Focus Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG)

Parigi, 30 ottobre 2023 - Dopo un rallentamento economico nel 2023 dovuto principalmente a un calo della produzione e dei prezzi dell’energia, il 2024 sarà probabilmente l’anno di maggiore crescita economica per i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Dopo diversi mesi di pessimismo per via della domanda globale di petrolio, da questa estate i prezzi sono in crescita. Ma non tutti i paesi sono uguali…

Il contesto economico favorevole non interessa alcuni paesi vulnerabili dal punto di vista strutturale Bahrein, Oman: economie fragili in termini di conti pubblici 


Dopo tanti mesi di pessimismo legati alla domanda globale di petrolio, i prezzi hanno cominciato a risalire in seguito all’annuncio da parte della Russia – e soprattutto dell’Arabia Saudita – del protrarsi dei tagli alla produzione fino a fine anno. Tuttavia, l'aumento del prezzo del petrolio non andrà a beneficio di tutti i Paesi in egual misura.

I livelli elevati del debito pubblico, la persistenza di fragilità fiscali strutturali e le risorse naturali limitate rispetto a quelle degli altri paesi della regione costringeranno Bahrein e Oman a rimanere vigili. Il Bahrein continuerà a registrerà il ratio di debito pubblico/PIL più elevato della regione, con il 125% nel 2023. Tenuto conto dell’alto livello del prezzo di breakeven del barile, stimato intorno ai 125USD per il 2023, le autorità hanno cominciato a prendere in considerazione misure per limitare un ulteriore innalzamento del debito pubblico. Malgrado le regolari eccedenze delle partite correnti, l'importante deficit di bilancio e la necessità di preservare l'ancoraggio della valuta pesano sulle riserve valutarie del Bahrein. Sebbene le riserve che coprono tre mesi di importazioni siano generalmente considerate il livello minimo adeguato, le riserve del Paese coprirebbero solo 1,5 mesi di importazioni nel 2023.
La dinamica del debito dell’Oman sembra invece più equilibrata, malgrado il Paese risenta di debolezze fiscali strutturali, principalmente a causa delle risorse naturali limitate. Dopo il crollo dei prezzi del petrolio nel 2015 e nel 2016, l’Oman non ha smesso di registrare deficit doppi - conti correnti e fiscali.

 

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, meno vulnerabili, vengono generalmente in aiuto


In caso di emergenza, quando i fondi vengono a mancare, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti forniscono storicamente il proprio supporto.
Questi tre paesi hanno annunciato un pacchetto di aiuti pari a 10 mld di USD a sostegno del Bahrein nel 2018, dopo aver fornito 20 mld di USD a Oman e Bahrein nel 2011, a dimostrazione delle alleanze strategiche ed economiche tra questi paesi. Tali fondi hanno permesso a Oman e Bahrein di ridurre i propri deficit di bilancio, attenuare gli effetti negativi dei programmi di consolidamento fiscale e introdurre riforme fiscali finalizzate a un migliore allineamento delle economie del CCG.

 

Situazioni finanziarie differenti ma politiche monetarie praticamente identiche


Queste diverse strutture delle economie del CCG ci ricordano che, sebbene questi Paesi abbiano formato un'alleanza economica e finanziaria, le loro situazioni finanziarie sono differenti. In termini monetari, tutte le valute – ad eccezione del Kuwait, la cui valuta è legata a un paniere riservato di valute – sono ancorate al dollaro statunitense. In linea con le future decisioni della Fed, le banche centrali del CCG manterranno i propri tassi di riferimento a un livello elevato fino a quando la Fed non darà avvio a un ciclo di allentamento monetario.

 

Forte concorrenza negli stessi settori per la diversificazione


Sebbene ancora fortemente dipendenti dal settore petrolifero, i paesi del CCG hanno messo in atto piani di diversificazione economica, in seguito al crollo dei prezzi tra il 2014 e il 2016. Mentre gli Emirati Arabi Uniti si sono rivelati all’avanguardia in tema di diversificazione economica, l’Arabia Saudita ha annunciato investimenti colossali in questi ultimi anni. I due paesi, insieme al Qatar, e in misura minore all’Oman, puntano ai medesimi settori (costruzioni, turismo, finanza), con un rischio reale di concorrenza interna alla regione. Inoltre, le principali fonti di finanziamento di queste strategie di diversificazione si basano sui proventi del petrolio. Considerando questi due fattori, le strategie di diversificazione economica, pur essendo fattibili, potrebbero non dare i risultati sperati.

 

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