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10/02/2016
Pubblicazioni economiche

Barometro del rischio paese: le grandi sfide del 2016

Barometro del rischio paese: le grandi sfide del 2016

Dopo le famiglie americane nel 2007-2008 e gli stati dell’Eurozona nel 2011-2012, i paesi emergenti si trovano al centro della tempesta, in parte a causa di un indebitamento eccessivo. Come sono arrivati a questo punto? Una crescita dimezzata nel “mondo emergente” tra il 2010 e il 2015, politiche monetarie estremamente espansioniste dopo la crisi di Lehman Brothers e il crollo dei prezzi delle materie prime dopo la metà del 2014.

In questo contesto di aumento dei rischi per le imprese, Coface declassa o mette sotto sorveglianza negativa molte valutazioni di paesi emergenti, in America Latina (Brasile per la seconda volta in meno di un anno), Africa (Sudafrica, Algeria, Zambia, Tanzania, Gabon, Namibia, Madagascar), in Medio Oriente (Bahrein) e Asia (Kazakhstan).

Numerose economie hanno capacità di resistenza superiori (flessibilità dei regimi di tasso di cambio, abbondanza di riserve, maggiore capitalizzazione delle banche, debito pubblico ridotto rispetto a quelle delle economie avanzate…) in confronto agli anni ’90, segnati da numerose crisi emergenti. Le regioni non sono colpite alla stessa maniera da questo duplice shock sulla crescita da una parte, e sull’indebitamento delle imprese dall’altra. In questa fase, per esempio, l’Europa centrale rimane poco colpita, ragion per cui Coface ha riclassificato la valutazione dell’Ungheria (da B ad A4) e ha messo sotto sorveglianza positiva quella della Lettonia.

L’Eurozona continua la graduale ripresa, come testimonia la messa sotto sorveglianza positiva della valutazione dell’Italia. Ma il prezzo basso del petrolio, l’euro debole e il calo lento della disoccupazione non devono far sottovalutare le tante numerose fonti di rischio potenziale del 2016, tra cui figura il rischio politico (Spagna, Grecia, Portogallo). Salvo quei paesi la cui attività dipende molto dal settore energetico (Canada declassato ad A2) e/o della crescita cinese (prospettive negative per le valutazioni di Giappone, Taiwan e Hong Kong), le economie avanzate, nel complesso, beneficeranno ancora di una crescita moderata nel 2016. Ma sfortunatamente queste buone notizie non saranno sufficienti quest’anno a riavviare la crescita mondiale!

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SOMMARIO:

  • La crescita mondiale non decolla, nonostante il prezzo del petrolio ai minimi
  • Imprese dei paesi emergenti: i nuovi subprime dell’economia mondiale?
  • Rinnovo del contesto politico in America latina, quali cambiamenti attesi per la regione?

 

 

 

 

 

 

 

INFOGRAFICA: MAPPA DEL RISCHIO PAESE – GENNAIO 2016

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