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26/01/2015
Pubblicazioni economiche

Panorama Turchia: insolvenze d’impresa

Panorama Turchia: insolvenze d’impresa

La divulgazione, da parte del Presidente della FED Ben Bernanke, della strategia di uscita della Banca Centrale nel maggio 2013 ha segnato l’avvento di un nuovo periodo contraddistinto da un cambiamento nella percezione dei rischi relativi alle economie emergenti nei mercati finanziari. La Turchia è entrata in questa fase con un disavanzo di conto corrente elevato, un settore produttivo fortemente dipendente dalle importazioni e tre elezioni consecutive.

L’alto livello di debito in valuta e la dipendenza dalle importazioni rendono il settore delle imprese vulnerabile alla volatilità dei tassi di cambio e al rallentamento della domanda interna. Nel 2014, le imprese hanno saputo resistere al forte deprezzamento della lira all’inizio dell’anno sacrificando in parte i loro profitti.

Il forte deprezzamento del tasso di cambio, iniziato nel dicembre 2013, si è stabilizzato solo prima della diminuzione significativa dei tassi di interesse effettuata dalla Banca Centrale a fine gennaio. Tuttavia, il deprezzamento della lira turca continua ad influire sui bilanci delle imprese. Inoltre, le misure di restrizione del credito introdotte a inizio anno dalla BBDK (Autorità di Regolamentazione e Vigilanza del settore bancario) per contenere il disavanzo corrente hanno rallentato la domanda interna, complicando così il recupero dei crediti da parte delle imprese.
In questa situazione, si osserva un peggioramento nelle capacità di pagamento dei settori la cui produzione e le cui vendite si rivolgono principalmente al mercato interno. L’aumento del numero di fatture contestate e di assegni scoperti conferma questa tendenza. Tuttavia, l’evoluzione dell’economia mondiale, i rischi geopolitici, l’atteso processo di innalzamento dei tassi di interesse da parte della FED e le prossime elezioni politiche nel Paese evidenziano la persistenza del rischio di cambio. Ciò suggerisce che stiamo entrando in una fase in cui le imprese devono gestire in maniera più prudente i propri flussi di cassa e prestiti. Coface mette in evidenzia i rischi legati ai settori delle costruzioni, dei metalli non ferrosi e dell’acciaio.

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  SOMMARIO:
  • Aumento dei tassi di cambio e rallentamento della domanda interna     influiscono sulla performance di pagamento
  • Redditività ridotta rende i pagamenti difficili
  • Rischi settoriali: settore dei metalli (esclusi acciaio e ferro), auto, chimica, costruzioni, distribuzione, tessile & abbigliamento
  • Conclusione

 

 

 

 

 

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