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23/11/2017
Pubblicazioni economiche

Il settore automobilistico britannico

Il settore automobilistico britannico

Il settore automobilistico britannico comincia una traversata nel deserto. La voce dei principali rappresentanti dell’industria in merito alle conseguenze negative di una potenziale “hard Brexit” sembra rimanere inascoltata oltre Manica. In un contesto economico incerto, in cui si moltiplicano le difficoltà, questi rappresentanti ritengono che, in questa fase, le negoziazioni tra Regno Unito e Unione Europea, siano ad essi sfavorevoli, malgrado il Premier britannico abbia recentemente insistito sulla volontà del paese di rimanere nel mercato unico. Gli anni fiorenti dell’industria britannica sembrano finiti. Malgrado il paese disponga di numerose risorse, l’industria automobilistica dovrà rinnovarsi ancora una volta per resistere allo shock annunciato della Brexit. Dovrà affrontare numerose sfide, e contemporaneamente la prospettiva di un’uscita disordinata dall’UE pesa sulla sua capacità futura di investimento e innovazione. La debolezza dell’esecutivo britannico aumenta l’incertezza sul futuro del settore.

IL SETTORE “STA FINENDO IL CARBURANTE”?

Segnali negativi che colpiscono l’industria di punta

L’auto è un’industria importante nel Regno Unito. Secondo l’Istituto nazionale di statistica britannico (Office for National Statistics), genera un fatturato di circa 16 miliardi di dollari (18 miliardi di euro); in aumento del 55% dal 2010.Il settore, che rappresenta quasi l’1% del PIL e circa il 9% del valore aggiunto dell’industria manifatturiera britannica, occupa il quarto posto in Europa in termini di produzione, secondo l’Associazione dei costruttori europei di automobili (ACEA), seguita da Germania, Spagna e Francia e impiega 169.000 persone. Inoltre, dopo la Spagna è l’industria più produttiva del quartetto (10 veicoli per addetto). In termini di produzione mondiale, nel 2016 l’automotive occupava il tredicesimo posto, ben distante da Cina e Stati Uniti. L’industria è fortemente orientata verso l’esportazione, con circa il 79% dei veicoli assemblati nel Regno Unito esportati, di cui il 55% verso gli altri paesi dell’UE, il 16% circa verso gli Stati Uniti e il 7% verso la Cina. Questo si spiega con la presenza nel paese di costruttori orientati verso veicoli “premium”. Il Regno Unito ospita le sedi legali di costruttori riconosciuti a livello mondiale per la qualità dei loro veicoli: Jaguar, Bentley, MINI, MacLaren, Land Rover e Aston Martin. Tuttavia, la maggior parte di questi marchi sono filiali di grandi gruppi esteri, in particolare BMW e Tata Motors. In più, questa industria è integrata nel resto dell’UE. Secondo le dogane britanniche, il paese importava l’80% dei componenti di auto nel 2016 (…)

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