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29/05/2015
Rischio Paese e Studi economici

Le insolvenze delle imprese in Francia a fine aprile 2015: il numero continua a essere in lento miglioramento, con un -2,7% sull’anno

Le insolvenze delle imprese in Francia a fine aprile 2015: il numero continua a essere in lento miglioramento, con un -2,7% sull’anno

Perdura la tendenza favorevole iniziata nel 2014. L’aumento delle insolvenze d’impresa osservato nei primi quattro mesi dell’anno è in parte il risultato di una ripresa, dopo i numeri artificialmente bassi di fine 2014, in ragione delle azioni industriali rivolte ai tribunali del commercio, che hanno ripreso la loro attività in maggio.

Sebbene gli scioperi dei tribunali del commercio abbiano creato una situazione di volatilità, la tendenza rimane bassa

A fine aprile 2015, anno su anno, i fallimenti hanno avuto una ripresa simile a quella del 2014: -2,7% (era di circa -2,9% nel 2014). Le 62.473 imprese insolventi sono costate ai loro fornitori 3,9 miliardi di euro (-16,6%) e hanno potenzialmente messo a rischio 174.786 lavoratori (-4,6%). Questa tendenza riflette in particolare gli effetti temporanei sul consumo domestico legati all’abbassamento del prezzo del petrolio e al miglioramento dei margini d’impresa.

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«Dal secondo trimestre, ci attendiamo un ritmo dei consumi più moderato, tenuto conto dei prezzi dell’energia che hanno ripreso a crescere. Altrove, in questo contesto di ripresa moderata, è in crescita anche la creazione di imprese3 (+2,8% a marzo 2015, in rapporto a fine marzo 2014), che dovrebbe portare ulteriori insolvenze da qui a fine 2015», commenta Guillaume Baqué, economista di Coface.

I tre settori maggiormente colpiti dai sinistri: metalli, settore edile e del terziario

C’è stata un’importante diminuzione dei fallimenti nelle aziende con fatturato tra i 2,5 e i 10 milioni di euro, lo stesso per le grandi imprese (con più di 10 milioni di euro) ripartite al rialzo dall’inizio dell’anno, nonostante il declino avuto in aprile.

Nel quadro dei 100 maggiori fallimenti di impresa rapportati al fatturato, si distinguono tre settori: i metalli (15% sul totale), il settore edile (17%) e il terziario (5%), che si aggiungono in questo quadro per la prima volta. Si tratta dei tre settori, sugli undici studiati, che rivelano un aumento delle insolvenze.

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Peggioramento nell’Ile-de-France, prima regione per insolvenze

C’è stata una lieve variazione nella mappa dei fallimenti in Francia. Sei regioni registrano un netto miglioramento, con una diminuzione delle insolvenze di più del 5%, in particolare l’Aquitania (-10,2%) e Limosino (-8%).

Solo cinque regioni registrano un incremento dei livelli, che si attesta a +5,1% per l’Alsazia e +0,3% per l’Ile-de-France, regione in cui si concentrano il 19,7% dei fallimenti francesi. In questi due casi, il settore edile è stato il più duramente colpito, in particolare i costruttori dell’edilizia privata dell’Ile –de-France, che hanno visto i loro fallimenti aumentare del +10,3%.

 

 

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1 Rispetto allo stesso periodo del 2014
2 Rispetto a marzo 2014
3 Escluse le micro imprese

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