche nel 2025. Il governo prevede di aumentare le proprie entrate grazie alla digitalizzazione del sistema fiscale e alle modifiche alla politica tributaria, sebbene le riforme specifiche non siano state descritte nella ripartizione del bilancio. La spesa sarà destinata principalmente all’istruzione, alle infrastrutture, alla difesa e ai servizi sociali. Di conseguenza, il rapporto tra debito pubblico e PIL dovrebbe diminuire leggermente nel 2025. Il profilo di rischio del debito è limitato dalla quota relativamente bassa di finanziamenti denominati in valuta estera (circa il 32%).
Per quanto riguarda i conti con l’estero, il disavanzo delle partite correnti dovrebbe ridursi leggermente. Tuttavia, il disavanzo della bilancia delle merci dovrebbe rimanere consistente, poiché è improbabile che le esportazioni registrino una ripresa significativa, dato che il Paese dipende dai beni di consumo e dai beni strumentali importati. Nel contempo, si prevede un aumento dell’avanzo dei servizi grazie alle solide attività di BPO e a una graduale ripresa del turismo. Anche le consistenti rimesse dovrebbero contribuire ad attenuare il disavanzo delle partite correnti. Gli investimenti esteri, principalmente sotto forma di IDE provenienti dal Giappone, dagli Stati Uniti e da Singapore, potrebbero non coprire interamente il disavanzo corrente, esercitando così pressione sulle riserve internazionali. Ciononostante, queste ultime rimangono a livelli soddisfacenti, pari a otto mesi di importazioni nell’aprile 2025.
Coalizione frammentata
Il panorama politico filippino è in subbuglio a causa degli attriti all’interno della coalizione tra il presidente Ferdinand «Bongbong» Marcos Junior (figlio dell’omonimo dittatore che governò il Paese per 20 anni a partire dal 1965) e la fazione della vicepresidente Sara Duterte (figlia dell’ex presidente Rodrigo Duterte). La Camera dei Rappresentanti ha votato a favore dell’impeachment di Sara Duterte nel febbraio 2025 con l’accusa di aver ordito un tentativo di assassinio ai danni di Marcos Jr., di corruzione e di abuso di fondi. A giugno 2025 non si è ancora tenuto alcun processo al Senato (la camera alta del Congresso) e, per il momento, Sara Duterte ricopre ancora la carica di vicepresidente. L’arresto di Rodrigo Duterte da parte della Corte penale internazionale (CPI) con l’accusa di crimini contro l’umanità commessi durante la sua sanguinosa «guerra alla droga» ha riacceso le tensioni tra i due schieramenti. Marcos aveva in precedenza respinto la giurisdizione della Corte penale internazionale, ma non ha ostacolato pubblicamente l’arresto, portando alcuni sostenitori di Duterte a ipotizzare che Marcos stesse tacitamente consentendo l’intervento della Corte. In questo contesto, le elezioni di medio termine del maggio 2025 (sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato) si sono trasformate in una guerra per procura tra gli schieramenti di Marcos e Duterte.
Sebbene gli alleati di Marcos detengano la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, nessuno dei due schieramenti detiene attualmente una chiara maggioranza al Senato, il che gioca a favore di Sara Duterte per quanto riguarda il suo possibile impeachment. Inoltre, nonostante la detenzione di Rodrigo Duterte da parte della Corte penale internazionale (CPI), egli è stato eletto sindaco di Davao City nelle elezioni locali e suo figlio Sebastian è il vicesindaco. Nel complesso, Marcos e i suoi alleati mantengono un potere istituzionale ed esecutivo più forte, ma le vittorie del campo di Duterte al Senato e nelle elezioni locali li mantengono competitivi. Un altro motivo di attrito potrebbe essere il cambiamento di rotta della politica estera di Marcos, che si sta allontanando dalla Cina per avvicinarsi a paesi come il Giappone e gli Stati Uniti. Mentre Rodrigo Duterte era riuscito a migliorare i rapporti diplomatici del paese con Pechino, le tensioni tra i due paesi si sono inasprite dopo l’elezione di Marcos, in un contesto di crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina.

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