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14/11/2016
Pubblicazioni economiche

Abenomics: la strategia definita prima freccia non ha avuto l’impatto sperato sulle esportazioni giapponesi e sullo yen

Abenomics: la strategia definita prima freccia non ha avuto l’impatto sperato sulle esportazioni giapponesi e sullo yen

Dal lancio dell’Abenomics a inizio 2013, il Paese si è ampiamente focalizzato nella strategia descritta come prima freccia, una spinta verso una politica monetaria aggressiva che la Banca del Giappone (BoJ) ha avviato ad aprile 2013. I mercati hanno sempre richiesto (e in generale accolto) una politica monetaria più espansiva, ma si evidenziato numerose dubbi circa l’impatto della prima freccia. Questo Panorama fornisce due punti di vista per le seguenti questioni chiave.

I. PER QUALE MOTIVO IL DEPREZZAMENTO DELLO YEN, DOPO UN INIZIO PROMETTENTE, NON HA RAFFORZATO I VOLUMI DI ESPORTAZIONE DI BENI IN GIAPPONE?

L’impatto limitato del deprezzamento dello yen sulle esportazioni si potrebbe facilmente spiegare con gli effetti della crescita economica mondiale debole sulle attività commerciali a livello mondiale, comprese le esportazioni giapponesi. Un’altra ragione, più strutturale, è la consuetudine delle esportazioni giapponesi di fissare prezzi differenti a seconda dei mercati, contribuendo così alla stabilità dei prezzi delle esportazioni equivalenti in valuta estera, malgrado il livello dello yen. Questo fenomeno limita la stimolazione eccessiva della domanda di esportazioni.
A causa di questa propensione a fissare i prezzi in funzione del mercato, la crescita dei profitti operativi produttori giapponesi segue la fluttuazione dello yen. La politica aggressiva di rilancio monetario condotta dalla BoJ avrebbe dovuto avvantaggiare i produttori giapponesi.
La valuta di fatturazione utilizzata dai produttori giapponesi per le loro esportazioni potrebbe costituire un altro fattore importante nella determinazione dell’impatto delle fluttuazioni dello yen sulla loro redditività. I settori che registrano un livello inferiore di differenziazione dei prodotti esportati, la cui quota di fatturazione in yen è perciò meno importante, sono più sensibili alle fluttuazioni. Questi player industriali sono quindi più vulnerabili nel periodo di apprezzamento dello yen, al contrario registrano una redditività maggiore nel periodo di deprezzamento.

II. LA POLITICA DI ESPANSIONE MONETARIA SEMBRA INDEBOLIRSI. COSA STA SUCCEDENDO?

Tuttavia, nello scenario borsistico movimentato osservato nel 2016, lo status di valore rifugio dello yen ha sostenuto la valuta giapponese malgrado il potenziamento della politica di espansione monetaria condotta dal paese. A parità di condizioni, gli effetti marginali delle nuove misure di stimolo monetario dovrebbero diminuire. Gli ultimi dati mostrano che il Giappone potrebbe, ancora una volta, trovarsi in una "trappola di liquidità". Quello che è più allarmante, è che il rischio di deflazione non sembra diminuire molto.

Con un margine di manovra debole sia sul piano monetario che finanziario, il governo giapponese deve prendere misure audaci di deregolamentazione e intraprendere ampie riforme strutturali al fine di stimolare la produttività e la crescita dei salari. In caso contrario, il contesto di crescita economica debole e la deflazione che caratterizzano il Giappone rischiano di proseguire.

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  • Per quale motivo il deprezzamento dello yen, dopo un inizio promettente, non ha rafforzato i volumi di esportazione di beni in Giappone?
  • La politica di espansione monetaria sembra indebolirsi. cosa sta succedendo?
  • Riepilogo delle esportazioni di beni giapponesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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