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15/07/2016
Pubblicazioni economiche

Emirati Arabi Uniti: una nuova era di crescita più lenta

Emirati Arabi Uniti: una nuova era di crescita più lenta

L’economia degli Emirati Arabi Uniti è la più diversificata della regione del Golfo. Tale caratteristica si rivela particolarmente importante dalla metà del 2014, con il crollo dei prezzi del petrolio. Nel 2015, solo il 30% del PIL e il 20% circa delle esportazioni provenivano da redditi da idrocarburi. Questo ha reso il paese meno vulnerabile agli shock dei prezzi del petrolio. Gli sforzi di diversificazione hanno aiutato gli Emirati Arabi a sviluppare riserve finanziarie solide consentendo al governo di continuare a supportare le attività economiche non legate agli idrocarburi.

Tuttavia, questa situazione non rende il paese totalmente immune dal calo dei prezzi dell’energia, dal momento che i due terzi dei redditi fiscali derivano dagli idrocarburi. Così, il governo ha deciso di implementare il consolidamento fiscale ed eliminare alcuni finanziamenti energetici. Unitamente a una politica monetaria meno accomodante su effetto di una politica più restrittiva della Fed americana, tale consolidamento fiscale potrebbe ridurre il ritmo di crescita dei consumi privati, principale motore di crescita degli Emirati Arabi. Il primo capitolo di questo panorama si focalizza sull’impatto della diversificazione economica sulle performance di crescita.

Si prevede che il governo continui a investire nelle attività non legate agli idrocarburi, che sosterranno l’economia. Gli Emirati Arabi restano un’economia molto attrattiva per gli investitori internazionali. Il contesto economico favorevole delle imprese beneficia di un’elevata produttività, eccellenti infrastrutture, forti legami con i mercati internazionali e un settore privato dinamico.

Questi sono elementi chiave a supporto dello sviluppo di settori come la distribuzione e il turismo – a cui questo panorama dedica il secondo capitolo. Alcune sfide però rimangono. Condizioni di liquidità più restrittive e costi più elevati stanno riducendo i margini di profitto nel settore distributivo. Nel settore turistico, i prezzi più bassi dell’energia e il deprezzamento del rublo e dell’euro rispetto al dollaro (da cui il dirham è fissato) stanno mettendo pressione sulle performance delle imprese.

Coface ha aumentato il livello di rischio del settore automotive da moderato a elevato, mentre tessile-abbigliamento, distribuzione e agroalimentare sono stati portati a livello medio a elevato.

La questione della sostenibilità della valuta basata sul sistema peg utilizzato nei paesi del Golfo viene affrontata alla fine del primo capitolo.

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    Diversificazione dell’economia: un tampone contro i prezzi bassi dell’energia
  • Stabilità della valuta del CCG: cosa la rende sostenibile?
  • Barometro settoriale

 

 

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