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30/06/2014
Pubblicazioni economiche

Panorama Paese - Turchia: le grandi tendenze per il 2014?

Panorama Turchia

Nel corso dell’ultimo decennio l’economia turca ha raggiunto una crescita straordinaria. Il PIL del paese è quasi triplicato periodo raggiungendo gli 820 miliardi di dollari a fine 2013. Il paese conta una popolazione di 76,7 milioni di abitanti e un reddito pro capite di circa 10.700 dollari. Secondo il FMI, a parità di potere d’acquisto, la Turchia è oggi la 16esima economia mondiale e la sesta in Europa per grandezza. Il PIL pro capite target del paese per il 2023 è di 25.000 dollari.

Dopo aver registrato elevati tassi di crescita nel periodo post-crisi, l’economia turca ha cercato nel 2012 di negoziare il rallentamento della crescita aiutando a ridurre i disequilibri dell’economia. Le autorità sono riuscite a ridurre il deficit di conto corrente ormai a livelli allarmanti e ad attenuare le pressioni inflazioniste mentre l’occupazione totale continuava ad aumentare.

Tuttavia la dipendenza delle importazioni dalle industrie manifatturiere rappresenta ancora una debolezza strutturale. Nel 2014 il tasso di crescita più basso influirà negativamente sui profitti delle imprese. Il nostro barometro settoriale, che mostra la performance finanziaria delle imprese nelle diverse industrie unitamente all’esperienza di pagamento di Coface, indica che i rischi per il settore aziendale sono in aumento. In particolare, le imprese che non guadagnano sull’export o possiedono una struttura del capitale fragile potrebbero risentire di una crescita più lenta, scarsa disponibilità di valuta e costi di produzione maggiori. Ciò potrebbe ridurre i margini di profitto che per contro incrementerebbero il rischio di fallimenti.

RECENTI SVILUPPI DELL’ECONOMIA TURCA

Crescita moderata, deficit estero ridotto 

Dopo il rallentamento nel 2012, la crescita dell’economia turca ha subito un’accelerazione nel 2013 grazie alla domanda interna, in particolare alle ingenti spese per i consumi delle famiglie e alla spesa pubblica. Nel 2013 l’economia ha registrato una crescita più veloce del previsto pari al 4%, superiore alle aspettative del piano a medio termine del governo del 3,6% nonostante la riduzione generale di liquidità, le incertezze politiche e i tassi di interesse elevati.

Complessivamente, nel 2013 la domanda locale ha contribuito per 6,4 punti percentuali alla crescita, più del -1,9 registrato nel 2012.

Il contributo proveniente dalle spese per i consumi pubblici e privati si è fermato a 3,7 punti percentuali. Il contributo degli investimenti totali era inferiore e si è fermato a 1,1 punti percentuali. Tuttavia, quello delle esportazioni nette era negativo a seguito della forte domanda interna e delle elevate importazioni di oro durante l’anno. Nel 2013 le esportazioni nette totali hanno abbassato il tasso di crescita di 2,3 punti percentuali.

evoluzione industriale

Settore automobilistico: calo delle vendite domestiche, focus sulle esportazioni 

L’industria automobilistica rappresenta un settore di fondamentale importanza per l’economia turca. Dagli anni ’60 l’industria ha prosperato, si è orientata all’esportazione ed è diventata competitiva dopo gli anni ’90 con l’arrivo dei produttori di veicoli da tutto il mondo. Quando queste imprese hanno cominciato a costruire fabbriche nel paese, solitamente al fianco di partner locali, la Turchia si è trasformata in un centro di riesportazione per grandi produttori di autoveicoli del mondo. 

Negli ultimi anni la produzione totale è cresciuta notevolmente. Secondo l’OICA (Organizzazione Internazionale dei Costruttori di Automobili) la Turchia è divenuta nel 2012 il 16esimo produttore di autoveicoli con una produzione totale di 1.072.339 unità, 9,8% in meno rispetto all’anno scorso. Nel 2011 il paese si era classificato 17esimo produttore nella produzione mondiale.

Settore tessile e abbigliamento: un vantaggio grazie alla debolezza della valuta locale e alla ripresa europea

Le industrie tessili, di abbigliamento e pelletteria sono considerate dal governo turco tra i settori strategici in grado di raggiungere l’obiettivo del paese di 500 miliardi di dollari entro il 2023. Secondo il Ministero dell’Industria, tre industrie contano approssimativamente per il 16% del valore aggiunto totale nel settore manifatturiero e il 10% nella produzione nazionale.. Nel 2012, il valore annuo della produzione delle tre industrie ha raggiunto i 48,6 miliardi di dollari, creando il 12% circa dell’occupazione totale incluso il lavoro informale.

Nel settore tessile la concorrenza globale si è intensificata dopo l’annullamento delle quote sulle esportazioni cinesi di tessile e abbigliamento nel 2005. La Turchia si classifica ancora tra i più grandi player mondiali in queste industrie grazie all’offerta di costi di produzione bassi, tempi di consegna veloci grazie alla vicinanza geografica dei mercati europei, all’ampia conoscenza ed esperienza nella produzione su larga scala. Secondo i dati dell’OMC la quota turca nell’esportazione mondiale di tessile si è fermata a 3,9% nel 2012 mentre quella nelle esportazioni mondiali di abbigliamento era 3,4%.

Settore edilizio: meno domande per gli immobili 

L’edilizia è stata una delle forze trainanti dell’economia turca. Molti altri sotto-settori sono in stretto contatto con questo settore quali cemento, calcestruzzo, calcestruzzo preconfezionato, industria del ferro e dell’acciaio, ceramica, vetro e industrie del mattone.

BAROMETRO SETTORIALE

Metalli 

In Turchia il settore dei metalli (eccetto ferro e acciaio) presenta rischi molto elevati.

Il crollo dei prezzi delle materie prime e il rischio di cambio influiscono sulla liquidità di alcune imprese. In particolare, la redditività è in calo per le imprese che hanno debiti in valuta estera e una struttura del capitale debole, che a loro volta provocano pressione fiscale per queste imprese. 

Alimentare

Il settore alimentare in Turchia presenta rischi medi. 

In Turchia l’industria alimentare è uno dei settori più importanti. Nel 2013 gli investimenti diretti esteri ammontavano a 343 milioni di dollari. Nel 2013 la Turchia ha registrato un’eccedenza commerciale di 5 miliardi di dollari nelle esportazioni di alimenti e bevande e importazioni. La sfida principale per i produttori alimentari sarà l’aumento dei costi di produzione dovuto alla scarsità. Un altro rischio è rappresentano dalle difficoltà nella gestione del denaro contante a causa dei termini più lunghi di pagamento da parte degli ipermercati. Tuttavia non esiste un rischio maggiore in grado di mettere in discussione le attività delle imprese in questo settore. 

Chimica

Il settore chimico in Turchia presenta rischi elevati. 

La Turchia mira a raggiungere i 50 miliardi di dollari nelle esportazioni chimiche entro il 2023. Nel 2013 le esportazioni turche di prodotti chimici hanno raggiunto i 7,6 miliardi di dollari, rispetto ai 7,3 miliardi nel 2012. Nello stesso periodo le esportazioni di prodotti in gomma e plastica sono aumentate da 6,4 miliardi di dollari a 7 miliardi. Il settore turco della plastica è il terzo in Europa per grandezza con una produzione annua di 7,2 milioni di tonnellate di plastica. Il rischio maggiore deriva dalla forte dipendenza dalle importazioni. Anche l’incremento del costo dei prestiti dovuto all’aumento dei tassi di interesse e al rallentamento del settore immobiliare del paese, dei mercati di elettrodomestici e autoveicoli hanno creato rischi in termini di domanda.

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Antonella VONA

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