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30/11/2016
Rischio Paese e Studi economici

Revisione delle valutazioni settoriali in 6 regioni del mondo

Revisione delle valutazioni settoriali in 6 regioni del mondo

I rischi settoriali mondiali in equilibrio precario

  • Differenti dinamiche settoriali nel mondo
  • 4 settori declassati in Nord America: distribuzione, tessile-abbigliamento, trasporti e carta-legno
  • 1 settore declassato in Europa occidentale: l’agroalimentare
  • 2 declassamenti in Europa centrale: costruzioni e tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), con 1 solo settore in miglioramento (trasporti)
  • 1 declassamento in Medio Oriente: le TIC*

2016: quasi un terzo dei settori ha subito un declassamento

A fine 2016, le dinamiche settoriali mondiali sono ancora contrastanti, anche nelle regioni finora relativamente risparmiate dall’aumento dei rischi. Durante l’anno, su 12 settori valutati in 6 regioni del mondo, circa la metà ha visto le proprie valutazioni declassate: 23 declassamenti contro 10 promozioni.

La tendenza continuerà nel 2017. La crescita mondiale è ancora debole (stimata al 2,6%). I prezzi ancora bassi delle materie prime peseranno sulla redditività di numerosi settori. L’incremento del rischio politico, provocato da incertezze legate alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, alla Brexit e a numerosi sfide politiche in Europa, potrebbe portare le imprese dei paesi avanzati a rinviare le decisioni di investimento.

Nel quarto trimestre, Nord America la regione più fragile a livello settoriale

Questo trimestre, il Nord America risulta la regione più indebolita dall’incremento dei rischi. Dopo una netta diminuzione delle insolvenze d’impresa nel 2014 (-16%) e nel 2015 (-12%), nel 2016 la regione sperimenta una stabilità, seguita da un lieve aumento del +1% nel 2017. I settori che dipendono dai consumi delle famiglie soffriranno del rallentamento della crescita. Le vendite al dettaglio sono già in calo di un punto nell’arco di un anno a fine luglio 2016. Il secondo aumento del tasso di riferimento dopo la crisi finanziaria del 2008, previsto a dicembre, aumenterà il costo dei finanziamenti e influirà ancora sul comportamento d’acquisto delle famiglie più modeste.

  • Questi fattori portano Coface a porre le valutazioni dei settori della distribuzione e del tessile-abbigliamento a «rischio elevato».
  • Il settore dei trasportiamericano beneficia dei prezzi del petrolio e degli effetti della ristrutturazione iniziata dodici anni fa ma le previsioni, soprattutto per quanto riguarda il traffico aereo, sono peggiorate a causa del calo dei consumi. Il settore è quindi valutato a «rischio medio».
  • Il settore della carta-legno risente di una dinamica fiacca del mercato delle costruzioni negli Stati Uniti: tra gennaio e settembre 2016, la crescita dei permessi edilizi è passata da +12,5% al +2,3%. Il rischio del settore è diventato così «elevato».

Incremento del rischio credito in Europa

In Europa il rischio credito è aumentato, seppur in presenza di una lieve riduzione del numero di insolvenze.

In Europa occidentale, l’agroalimentare è declassato di un livello, a «rischio elevato». I produttori di cereali europei, in particolare francesi e tedeschi, risentono di un doppio effetto sui prezzi e sui volumi: una produzione storicamente bassa in un contesto di prezzi bassi a livello mondiale.

L’Europa centrale registra due declassamenti (costruzioni e TIC) con un miglioramento (trasporti).

  • La situazione del settoreedilizio, declassato a «rischio elevato», è peggiorata a causa di un congelamento dei progetti di infrastrutture in Polonia, che potrebbe divenire il primo paese europeo sanzionato per il mancato rispetto delle normative europee in materia di deficit pubblico.
  • Il settore delle TIC, declassato a «rischio medio», risente (come nel resto del mondo) di una crescita moderata soprattutto in seguito al rallentamento delle vendite di smartphone a livello mondiale. Il rischio credito è in aumento a causa delle pressioni al ribasso sui prezzi e di conseguenza sui margini delle imprese.
  • I trasporti, l’unico settore in miglioramento («rischio medio»), beneficia della dinamica dei consumi nella regione e delle previsioni di crescita soddisfacenti nella Zona euro. Solo il mercato polacco soffre per i legami con il Regno Unito.

Ulteriore declassamento in Medio Oriente: il settore delle TIC dinamico ma a rischio

In Medio Oriente, nei 3/4 dei settori i rischi sono considerati «elevati» e «molto elevati». L’ultimo settore declassato a «rischio elevato» è quello delle TIC, i cui margini risentono dell’indebolimento del mercato principalmente in linea con la diminuzione delle entrate petrolifere. Inoltre, le riesportazioni verso l’Iran stanno diminuendo grazie alla revoca delle sanzioni. Infine, anche l’esistenza di un mercato nero difficile da controllare contribuisce al calo dei profitti sul mercato legale.

 

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* Tecnologie dell’informazione e della comunicazione 

 

ALLEGATO

FIG1
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