Bahamas, Commonwealth delle

Sudamerica

PIL pro capite ($)
$35517.0
Popolazione (nel 2021)
0,4 milioni

Valutazione

Rischio Paese
B
Contesto imprenditoriale
A4
Precedentemente:
B
Precedentemente:
A4
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Sommario

Punti di forza

  • Un settore turistico fiorente, vicino agli Stati Uniti
  • Polo bancario e finanziario internazionale
  • Progressi in materia di trasparenza finanziaria e conformità normativa
  • Modernizzazione del settore elettrico
  • Stabilità politica e istituzionale
  • Ancoraggio del dollaro delle Bahamas al dollaro statunitense

Punti di debolezza

  • Punti di debolezza
  • Forte dipendenza dal turismo, proveniente principalmente dal mercato nordamericano, e dal settore finanziario
  • Capacità ricettiva limitata, che ostacola la crescita del turismo
  • Elevato deficit delle partite correnti dovuto alla dipendenza dalle importazioni di merci
  • Elevato livello di debito pubblico
  • Vulnerabilità agli uragani, aggravata dai cambiamenti climatici
  • Criminalità legata al traffico di droga
  • Vincoli strutturali che limitano il potenziale di crescita (costi energetici elevati, emigrazione, invecchiamento della popolazione, frammentazione territoriale, ecc.)

Scambi commerciali

Esportazione di beni in % del totale

Costa d'Avorio
46%
Zimbabwe
19%
Stati Uniti d'America
18%
Libia
2%
Brasile
1%

Importazone di beni in % del totale

Stati Uniti d'America 85 %
85%
Europa 3 %
3%
Cina 2 %
2%
Giappone 1 %
1%
Canada 1 %
1%

Previsioni

Questa sezione è uno strumento prezioso per i responsabili finanziari e i credit manager. Fornisce informazioni sulle pratiche di pagamento e di recupero crediti in uso in un determinato paese.

Crescita in fase di normalizzazione, ancora in gran parte dipendente dal turismo

Per il terzo anno consecutivo, nel 2027 si prevede un rallentamento della crescita, poiché l’economia converge verso il proprio potenziale a lungo termine dopo il periodo di ripresa post-pandemica. Il turismo, pilastro principale dell’attività economica che rappresenta circa l’85% delle esportazioni, il 40% del PIL e il 50% dell’occupazione, dovrebbe entrare in una fase di normalizzazione, pur continuando a essere sostenuto dall’espansione dei segmenti dei soggiorni di lusso e delle crociere. Inoltre, il settore rimarrà fortemente dipendente dalle condizioni economiche degli Stati Uniti, poiché oltre l’80% dei visitatori dell’arcipelago proviene da quel Paese. Anche i servizi finanziari offshore, secondo pilastro dell’economia che rappresenta tra il 15% e il 20% del PIL, dovrebbero continuare a sostenere l’attività nonostante un contesto normativo internazionale più rigoroso.

Anche gli investimenti privati esteri, concentrati nel settore delle costruzioni, dovrebbero rimanere un motore fondamentale dell’attività. Gli investimenti nelle infrastrutture turistiche (alberghi, aeroporti, porti, ecc.) mirano ad alleviare i limiti di capacità che hanno ostacolato lo sviluppo del settore, mentre gli investimenti nel settore energetico fanno parte di un ambizioso programma di modernizzazione volto a ridurre l’elevato costo dell’elettricità e a sostenere il potenziale di crescita dell’economia. Tra i progetti di punta figurano il terminale di rigassificazione del GNL di Clifton Pier (370 milioni di dollari) e il potenziamento della rete elettrica di New Providence (130 milioni di dollari), entrambi previsti per il completamento entro il 2027-2028.

L’aumento dei proventi legati al turismo dovrebbe compensare in parte gli effetti dell’inflazione, alimentata in particolare dai prezzi dei carburanti, dei trasporti e dei generi alimentari. Si prevede che l’inflazione inciderà sul potere d’acquisto delle famiglie nel 2027. Al contrario, l’introduzione del Sand Dollar, la valuta digitale lanciata dalla Banca Centrale delle Bahamas (CBB) nel 2020, promuove l’inclusione finanziaria e dovrebbe sostenere i consumi privati. Allo stesso tempo, la spesa pubblica dovrebbe continuare a essere limitata a causa delle esigenze di risanamento fiscale.

Continua il miglioramento delle finanze pubbliche nonostante la fragile posizione esterna

Si prevede che il risanamento fiscale mantenga il disavanzo pubblico vicino al pareggio durante l’anno fiscale 2026-2027 (dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027). Le entrate (pari al 22% del PIL nell’anno fiscale 2025-2026) dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili, poiché le maggiori entrate fiscali legate al turismo e i proventi derivanti dalla nuova imposta minima globale del 15% sulle grandi imprese multinazionali (circa lo 0,8% del PIL) dovrebbero compensare in larga misura l’abolizione dell’IVA sui prodotti alimentari non preparati e le misure di sgravio dell’imposta sugli immobili introdotte nell’aprile 2026. Allo stesso tempo, si prevede che il governo dia priorità agli investimenti nei settori dell’energia e della sanità, mentre la spesa complessiva (20,8% del PIL) dovrebbe registrare variazioni minime.

La strategia di finanziamento del governo continua a fare affidamento principalmente sul mercato interno, in particolare sulle banche commerciali e sugli investitori istituzionali, attraverso emissioni in valuta locale al fine di limitare i rischi di cambio e di rifinanziamento. Tale approccio appare giustificato, vista la quota ancora significativa del debito estero, che a metà del 2026 rappresentava circa il 45% del debito pubblico totale in essere, nonché l’elevato onere degli interessi, pari a quasi il 20% delle entrate pubbliche. Ciononostante, il proseguimento del risanamento fiscale, sostenuto da un avanzo primario costante (circa il 3,5% del PIL nel 2025), dovrebbe contribuire a ridurre il rapporto debito pubblico/PIL nel 2027.

Nonostante un leggero miglioramento, il saldo delle partite correnti dovrebbe rimanere in forte deficit nel 2027, riflettendo la dipendenza strutturale del Paese dalle importazioni di merci (carburanti, prodotti alimentari e beni strumentali), che i proventi del turismo e dei servizi finanziari compensano solo in parte. Inoltre, il consistente disavanzo del reddito primario dovrebbe rimanere immutato a causa del rimpatrio dei dividendi da parte delle società di proprietà straniera operanti alle Bahamas, in particolare nei settori turistico e finanziario. Nel complesso, i rischi rimangono orientati al ribasso. Un rallentamento del turismo globale o un aumento sostenuto dei prezzi dell’energia potrebbero indebolire ulteriormente la posizione esterna della nazione insulare. Detto questo, si prevede che la Banca centrale continui a difendere l’ancoraggio del dollaro delle Bahamas al dollaro statunitense, cercando al contempo di mantenere un livello adeguato di riserve valutarie, che a giugno 2026 erano equivalenti a cinque mesi di importazioni.

Maggiore stabilità politica, ma dipendenza dagli Stati Uniti che persiste

Il Partito Liberale Progressista (PLP, centro-sinistra) è emerso come chiaro vincitore delle elezioni legislative anticipate tenutesi nel maggio 2026, assicurandosi la maggioranza assoluta in Parlamento (33 seggi su 41) e consolidando la propria presa sul potere fino al 2031. Rieletto per un secondo mandato quinquennale consecutivo, il primo dal 1997, il Primo Ministro Philip Davis sta cavalcando l’onda del successo di una politica economica incentrata sullo sviluppo del turismo, sulla riforma del settore elettrico e su una maggiore trasparenza del sistema finanziario, volta ad attrarre maggiori investimenti esteri. A questo proposito, le Bahamas sono tra i pionieri della regione nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. La criminalità legata al traffico internazionale di droga e l’aumento del costo della vita sono i due principali fattori di rischio che potrebbero minare la stabilità politica del Paese.

Sul fronte internazionale, le Bahamas mantengono un rapporto privilegiato con Washington, loro principale partner commerciale, principale investitore e fonte primaria di turisti, nonostante il rifiuto da parte di Nassau, nel 2024, della proposta dell’amministrazione Trump di accogliere i migranti espulsi dagli Stati Uniti. Allo stesso tempo, il governo dovrebbe continuare a diversificare le proprie partnership, come dimostrano l’accordo firmato con gli Emirati Arabi Uniti nel 2022 per promuovere il turismo tra i due paesi, nonché l’accordo siglato con il Botswana nel 2023 per rafforzare la cooperazione nel settore del turismo e dei servizi finanziari. Tuttavia, tali iniziative sono di portata modesta e non mettono in discussione la forte dipendenza economica del Paese dagli Stati Uniti.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026