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17/05/2018
Pubblicazioni economiche

Balcani occidentali e unione europea: i legami politici seguono quelli economici

Balcani occidentali e unione europea: i legami politici seguono quelli economici

BALCANI OCCIDENTALI E UNIONE EUROPEA: I LEGAMI POLITICI SEGUONO QUELLI ECONOMICI

Malgrado i conflitti regionali, la crisi finanziaria del 2007-2008 e la crisi della zona euro del 2009-2011, i paesi dei Balcani occidentali1 hanno sviluppato una forte prossimità economica con l'Unione europea attraverso una serie di accordi regionali e bilaterali. A causa di ostacoli istituzionali, economici e diplomatici, l'adesione all'UE sarà un processo lungo ma allo stesso tempo probabile, grazie all'importanza strategica della regione e al rafforzamento delle condizioni di ingresso, (o lo status di prea-ingresso),in particolare perché l'adesione potrebbe allontanare la regione dall’interesse di altre parti (Russia, Cina).

COLPITE DALLE GUERRE DEGLI ANNI ’90, LE RELAZIONI SONO STATE RIPRISTINATE

I forti conflitti etno-nazionalisti nei Balcani occidentali iniziati nel 1991, hanno portato alla disgregazione della Jugoslavia, e si sono conclusi solo nel 1999, in seguito all'intervento delle Nazioni Unite e della NATO, con la promessa di adesione all'Unione Europea (UE). Lo stesso anno, il Patto di stabilità per l'Europa sudorientale (sostituito nel 2008 dal Consiglio di cooperazione regionale) è stato adottato dai paesi dei Balcani occidentali e dalla Moldavia, con il sostegno di UE, Stati Uniti e altre organizzazioni internazionali. Numerosi accordi sono stati adottati in ambito commerciale (Accordo centroeuropeo di libero scambio nel 2006), infrastrutture (quadro infrastrutturale dei Balcani occidentali nel 2009, piattaforma di investimento regionale online nel 2018) ed energia (creazione della Comunità dell'energia nel 2006). Parallelamente, l'UE ha adottato il processo di stabilizzazione e associazione, consentendo la firma di accordi di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra l'UE e ciascun paese dei Balcani occidentali, che includono disposizioni per futuri accordi di libero scambio globale e approfondito (DCFTA).

Per superare l’indebolimento delle relazioni e la convergenza economica causata dalle successive crisi finanziarie ed europee tra il 2008 e il 2011, l'UE ha spinto per accelerare i collegamenti stradali, ferroviari, energetici e delle comunicazioni, sia nei Balcani occidentali che tra la regione e l'UE. Questa spinta ha visto l'adozione del Processo di Berlino nel 2014 e dell'agenda di connettività nel 2015, e ha portato successivamente al Trattato sulla Comunità dei trasporti nel 2017. Tale trattato, come gli altri, obbliga i paesi ad adottare la legislazione fondamentale dell'UE come stabilito dall'acquis communautaire1. Nel febbraio 2018, la nuova strategia2 rafforzata dei Balcani occidentali della Commissione Europea ha fissato un termine indicativo (2025) per l'ammissione dei due candidati più avanzati - Serbia e Montenegro - pur segnalando aree specifiche di miglioramento quali stato di diritto, sicurezza e migrazione, sviluppo socio-economico, digitalizzazione e miglioramento delle relazioni con i paesi vicini. Il vertice UE-Balcani occidentali, tenutosi lo scorso 17 maggio 2018 a Sofia, in Bulgaria, mira a riaffermare l'impegno dell'UE nei confronti dei Balcani occidentali e il suo interesse ad aderire all'UE.

1Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia (ex Repubblica Jugoslava di Macedonia), Montenegro, Serbia

L’acquis è l’insieme dei diritti e degli obblighi comuni vincolanti per tutti gli Stati membri dell'UE Fonte: https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/policy/glossary/terms/acquis_en

3 Com (2018) 65 final

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