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05/04/2017
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Nel 2016 l’esperienza di pagamento delle imprese cinesi migliora, ma sono ancora numerose le dilazioni di pagamento di lungo periodo

Un’indagine sulla gestione del rischio credito delle imprese, su 1017 società cinesi che hanno partecipato, ha rivelato che i ritardi di pagamento delle imprese sono globalmente migliorati nel 2016. Nel 2016 solo il 68% degli intervistati ha dovuto far fronte a ritardi di pagamento (rispetto alla media dell’80% dei 5 anni precedenti). Si riduce il numero delle aziende che rileva crediti in sofferenza. Tuttavia, è allarmante la situazione delle problematiche legate ai crediti di lunga durata. In effetti, per il 35,7% delle società intervistate, le dilazioni di pagamento di lunga durata (che superano i 180 giorni), rappresentano più del 2% del loro fatturato 2016.

Lo studio mostra che nel 2016 più dell’80% degli intervistati rileva un periodo di ritardo medio di oltre 90 giorni (26,3% contro il 21% nel 2015). Per contro, la parte delle imprese intervistate, con ritardi di pagamento superiori a 150 giorni (grafico 1) è nettamente in aumento (15,9% contro il 9,9% del 2015).

L’esperienza di pagamento di Coface dimostra che circa l’80 % dei crediti insoluti di lunga durata (180 giorni o più) non vengono recuperati. Se oltre il 2% del fatturato annuo di un’ impresa è oggetto di ritardi di pagamento di lunga durata, la liquidità può risentirne, come la capacità di pagare i fornitori.
Il 35,7% delle imprese (contro il 33,4 % nel 2015) hanno dichiarato che le dilazioni di pagamento di lungo periodo rappresentano più del 2% del fatturato annuo. Si assiste ad un incremento delle aziende (10,9% contro il 8,7% nel 2015) con ritardi di pagamento molto lunghi per oltre il 10% del fatturato annuo (grafico 2). Questo fenomeno riduce sensibilmente il flusso della tesoreria, essenziale al funzionamento dell’impresa.
Le società cinesi, che hanno conosciuto dei mancati pagamenti di questo tipo, si sono trovate di fronte a difficoltà finanziarie importanti. Nel 2017 si traducono in particolare in condizioni di stretta monetaria e del credito più rigorose e in una forte riduzione dei margini dovuta alla sovraccapacità industriale, a una domanda più debole e alla crescente concorrenza degli ultimi anni.

I settori ad alto rischio: costruzioni, chimica, macchinari industriali e elettronici

Tra gli 11 settori analizzati in corso di indagine, le problematiche legate ai mancati pagamenti di lunga durata sono diminuite nei seguenti sette settori: la chimica, i macchinari industriali ed elettronici, l’informatica e le telecomunicazioni, i metalli, l’industria farmaceutica e le vendite al dettaglio. (grafico 3)Tra gli 11 settori analizzati in corso di indagine, le problematiche legate ai mancati pagamenti di lunga durata sono diminuite nei seguenti sette settori: la chimica, i macchinari industriali ed elettronici, l’informatica e le telecomunicazioni, i metalli, l’industria farmaceutica e le vendite al dettaglio. (grafico 3)

L’industria dei metalli, settore da qualche anno ad alto rischio, ha mostrato segni di miglioramento, rafforzata da ristrutturazioni e da un aumento dei prezzi. Numerose imprese di questo settore si trovano ancora a doversi confrontare con crediti insoluti di lungo periodo, dichiarando che l’ammontare totale dei mancati pagamenti rappresenta più del 10% del fatturato.

Nel 2016, e rispetto al 2015, i risultati dello studio mostrano un degrado inatteso delle problematiche legate ai mancati pagamenti, nonostante le prospettive positive a lungo termine del settore farmaceutico e i fattori di crescita strutturale (quale l’invecchiamento della popolazione del paese e l’aumento del reddito pro capite). Questo fenomeno è in parte dovuto alla rapida evoluzione del quadro politico e regolamentare che ha introdotto un sistema a doppia fattura, testato in 11 province.

I rischi legati ai mancati pagamenti restano stabili nei settori degli apparecchi elettronici e domestici, dell’automotive e dei trasporti, delle costruzioni, della carta e del tessile abbigliamento, che hanno tutti beneficiato dei miglioramenti del settore.
A dispetto di qualche miglioramento, nel 2016 il settore delle costruzioni resta quello più a rischio in Cina, con il 45,9 % delle imprese (la percentuale maggiore degli intervistati) che hanno dichiarato che il 2% o più del fatturato è stato in sofferenza. Durante il 2017 ci sarà un nuova sfida per le imprese del settore, già fortemente indebitate, che saranno soggette a condizioni monetarie e del credito più strette.
I costanti miglioramenti dello scorso anno nei settori dell’automotive e dei trasporti, grazie a vantaggi fiscali dei governi destinati a stimolare la vendita di vetture, sono probabilmente temporanei. E’ possibile che la strada sia insidiosa per l’intensa concorrenza del mercato, l’abbassamento della domanda di auto e il costo crescente delle materie prime.
Coface conduce lo studio sulla gestione dei crediti delle imprese in Cina da oltre 14 anni. L’obiettivo è favorire una migliore comprensione delle esperienze di pagamento delle società cinesi e delle loro pratiche in materia di gestione dei crediti. Nell’ultima edizione, hanno preso parte allo studio 1017 imprese di differenti settori nel periodo tra ottobre e novembre 2016.

 

Graph 1: Average overdue days of credit sales

FIG1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Graph 2: Percentage of ultra-long overdue amounts (more than 180 days) in annual turnover

 

Fig2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Graph 3 : Ultra-long overdue issues deteriorated in 6 sectors, but improved or stabilised in others

Fig3

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