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15/05/2017
Pubblicazioni economiche

Scarsità di manodopera nei paesi dell’Europa centrale e orientale: una preoccupazione crescente per le imprese

Scarsità di manodopera nei paesi dell’Europa centrale e orientale: una preoccupazione crescente per le imprese

Il mercato del lavoro in Europa Centrale e Orientale è in continuo miglioramento. I tassi di disoccupazione hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati e molte economie dell’area stanno beneficiando di una bassa disoccupazione rispetto alla media UE. L’aumento dei salari e la bassa inflazione, oltre a migliorare la fiducia consumatori, hanno fatto dei consumi domestici il principale fattore di traino dell’espansione economica.

L’attività economica domestica e della regione nel suo complesso sta beneficiando di questi sviluppi, ma le imprese ne stanno risentendo. Le imprese stanno fronteggiando l’aumento del potere di negoziazione salariale da parte dei lavoratori e sono costrette ad accettare più alti livelli remunerativi. La domanda esterna e domestica dinamica, la debole crescita demografica e l’emigrazione hanno contribuito alla scarsità di manodopera. Un numero crescente di imprese segnala che è un freno allo sviluppo del business. In Repubblica Ceca e Ungheria c’è un alto numero di posti di lavoro non coperti.

Attualmente l’aumento dei salari è superiore all’incremento della produttività. Fortunatamente il costo della manodopera nella regione rimane di molto inferiore alla maggior parte dei paesi dell’Europa dell’Est. In media, il costo del lavoro nell’Europa Occidentale è tre volte più alto dei paesi dell’Europa Centrale e Orientale. Questo scarto vantaggioso, associato alla vicinanza geografica e culturale, dovrebbe continuare – anche se potrebbe essere compromesso dall’emigrazione dei lavoratori più giovani e di personale più specializzato che continua a pesare sulla produttività. Le imprese continuano a registrare carenza di manodopera, in particolare di quella relativa a personale qualificato. Recenti indagini mostrano che le mansioni qualificate, autisti e ingegneri sono tra le figure più difficili da reperire in Europa Centrale e Orientale.

La scarsa manodopera potrebbe essere compensata incentivando chi è emigrato a tornare e aprendosi a una maggiore immigrazione. Per far ciò bisogna migliorare la governance e gestire le reticenze legate all’accoglienza di migranti, promuovendo programmi di formazione professionale e istruzione universitaria, incoraggiando la partecipazione al mercato del lavoro delle minoranze etniche, delle donne e della popolazione anziana. Il mercato del lavoro nell’Europa Centrale e Orientale continua a migliorare.

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