Crescita sostenuta anche nel 2025
Nel 2025, la crescita dovrebbe rimanere robusta, superando la media dell’area dell’euro. Essa sarà sostenuta sia dal recente ingresso nell’area Schengen e dall’adozione dell’euro nel 2023, sia dal continuo assorbimento dei fondi UE (10 miliardi di euro per il periodo 2021-2026, pari a circa il 12% del PIL, di cui è stato utilizzato solo il 30%). I consumi privati dovrebbero rimanere un importante motore di crescita, sostenuti da un mercato del lavoro solido (il tasso di disoccupazione si attestava al 5% a novembre 2024). Sebbene il rallentamento dell’inflazione rafforzi il potere d’acquisto delle famiglie, il previsto aumento dei prezzi dell’energia all’inizio dell’anno potrebbe moderare la crescita dei redditi reali. Il turismo (25% del PIL) continuerà a rafforzarsi grazie all’espansione dei collegamenti aerei, in particolare attraverso l’introduzione da parte di Croatia Airlines di otto nuove rotte internazionali. La politica fiscale adottata per il 2025 sarà decisamente espansiva, basandosi su un aumento della spesa del 10,2%, con l’obiettivo di stimolare la crescita e rafforzare le politiche sociali e demografiche. Nel frattempo, sebbene la politica monetaria europea stia diventando più accomodante, il suo impatto sull’attività economica dovrebbe farsi sentire appieno solo a partire dal 2026.
La crescita sarà sostenuta anche dagli investimenti, in particolare nella costruzione di complessi turistici, nelle infrastrutture di trasporto, nella diversificazione energetica e nella produzione di componenti automobilistici. La Croazia prevede di investire 6 miliardi di euro nell’arco di un decennio per modernizzare metà della propria rete ferroviaria. Questo progetto su larga scala stimolerà l’economia migliorando l’accessibilità e promuovendo trasporti più sostenibili. La ripresa del settore manifatturiero (20% del PIL) sarà favorita dal progetto Rimac Campus a Kerestinec, nei pressi di Zagabria. L’investimento di 300 milioni di euro da parte di Rimac Automobili darà vita a un importante complesso per lo sviluppo e la produzione di auto elettriche che darà lavoro a 2.500 persone. La partnership con BMW per le batterie ad alta tensione evidenzia il forte potenziale del settore automobilistico elettrico all’avanguardia per i prossimi anni. Tuttavia, il Paese deve affrontare una situazione demografica sfavorevole e un basso livello di investimenti in ricerca e sviluppo, che potrebbero compromettere le sue prospettive di crescita a lungo termine.
La spesa sociale e gli investimenti pubblici stanno ampliando il disavanzo
Dopo un deficit modesto registrato nel 2023, le finanze pubbliche dovrebbero continuare a deteriorarsi nel periodo 2024-2025, principalmente a causa dell’aumento degli investimenti pubblici, della spesa sociale e dell’attuazione di una riforma salariale nel settore pubblico. Nonostante ciò, il debito pubblico dovrebbe continuare la sua traiettoria discendente grazie alla crescita robusta e all’uso ottimale dei fondi europei. Il governo prevede di avviare misure di risanamento fiscale a partire dal 2025, attraverso la graduale eliminazione dei sussidi energetici e il ripristino dei contributi sanitari per i giovani lavoratori.
Il saldo delle partite correnti dovrebbe rimanere prossimo all’equilibrio. La struttura delle partite correnti rivela un significativo deficit commerciale cronico, compensato da un forte surplus nei servizi, grazie ai proventi del turismo. Gli investimenti diretti esteri (IDE), provenienti principalmente dall’Unione europea, rimangono un pilastro essenziale del finanziamento esterno, con una notevole concentrazione nei servizi finanziari (25%), nell’industria manifatturiera (18%) e nel settore immobiliare (17%). Il Paese è meno vulnerabile rispetto ad altri Stati membri dell’UE a un probabile aumento dei dazi statunitensi sulle esportazioni europee nel 2025. Ciò è dovuto alla modesta quota di esportazioni di beni destinate agli Stati Uniti e al fatto che il settore dei servizi rappresenta una quota di crescita molto maggiore rispetto al settore industriale. Da quando è entrata a far parte dell’eurozona nel 2023, la Croazia ha beneficiato dell’accesso alle riserve valutarie comuni della BCE, il che ha rafforzato in modo significativo la sua capacità di finanziamento.
Scenario politico interno teso
Le elezioni legislative dell’aprile 2024 hanno visto l’Unione Democratica Croata (HDZ), partito conservatore di centro-destra guidato dal primo ministro Andrej Plenkovi?, mantenere la propria posizione dominante nonostante una lieve perdita di seggi (61 seggi rispetto ai precedenti 66 su un totale di 151). L’HDZ ha formato una coalizione con il Movimento Patriottico di estrema destra (14 seggi) per mantenere Plenkovi? al potere per un terzo mandato, mentre l’opposizione di centro-sinistra ha registrato un avanzamento in un contesto caratterizzato da un’elevata affluenza alle urne. Il panorama politico continuerà a essere teso con la schiacciante rielezione di Zoran Milanovi? a presidente della Repubblica il 12 gennaio 2025, dopo aver ottenuto il 75% dei voti. Questa schiacciante vittoria è indicativa della polarizzazione del Paese e della complessa convivenza tra Milanović, del Partito Socialdemocratico, che sostiene posizioni populiste e nazionaliste critiche nei confronti dell’UE e della NATO, e Plenković, fermamente filoeuropeo. Ciononostante, il ruolo del presidente rimane limitato ed è più di natura cerimoniale che esecutiva. Le loro divergenze ideologiche, in particolare in materia di politica estera e di sostegno all’Ucraina, si manifestano in frequenti disaccordi pubblici. Le prossime elezioni legislative sono previste per il 2028, salvo scioglimento anticipato del Parlamento.
Sul fronte sociale, il Paese deve affrontare importanti sfide demografiche, con una popolazione in rapido invecchiamento e una significativa emigrazione di giovani qualificati. Il governo ha annunciato misure per stimolare i tassi di natalità, tra cui il raddoppio degli assegni familiari. In termini di politica estera, la Croazia ha controversie di confine con diversi paesi confinanti, in particolare con la Slovenia riguardo alla baia di Pirano e con la Serbia riguardo al confine lungo il Danubio. Il paese rimane inoltre diviso sul proprio coinvolgimento nel sostegno all’Ucraina, con il presidente Milanovi? che ha recentemente rifiutato di autorizzare la partecipazione croata alla missione di addestramento della NATO a favore dell’Ucraina.

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