Crescita stabile, trainata dal turismo e dagli investimenti
Si prevede che la crescita rimanga forte nel 2026, trainata dagli stessi fattori del 2025. Il turismo rimarrà il motore principale, alimentato da una clientela europea benestante e sempre più numerosa proveniente, tra gli altri, dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Germania e dal Portogallo, il cui arrivo dovrebbe essere facilitato dall’apertura di nuove rotte aeree.
Anche gli investimenti contribuiranno alla crescita. Sono in corso diversi progetti di elettrificazione, soprattutto nelle aree rurali, e progetti volti ad ampliare la capacità di generazione elettrica, sono in corso nell’ambito del Piano Strategico di Sviluppo Sostenibile 2022-2026, che mira a raggiungere una quota del 50% di energie rinnovabili nel mix energetico entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Tra i progetti figurano l’ampliamento del parco eolico sull’isola di Santiago, la cui capacità passerà da 9 MW a 22 MW, e la costruzione di otto nuovi impianti solari, alcuni dei quali entreranno in fase di costruzione già nel 2026. Capo Verde continuerà inoltre a investire nelle infrastrutture di trasporto interinsulari, come l’ampliamento del porto di Santo Antão. Questi investimenti sono finanziati principalmente da partner multilaterali (FMI tramite il suo strumento RSF, Banca Mondiale, BEI, Banca Africana di Sviluppo). La costruzione di grandi complessi turistici – comprendenti strutture ricettive, ristoranti e campi da golf – è finanziata dagli investimenti diretti esteri (Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti e Cina). Tuttavia, questi investimenti non consentiranno all’economia di diversificarsi, la quale rimane vulnerabile a un possibile rallentamento in Europa.
Con l’escudo capoverdiano ancorato all’euro, l’apprezzamento della valuta europea rispetto al dollaro e la moderazione dei prezzi delle materie prime dovrebbero contribuire a rallentare l’inflazione nel 2026. Questo contesto, unito all’aumento dei proventi del turismo, alle maggiori rimesse dalla diaspora e alle politiche sociali redistributive – alcune delle quali mirano alla riduzione della povertà – dovrebbe contribuire ad accelerare i consumi privati.
L’avanzo primario contribuisce a ridurre il debito
Si prevede che il disavanzo pubblico continui a diminuire nel 2026. Le entrate aumenteranno grazie all’aumento delle imposte sugli arrivi turistici, sul tabacco e sull’alcol, alla riduzione delle esenzioni doganali su determinati prodotti importati (beni di consumo e prodotti alimentari semilavorati) e all’ampliamento della base imponibile attraverso la riduzione delle scappatoie fiscali e la lotta all’evasione fiscale. Gli investimenti nelle infrastrutture energetiche saranno in parte finanziati dall’introduzione di una tassa sul carbonio e da incentivi fiscali mirati per le energie rinnovabili e i veicoli elettrici. Allo stesso tempo, si prevede un aumento dei trasferimenti sociali a sostegno dell’obiettivo dichiarato di sradicare la povertà estrema entro il 2026, nonostante ciò appaia difficile da raggiungere. Seguendo le raccomandazioni del FMI, il governo intende inoltre contenere la spesa salariale pubblica in percentuale del PIL, ridurre gradualmente i sussidi alle imprese pubbliche e ristrutturarne diverse attraverso la privatizzazione parziale e i partenariati pubblico-privati.
La spesa pubblica aumenterebbe quindi a un ritmo più lento rispetto alle entrate, il che genererebbe un leggero avanzo primario e consentirebbe la continua riduzione del debito pubblico, i cui due terzi sono detenuti da creditori esteri, principalmente istituzioni multilaterali quali la Banca mondiale, la Banca africana di sviluppo e il FMI, sotto forma di prestiti agevolati. Circa un quinto del debito estero è detenuto da creditori bilaterali quali Portogallo, Cina e Kuwait, mentre poco meno di un quarto è detenuto da creditori commerciali, tra cui prevalgono le banche portoghesi. Capo Verde beneficia inoltre di un meccanismo innovativo per la conversione del debito in investimenti per il clima. Già 12 milioni di euro in titoli di Stato detenuti dal Portogallo sono stati convertiti in finanziamenti per la conservazione ambientale e la costruzione di infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici. In definitiva, tutti i crediti portoghesi, pari a circa 140 milioni di euro, potrebbero essere convertiti nell’ambito dello stesso quadro. Il rafforzamento di questo meccanismo, insieme all’apertura di zone economiche speciali nel 2026, dovrebbe portare a un’ulteriore accelerazione degli investimenti esteri.
La bilancia delle partite correnti è in attivo dal 2024, grazie al surplus della bilancia dei servizi generato dalla continua crescita del turismo. Il surplus compensa il deficit commerciale molto consistente, che dovrebbe aggravarsi ulteriormente nel 2026 a causa delle importazioni legate alla costruzione di infrastrutture turistiche ed energetiche. Si prevede tuttavia che il saldo delle partite correnti rimanga positivo grazie alle rimesse della diaspora e agli esborsi del FMI nell’ambito dei suoi programmi di aiuto (ECF e RSF). Questa situazione ha consentito a Capo Verde di rimborsare parte del proprio debito e di aumentare le riserve valutarie, che ammontano a 6,8 mesi di importazioni.
Probabile cambiamento politico nel 2026
Capo Verde è una delle poche democrazie stabili dell’Africa. Nelle ultime elezioni parlamentari dell’aprile 2021, il Movimento per la Democrazia (MPD, centro-destra) ha mantenuto la maggioranza assoluta (38 seggi su 72), rieleggendo Ulisses Correia e Silva, che ricopriva la carica di Primo Ministro dal 2016. Tuttavia, le elezioni presidenziali tenutesi nell’ottobre dello stesso anno hanno visto la vittoria al primo turno di José Maria Neves, esponente del principale partito di opposizione, il Partito Africano per l’Indipendenza di Capo Verde (PAICV, sinistra). In questo sistema semiparlamentare, la sua vittoria ha inaugurato un periodo di coabitazione de jure, anche se, in realtà, il presidente ha un ruolo molto meno importante rispetto al primo ministro e ha scarsa influenza sul processo decisionale. Tuttavia, la vittoria del PAICV alle elezioni comunali del dicembre 2024 (15 comuni su 22), che ha portato a un rimpasto di governo, preannuncia un cambio di governo in occasione delle elezioni legislative dell’aprile 2026. Questo risultato riflette l’insoddisfazione popolare per gli esiti socio-economici delle politiche del MPD, che non sono riuscite a migliorare in modo sostanziale le condizioni di vita (eliminando la povertà estrema) né a garantire l’accesso ai servizi essenziali (sanità, istruzione, ecc.), nonostante le promesse elettorali.
Vicino alla sua ex potenza coloniale, il Portogallo, Capo Verde intrattiene inoltre ottimi rapporti con altri paesi africani di lingua portoghese, quali Angola, Mozambico e Guinea-Bissau. Tali relazioni si concretizzano in accordi bilaterali nei settori dell’istruzione, della sicurezza marittima e del commercio. Capo Verde collabora regolarmente con questi paesi nell’ambito della CPLP (Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese), promuovendo gli scambi economici, gli investimenti incrociati e le iniziative diplomatiche congiunte, in particolare su questioni di sicurezza regionale e sviluppo sostenibile.
A livello internazionale, Capo Verde ha adottato una posizione largamente filo-occidentale. Gli Stati Uniti dovrebbero rimanere un partner politico di primo piano, come dimostrato dalla visita del Segretario di Stato americano Anthony Blinken nel gennaio 2024, volta a rafforzare la cooperazione tra i due paesi al fine di garantire la sicurezza regionale e combattere la pirateria. Lo stesso vale per l’Europa in termini di sicurezza (lotta al traffico di droga e alla tratta di esseri umani), turismo – in particolare il Regno Unito, che rappresenta oltre un quarto dei visitatori – e investimenti diretti esteri (IDE). Capo Verde e l’UE hanno inoltre concordato di rinnovare fino al 2029 l’accordo di pesca che consente l’accesso alle acque territoriali dell’arcipelago in cambio di un corrispettivo (3,9 milioni di euro per il periodo). Anche la Cina rimarrà un partner strategico, continuando a investire nei settori della sanità e del turismo, nonché nello sviluppo di una zona economica speciale incentrata sull’economia blu.

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